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Posts Tagged ‘Stone Cold Company’

Rieccomi qui, il primo luned’ì di agosto, per farvi un saluto e riaprire il blog. Nel frattempo ho avuto lo spazio di cui avevo bisogno per riflettere e per decidere cosa fare nei prossimi mesi. Vedete, è questione di guardare al futuro e di voler fare i conti con tutto quello che ho attorno. Io pago sempre i miei debiti e non mi piace lasciare le cose a metà. Proprio per questi due motivi ho deciso, finalmente, di mettere la parola “fine” alla mia Stone Cold Company. Dopo aver scritto il secondo ebook a loro dedicato considererò chiuso il mio contributo al Survival Blog sul piano narrativo. Su altri piani invece vedremo come andrà a finire dal momento che è sbucato un gruppo di scrittori che ha pubblicato qualcosa di estremamente simile al “nostro” progetto. Pessima idea.

Ci sono altre cose in arrivo, tremori che per ora devono rimanere sotterranei e che forse mi vedranno a bordo per altre iniziative sul web. In compenso a settembre finalmente esce l’ultima antologia cartacea che mi vede tra gli autori, del progetto parleremo a lungo quando finalmente arriverà in libreria. Si potrebbe dire che la mia carriera cartacea si conclude con una bella soddisfazione.

A settembre o in ottobre lancerò un altro blog. Dedicato esclusivamente a temi economici, bilingue e con AdSense. L’idea è quella di ripagarsi le spese e ad allargare il novero di chi trova opportunità “diverse” di investimento, sia a livello di privati che per soggetti istituzionali. Finanza non è necessariamente una parolaccia, così come non lo è profitto.

Su queste pagine invece parleremo, a lungo, di questo:

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Per festeggiare il primo compleanno del Survival Blog non c’è niente di meglio che parlarne; il buon Gianluca Santini lo fa con un’intervista al sottoscritto nell’ambito del suo progetto di azione di tutti gli e-book del SB.

L’intervista la trovate qui, da parte mia ringrazio Gianluca per lo spazio che mi ha riservato e per la bella recensione della mia Stone Cold Company.

Il SB ha un futuro? Sì, decisamente sì. Il tenebroso Germano / Hell sta preparando il prosieguo delle cronache del suo alter ego nel futuro, io sto lavorando con calma la seconda parte delle avventure della Stone Cold. Vedremo che cosa porterà il futuro.

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Nota per i naviganti: per l’intero mese di ottobre 2011 tutti i post di questo blog riporteranno come prima parte queste righe per ricordare che è possibile votare per il concorso SF qui fino alle 23.59 del giorno 31 di questo mese. Modalità di voto e lista delle proposte sono contenuti nel post linkato.

 

Prendo spunto da una serie di commenti relativi a una recensione recente per ragionare un momento con voi sul concetto di serie narrativa e sui personaggi seriali. Sono due concetti trasversali rispetto ai generi e ai sottogeneri e tendono a creare due fronti contrapposti tra i lettori e tra gli scrittori.

Un personaggio o un gruppo di personaggi che viene utilizzato in più di un libro come attore o gruppo di attori principali gioca su due fattori, entrambi in chiaroscuro. Il primo fattore è la familiarità dei lettori, ritrovando lo stesso personaggio o gli stessi personaggi si immergono con più facilità nella narrazione e il sense of wonder che ne deriva è maggiore. Per contro gli stessi lettori possono non gradire variazioni al cast, decidere quindi da parte dello scrittore di cambiare qualcosa può complicare parecchio le cose. Il secondo fattore è per lo scrittore che si ritrova una grossa parte del lavoro già fatta nel momento in cui riutilizza lo stesso cast di personaggi. In questo caso la parte negativa è più sottile; se lo scrittore decide di non far evolvere o cambiare i suoi personaggi si va a creare uno strato di abitudini mentali che puòà nuocere alla sua creatività.

Lo stesso ragionamento si può applicare per estensione alle ambientazioni, anch’esse essenziali per i cicli narrativi. Pregi e difetti sono gli stessi ma vengono mitigati dalle proporzioni. Se si crea un mondo tutto nuovo se ne possono esplorare varie parti da un romanzo all’altro, lo stesso vale se si utilizza il nostro pianeta e si sposta il cast dei personaggi in vari scenari. Qui la trappola per lo scrittore sta nei dettagli, si rischia di contraddirsi in maniera letale, specialmente se si è inventato tutto da zero.

