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Posts Tagged ‘Cory Doctorow’

Ho letto questo brano, una testimonianza sulla vicenda di Aaron Swartz, sulla newsletter della casa editrice Tor. Data la gravità dei fatti e la posizione da cui testimonia Cory Doctorow (come capirete leggendo sotto) ritengo questo articolo un buon modo di parlare della storia di Swartz. Spero che le indagini in corso negli Stati Uniti arrivino a fare chiarezza su cosa è successo, con la morte di questo ragazzo abbiamo perso molto.

L’undici gennaio un giovane hacker, attivista digitale e imprenditore di nome Aaron Swartz si è suicidato. Aveva 26 anni e lo conoscevo da quando ne aveva 14. Rischiava 50 anni di prigione. Il suo crimine è stato entrare in un armadio di cablaggio per computer al MIT, vicino al campus di Harvard dove aveva un incarico, e collegare un laptop alla rete del campus, con il quale ha scaricato una grande quantità di articoli di riviste accademiche dal JSTOR (normalmente disponibili a pagamento), un archivio online per lavori degli studiosi.  Si pensa che avesse pianificato di renderli disponibili in maniera gratuita, anche se nessuno saprà mai cosa volesse fare veramente.

aaron

Ecco cosa sappiamo: ad Aaron non importava della libertà di informazione. Ad Aaron importava della libertà della *gente* di fare uso delle informazioni. Quando incontrai Aaron, era già una persona straordinaria, un programmatore di 14 anni che aveva dato contributi chiave allo standard RSS 1.0, parte delle strutture fondamentali di Internet, progettato per facilitare la condivisione delle informazioni tra siti diversi. Diventò parte del team fondatore di Creative Commons, poi andò ad aiutare a creare un sito chiamato Reddit, che è ora una delle comunità più fiorenti e coinvolgenti di Internet.

Aaron usò il denaro fatto con Reddit per diventare rompiscatole a tempo pieno, totalmente impegnato, infaticabile e meraviglioso. Offeso dal fatto che il governo federale americano facesse pagare l’accesso ai precedenti legali di pubblico dominio, Aaron pagò per scaricare il 20% della legislazione federale americana e poi la mise in pubblico dominio. Questo gli procurò l’apertura di un fascicolo a suo carico da parte dell’FBI e la perpetua inimicizia del Dipartimento della Giustizia, frustrati dal fatto che quel ragazzino avesse avuto il coraggio di dare pubblico accesso alle sue leggi e se la fosse cavata senza conseguenze.

Il Dipartimento della Giustizia se la prese con Aaron per il colpo al MIT, anche dopo che il JSTOR pubblicamente disconobbe ogni ulteriore persecuzione a carico di Aaron (il MIT fu più tiepido sull’argomento, il che diede al Dipartimento della Giustizia la scusa di cui aveva bisogno per continuare). Chiesero alla corte una sentenza di 50 anni per “computer crimes”. Anche se avesse vinto Aaron avrebbe dovuto pagare almeno un milione di dollari di spese legali.

Aaron si impiccò esattamente due anni dopo il suo arresto. Pensatene quello che volete.

Mi hanno chiesto spesso se M1k3y, l’eroe adolescente di “Little Brother” e “Homeland” sia una versione di me stesso. Non lo è, dico sempre, perché io non sono mai stato così cool. Non penso che Aaron fosse cool nel modo che M1k3y voleva essere ma i due condividono una risposta viscerale ed appassionata all’ingiustizia; condividono un’abilità tecnica sovrannaturale;  e condividono un fascino e un’umorismo che fa in modo che la gente attorno a loro li voglia seguire ed ascoltare.

Aaron lesse una versione iniziale di “Little Brother” e lo definì, “Il più sovversivo brano di fiction che posso pensare. Immagino eserciti di ragazzi là fuori nuking frozen grapes (NdT praticamente intraducibile, si riferisce al testo della novella e all’attività dei protagonisti).” Quando cominciai a lavorare su “Homeland”, il seguito di “Little Brother”, sapevo che volevo far partire una campagna politica per la prossima generazione. Il gruppo di attivisti di Aaron, Demand Progress (NdT richiedi progresso), era sta all’avanguardia nella guerra contro il SOPA e il PIPA (le leggi oppressive su Internet e il copyright che vennero ritirate di fronte a una protesta pubblica assolutamente senza precedenti). Sapevo che avrebbe avuto buone idee.

