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Posts Tagged ‘black project’

Come minacc promesso, ecco qui anche il mio regalo per queste festività del ca gioiose di quest’anno.

Ladies and gentlemen, please welcome Aurora! Cliccate qui.

C’è voluto parecchio per arrivare a questo mini saggio. Sembra una contraddizione in termini dato che si parla di un 30 pagine in formato A5 ma non avete idea della melma che c’è sulla Rete quando si cercano notizie sull’Aurora.

Dai video dementi su YouTube a siti / blog pieni di chiacchere prive di senso, riuscire a trovare qualcosa di intellegibile è stato un viaggio di scoperta. Alla fine ha avuto solo valore di verifica dal momento che ho deciso di non includere immagini o schemi all’interno del testo per evitare qualsiasi diatriba presente e futura sui copyright.

All’interno del libercolo troverete i due riferimenti bibliografici che sono riuscito a trovare in questi mesi, gli unici testi dove si tratta del progetto Aurora. Manco a farlo apposta uno ne sostiene l’esistenza, l’altro la nega ed entrambi mancano di un riscontro apprezzabile. Per ipotesi realistiche sulla struttura o sulle prestazioni dell’Aurora rimando al testo di Sweetman (controllate la pagina delle recensioni per trovarne i riferimenti).

Per la versione in epub ci sto lavorando, gli esperimenti fatti finora non mi hanno soddisfatto. Quando sarà pronta ne darò notizia oltre ad includerne il link per scaricarla nella pagina dei download.

Ringrazio di nuovo Mitvisier, la sua copertina è senz’altro la parte migliore di tutto il lavoro.

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Eppur si muove, citazione probabilmente apocrifa attribuita a Galileo Galilei. Sono arrivato a una fase avanzata della prima stesura, spero di potervi fare una strenna natalizia!

Nel frattempo, grazie a Mitvisier che ha realizzato la cover. Come si dice in questi casi, chapeau!

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Curtis Peebles

Dark Eagles (1999)

Presidio Press

pp. 432 – vari prezzi disponibili qui

ISBN 978-0891416968

Quarta di copertina (da amazon.com).

In this new, updated edition, Dark Eagles reveals what have been some of America’s most closely guarded, and politically sensitive secrets.

Recensione flash.

Questo saggio è la migliore sintesi che io abbia mai trovato tra i libri divulgativi sull’aeronautica militare e i testi storici sullo sviluppo dei ‘black project’ a partire dagli anni ’50. Consigliato, non solo per gli appassionati.

Voto: 07,50 / 10,00.

Recensione.

A partire dal 1941 fino alla fine degli anni ’90 questo libro ripercorre la storia dei progetti segreti sviluppati per le forze aeree americane; si tratta di un viaggio affascinante tra basi segrete, soluzioni tecniche mai provate prima, grandi e piccole tragedie di cui per molti anni non si sono avute notizie certe. E ancora, l’alba dei velivoli UAV nelle guerre del sud-est asiatico, i primi aerei a energia solare, le missioni segrete della CIA nei cieli dell’URSS e della Cina. In più i programmi di studio degli aerei di fabbricazione russa e la nascita della celebre scuola Top Gun della Marina. Per finire, il debunking di tutta una serie di progetti per i quali esiste una serie infinita di pagine sulla Rete.n si sono avute m

Non credo  stupisca apprendere che l’autore, Curtis Peebles, è uno storico specializzato nel settore aerospaziale. È conosciuto anche per essere un esponente di spicco tra gli scettici dell’intero fenomeno UFO oltre che come autore di numerose pubblicazioni. La forma mentis dello storico è evidente nella cura del libro e dal livello di documentazione che viene citato.

Se devo trovare un lato debole per questo libro è proprio nella parte del debunking. Quando si arriva a trattare la parte relativa all’Aurora (cap.12) i toni si fanno molto bruschi, non si fatica ad intuire un certo livore verso un altro autore del settore (Bill Sweetman, mai nominato ma presente nelle note) e più in generale verso le teorie UFO, inserite in maniera abbastanza strumentale per aggiungere discredito a chi sostiene l’esistenza di questo aereo.

Di contro è percepibile la fascinazione e l’orgoglio, tutto americano, verso chi ha sviluppato e sostenuto questi progetti da cui discende anche una contrapposizione netta tra militari/tecnici e politici/giornalisti, mostrati spesso in aperto conflitto. Anche qui non avrebbe stonato una maggiore sobrietà.

Nota editoriale: questo libro, ancorchè datato, non mi risulta essere stato mai tradotto o opzionato per il mercato italiano. Se vi risultano notizie diverse per favore fatemelo sapere.