Viceversa se per ogni romanzo o racconto lo scrittore ci mette di fronte a personaggi nuovi e/o ambientazioni inedite la sfida sale di tono. Ogni volta chi scrive deve riuscire a suscitare da zero il sense of wonder che permette di immergersi in una narrazione e ogni volta il lettore si trova ad affrontare un territorio inesplorato dal punto di vista narrativo.

In entrambi i casi servono capacità non indifferenti per gestire le cose. I lettori forti sono molto esigenti e facili a disamorarsi di un filone o di una serie. Anche trovare i necessari stimoli creativi può diventare via via più difficile per chi scrive in maniera regolare e deve soddisfare le legittime attese del pubblico. Infine riuscire ad adeguare le trame e i personaggi a condizioni che devono cambiare continuamente rischia di non riuscire in maniera compiuta, svelando così la scena agli occhi del lettore e rovinando qualsiasi coinvolgimento.

Devo dire che non ho una netta preferenza, come lettore, tra serie e episodi singoli. Posso citare in entrambi i casi libri riuscitissimi come ciofeche inaudite. In compenso, nella veste di schiribacchino, trovo difficile proseguire l’utilizzo di uno o più personaggi dopo la prima corsa. Ho fatto il tentativo più volte e per me è sempre stato difficile immergermi di nuovo nelle situazioni che io stesso avevo creato, quasi che una volta usato un personaggio questo finisse per allontanarsi da me.

In seguito avevo maturato la decisione di non ripetere più l’uso di un personaggio a meno di non farlo ritrovare come mero comprimario in altre storie, un espediente divertente per fare l’occhiolino ai propri lettori senza incorrere nei rischi descritti in precedenza. Ma è arrivato il Survival Blog e la mia decisione è andata a ramengo. Come non dare una seconda opportunità alla mia Stone Cold Company? Puntualmente mi sono ritrovato nelle secche, a fissare documenti zeppi di appunti e di tracce senza riuscire a dargli il corpo necessario. A meno che… non mi decida a fare cambiamenti massivi. Mortali, dato l’ambito narrativo.

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artwork di Luca Morandi

Alla fine mi sono deciso e ho buttato per aria la programmazione dei due progetti che sto portando avanti, il ronzio dentro la scatola cranica ha raggiunto il livello di guardia. Ieri ho impostato il mio secondo spin-off del Survival Blog, ovvero il ritorno sulle scene della mia Stone Cold Company.

Troppo forte il richiamo dello scenario in generale, troppi conti lasciati in sospeso con il primo arco di storie. C’è ancora qualcosa da dire e dopo tanti finali tragici voglio aggiungere un tema diverso allo sviluppo della Pandemia Gialla. Siamo arrivati al 2016, dopo tante stragi  l’arco vitale dei Gialli (di conseguenza la loro parabola evolutiva) non può rimanere lo stesso.

Tempo di riprendersi il territorio. Di fare i conti con cosa è rimasto e con chi pensa di poter imporre la sua legge sulle rovine. C’è una citazione famosa, attribuita a George Santayana, ‘solo i morti hanno visto la fine della guerra’. Il mio alter ego del futuro è ancora in piedi e non ne vuole sapere di nascondersi e nei mesi che non sono stati narrati sono cambiate molte cose.

A presto!

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Nonostante i primi caldi e il perdurare del mio deficit neurale posso dire di aver ripreso un ritmo decente di attività, almeno per quanto riguarda la presenza sulla blogosfera e lo scrivere. La cosa prescinde dal concetto di qualità, fattore per me abbastanza difficile, a favore della quantità e della costanza. Per ora, sottolineo per ora, sono riuscito a mantenere un appuntamento giornaliero con questo nuovo blog e a mettere a disposizione una storia alla settimana.

Se è vero, io lo credo, che uno dei segreti della scrittura è la costanza allora è da quel punto che devo passare dal momento che tendo a privilegiare l’elucubrazione all’azione diretta. Il risultato sono nuove idee, un certo prurito alle mani e nuove possibilità che si affiacciano all’orizzonte virtuale della Rete, ulteriore indicazione della presenza della sincronicità.