Le aveva. Gli mandai una email circa alle 5:57 del mattino del 22 dicembre 2011. Aaron rispose con una strategia di campagna politica ad alta tecnologia, brillante e completa alla 8:23 del mattino. Era così buona che praticamente la copia nel libro eccetto che per l’ultima riga: “potrei andare avanti, ma adesso devo fare una pausa e fare qualcosa di tutto questo.”

Aaron scrisse una delle due postfazioni a “Homeland“. Gli chiesi cosa avrebbe voluto dire al se stesso quattordicenne, che consigli gli avrebbe dato. Lui scrisse una chiamata alle armi eccezionale, che comprendeva righe come queste:

“So che probabilmente ti sentirai senza potere, come se non ci fosse nulla che puoi fare per rallentare o fermare ‘il sistema’. Come se tutte le scelte fossero fatte da forze potenti e nell’ombra molto al di fuori del tuo controllo. A volte anche io mi sento allo stesso modo. Ma semplicemente non è vero.”

e

“Il sistema sta cambiando. Grazie a Internet, le gente qualsiasi può studiarlo e organizzarsi per un problema anche se il sistema è determinato ad ignorarlo. Ora, forse non vinceremo tutte le volte – questa è la vita reale, dopo tutto – ma finalmente abbiamo una possibilità.”

“Ma funziona solo se ne fai parte.  E ora che hai letto questo libro e imparato come fare, sei perfettamente in grado di farlo succedere ancora. Ora tocca a te cambiare il sistema.”

“Fammi sapere se posso aiutarti.”

Aaron la firmò con il suo indirizzo email. Voleva che il mondo si mettesse in contatto con lui. Non può più rispondere alle loro email, ma può ancora aiutarli. Aaron può essere può essere stato perseguitato fino a una tomba prematura, mezzo secolo prima di quando sarebbe dovuto andarsene, ma ha lasciato un’eredità e la consapevolezza di cosa può cambiare e di come può essere cambiato.

Il Dipartimento di Giustizia non vincerà mai la sua causa contro Aaron. E se noi ricorderemo la convinzione e la passione di Aaron che i torti devono essere raddrizzati; che l’informazione non vuole essere libera ma la gente sicuramente sì; lui vincerà per sempre.

Arrivederci Aaron. Ci mancherai.

Cory Doctorow

Cory Doctorow

Nota finale: le mie traduzioni non sono mai letterali, né ho le competenze di un buon interprete. Mi sono sforzato di rendere il senso delle dichiarazioni di Doctorow e di adattare le forme idiomatiche. L’articolo originale lo potete trovare qui.

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Charles Stross

Wireless (2009)

pp. 368

ISBN 978-0441017195

Link su Amazon: qui.

Quarta di copertina (da Amazon.com)

Science fiction guru Charles Stross “sizzles with ideas” (Denver Post) in his first major short story collection.
The Hugo Award-winning author of such groundbreaking and innovative novels as Accelerando, Halting State, and Saturn’s Children delivers a rich selection of speculative fiction- including a novella original to this volume- brought together for the first time in one collection, showcasing the limitless imagination of one of the twenty-first century’s most daring visionaries.

Recensione flash.

Un viaggio negli universi narrativi di uno dei migliori autori inglesi di SF, un concentrato di buone idee e vicende soprendenti. Acquisto raccomandato con tanto di bollino di garanzia!

Voto: 07,50 / 10,00.

Recensione.

Questa antologia copre dieci anni dell’attività di Stross al di fuori dei romanzi e permette di farsi una buona idea della varietà delle tematiche trattate oltre che del livello a cui si esprime questo autore. Nel volume sono compresi i seguenti testi:

Missile Gap (premio Locus 2007, categoria Novella);

Rogue Farm;

A Colder War;

Maxos;

Down on the Farm;

Unwirer (con Cory Doctorow);

Snowball’s Chance;

Trunk and Disorderly;

Palimpsest (premio Hugo 2010, categoria Novella).