Nota finale: dopo aver letto questo libro ho dei grossi dubbi sullo sviluppare o meno il mini saggio sull’Aurora. Lo avevo ripensato come una riflessione sulla ricognizione aerea / satellitare o in alternativa come caso di mitologia moderna. Time will tell.

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Bill Sweetman

Aurora The Pentagon’s Secret Hypersonic Spyplane (1993)

Motorbooks International (Mil-Tech Series)

ISBN 978-0879387808

pp. 96 – prezzo variabile su Amazon.com

Quarta di copertina.

Why did the Pentagon retire the SR-71 spyplane in 1990? What has caused sonic booms over the California desert since 1991? What was the triangular craft spotted over the North Sea in 1989? In this groundbreaking book, journalist Bill Sweetman argues these mysteries can be traced to a U.S. spyplane called AURORA, the existence of which–denied by officials–lies buried in a secret military budget.

Recensione flash.

Libro per bullonari, al limite del fanatismo tecnologico. Molte immagini, qualche diagramma tecnico e un ragionamento serio e circostanziato su un aereo che ‘dovrebbe’ esistere.

Voto: 06,50 / 10,00.

Recensione.

Bill Sweetman è un giornalista specializzato nel settore aerospaziale, uno di quei fortunati mortali pagati per seguire il circuito degli air show internazionali e per seguire lo sviluppo di progetti militari e civili delle maggior industrie mondiali. Ha qualcosa come 50 libri in curriculum e qualche posizione scomoda sui segreti militari, diciamo che viene considerato da alcuni come al limite della professione.

Su questo librino ci sono inciampato durante le mie ricerche sul progetto Aurora e sui progetti ‘neri’ del comparto militare americano e devo dire che ha costituito una lettura interessante. Intendiamoci, lo stile lascia a desiderare e ci sono lunghe digressioni tecniche in grado di stroncare chiunque non sia veramente interessato al comparto aeronautico. Allo stesso tempo si riepilogano una serie di eventi e di testimonianze attendibili che lasciano intendere che qualcosa deve essere successo a fianco di considerazioni strategiche intelligenti sulla necessità di avere un ricognitore ad altissime prestazioni per integrare i dati dei satelliti.

Parlare nel 2011 di un aereo probabilmente progettato negli anni ’80 e messo in linea nel decennio successivo può sembrare strano, specialmente utilizzando un testo del 1993 come questo. Eppure al di là dell’interesse da bullonari i motivi per pensarci ci sono. Volare a velocità superiori a Mach 3 era possibile già alla fine degli anni ’60, così come lo era concepire mezzi che potessero arrivare ai limiti estremi dell’atmosfera.  Perché ci siamo fermati? Possibile che solo la DARPA porti avanti programmi come il FALCON?

Link Amazon.com qui

Pagina dell’autore su Amazon.

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La storia dei progetti segreti è una delle mie passioni, una di quelle cose su cui perderei giornate intere a fantasticare. Di recente ho già scritto dei post a proposito dell’Area 51 e del progetto Aurora e in questi giorni sto leggendo un libricino di Bill Sweetman che prende in esame l’argomento dal punto di vista tecnico e fattuale con lunghi excursus sui progetti dagli anni ’50 agli ’80.

Non c’è certezza che un velivolo denominato Aurora esista. O che una serie di prototipi possa essere ricondotta a questa denominazione. Il punto è che dovrebbe esserci. Ci sono tutte le condizioni, oggi come trenta anni fa, perché sia necessario per gli Stati Uniti avere un velivolo in grado di sostituire gli A-12 e gli SR-71 nella ricognizione aerea.

Non si può fare affidamento solo sui satelliti, prevedibili nei loro passaggi e difficili da gestire in maniera riservata dopo la fine del programma Shuttle (la navetta X-37 è ai primi viaggi, quest’anno ha effettuato la prima missione operativa). Né ci si può basare solo sui droni anche se hanno dato ottime prove in Afghanistan (si vocifera siano in utilizzo anche in altre parti del mondo ma non ci sono conferme dirette).

Di recente la DARPA ha pubblicizzato i voli sperimentali del suo FALCON, veicolo robotizzato in grado di viaggiare a velocità massime comprese tra Mach 11 e Mach 17 e nello stesso programma c’era anche il Blackswift (cancellato nel 2008) che era in grado di volare a velocità comprese tra Mach 3 e Mach 6. Tecnicamente parlando un velivolo tipo Aurora è possibile e lo era anche negli anni ’80-’90.

Postulando una progettazione nella seconda metà degli anni ’80 e i primi voli di test nei primi anni ’90 ci sono però pochissime evidenze, una manciata di testimonianze attendibili, dell’esistenza di uno o più aerei sperimentali riconducibili alle caratteristiche di Aurora. Se di segreto si tratta è uno dei meglio custoditi della storia recente.

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