La mia Stone Cold Company è stata bene accolta, grazie di cuore a tutti voi, e ora ringhia alla periferia dell’area di Broca, lamentandosi per aver lasciato il lavoro in sospeso. Ci sono ancora dei Gialli in giro, li sento borbottare, quelli della Whyte non si sa che fine abbiano fatto e i bastardi della NAA fanno i loro porci comodi in Sardegna. Uhm, bisognerà fare qualcosa in merito. Se no questi fanno un colpo di Stato.

Sullo sfondo del mio deserto mentale c’è un’ombra. Massiccia, sbuffante, irta di sporgenze. Si chiama Goliath e si sta stufando di aspettare.

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Artwork di Luca Morandi

La Stone Cold Company mi è rimasta in mente,  lo ammetto. Il me stesso futuro, con relativa famiglia e amici (nel cast della compagnia ci sono anche persone reali), messo alle strette in un mondo dominato dalla Pandemia Gialla continua ad aleggiarmi nelle sinapsi, novello spettro dickensiano dei natali futuri.

Contractors, mercenari. In teoria si tratterebbe di questo. Figure oltre i margini della legalità per la maggior parte delle nazioni, una sottile distinzione a separarli dai criminali nell’immaginario comune. Nel futuro possibile creato da Alessandro Girola anche questo può cambiare, avevo infatti immaginato che sarebbero sorte unità ausiliarie alle nostre forze armate per dare una mano nella difesa della popolazione.

In fin dei conti è una soluzione razionale. Inquadrare e impiegare civili è meglio di doverli difendere e per imparare a usare armi leggere non occorre essere scienziati, questo lo posso affermare per esperienza reale. Quindi, perché no? Nella mia versione il gruppo si sposta come un’unica meta famiglia disfunzionale, armata fino ai denti e sospettosa di tutto e di tutti. Cosa li differenzia da una delle tante bande di predoni o criminali che hanno affollato le pagine di tanti post del Survival Blog?

Non è la divisa. Neppure la bandiera. Anche la disciplina non basterebbe a fare una distinzione vera. Solo i fatti possono parlare, rendere chiara la distinzione. La SCC opera inizialmente per la difesa dei civili, in seguito per proteggere quel poco che è rimasto. Se stessi e i profughi, lemma appropriato in questo scenario, che cercano un porto sicuro in cui approdare.

Ho ottenuto la luce verde per l’azione. Tenete le mani bene in vista e non fate gesti bruschi, i ragazzi e le ragazze della Stone Cold Company sono un filino nervosi.

Questo è il link: http://www.lulu.com/product/ebook/stone-cold-company/15750297

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Artwork di Luca Morandi

Ebbene sì, lo ammetto. Anche io ho partecipato al Survival Blog ideato da quella belva scatenata del Girola (occhio al blogroll, lo trovate lì), mi sono reso complice di un’operazione multi piattaforma (blogsfera e Facebook) che ha fatto parecchio rumore.

Sulla scia delle narrazioni del Survival Blog sono già usciti tre e-book (in ordine di uscita):

CoseMorte (Massimo Mazzoni), PDF free

http://cose-morte.blogspot.com/2011/04/survival-blog-tutto-il-blog-cose-morte.html

artwork di Luca Morandi

Scene selezionate dalla Pandemia Gialla (Alessandro Girola), epub a tariffa minima e non fate i pidocchi! (1.99 euro)

http://ultimabooks.simplicissimus.it/scene-selezionate-della-pandemia-gialla

Girlfriend from Hell (Germano M.), epub free

http://bookandnegative.altervista.org/blog/annunci/girlfriend-from-hell/

Sono testi che vi consiglio caldamente di recuperare, danno il senso dell’energia che è emersa durante il Survival Blog e vi fiondano in un’atmosfera veramente tesa di un possibile futuro, distopico come pochi.

Da quello che ho sentito in giro dovrebbe arrivarne anche un altro, non annuncio l’autore per rispetto delle sue iniziative. Tutto questo mi ha fatto venire voglia di metterci mano anche io, ho già quasi tutto quello che mi serve. La Stone Cold Company merita un altro giro di giostra, no?

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