Come tutte le antologie anche questa ha una qualità discontinua, figlia anche del fatto che i vari testi sono stati prodotti a fronte di esigenze diverse. Tuttavia il livello rimane sempre alto, così come lo stile di scrittura non scende mai sotto uno standard altrettanto elevato. Quello che cambia sono i registri su cui sono giocate le narrazioni.

Missile Gap potrebbe essere definito atompunk se vi piacciono queste etichette; la premessa è quella di un trasferimento dell’intera razza umana su un pianeta-disco con caratteristiche apparentemente impossibili per le leggi fisiche che conosciamo. L’intera galassia sembra essere mutata e questo super-pianeta ha molte  sorprese in serbo.

Rogue Farm è un breve racconto su un futuro post umano dalle tinte decadenti ed estreme allo stesso tempo. Conclusione abbastanza scontata ma un numero di idee davvero interessanti. Contiene anche un omaggio a Larry Niven, tanto per gradire.

A Colder War è uno dei più riusciti tentativi di anti utopia che io ricordi. Echi lovercraftiani e un’atmosfera costante di alienità che finisce per lasciare qualche brutta sensazione nel lettore. Se penso che in questi giorni stanno trivellando il lago Vostok mi vengono i sudori freddi.

Maxos è un pezzo breve, decisamente umoristico. Lo spunto è a cavallo tra i primi tentativi di phising e le reti di comunicazione SETI, penso sia già interessante come premessa.

Down on the Farm è un racconto ambientato in uno degli universi narrativi creati dall’autore (Laundry universe) dove la magia ha ampie attinenze con la tecnologia e la logica. Ancora, se gradite le etichette, si potrebbe parlare di dieselpunk con tendenze nette verso il weird.

Unwirer (scritto in collaborazione con Cory Doctorow) è un bel tentativo di universo alternativo, un presente in cui la lotta per la rete libera e la condivisione ha preso una piega del tutto inedita sia in Europa che negli USA. Notevole.

Snowball’s Chance riprende un grande classico, l’accordo con il diavolo. Nello specifico viene declinato in maniera davvero luciferina a partire da un mondo che potrebbe essere un futuro davvero vicino a noi.

Trunk and Disorderly è un pezzo ambizioso, giocato sui toni umoristici e pieni di nonsense cari a P. G. Wodehouse; non è di palato facile per i lettori italiani dal momento che molto è giocato sul linguaggio. L’ho trovato il pezzo meno riuscito del lotto.

Palimpsest è un pezzo da maestro. Non ricordo un romanzo o una novel con questo grado di complessità gestito così bene. Paradossi temporali, cosmogonia, l’evoluzione dell’universo, tecnologie talmente avanzate da manipolare le stelle tutto nella stessa novel. Un premio Hugo non arrivato a casaccio.

Charlie Stross photographed by Charlie Hopkinson.

Segnalo con piacere che Palimpsest è stato tradotto in italiano e pubblicato da Delos con il titolo Palinsesto nel 2010 nella collana Odissea (traduzione di S. Proietti).

Da questa antologia la stessa casa editrice ha tradotto anche Missile Gap, uscito nella stessa collana con il titolo Universo distorto (traduzione di R. Chiavini).

Per quanto riguarda gli altri titoli della robusta produzione di Stross mi risultano tradotti nella nostra lingua Giungla di cemento (orig. The Concrete Jungle) sempre da Delos in Odissea Fantascienza (traduzione C. Codecà). Il romanzo Accellerando (orig. Id.) mi risulta essere uscito per Armenia nel 2007, non so se sia ancora disponibile.

EDIT:

Grazie alla collaborazione di Ktrl+S scopro di aver dimenticato un altro titolo di Stross uscito per i tipi di Armenia nel 2008, ovvero “L’alba del disastro” (Orig. Iron Sunrise del 2004) tradotto da S. Proietti e F. Staglianò.

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