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Posts Tagged ‘Vaticano’

Da un articolo di Bill Keller pubblicato su Repubblica di oggi (proviene dal NY Times) traggo una situazione interessante, una di quelle che considero dirimenti. Durante un incontro pubblico del partito repubblicano viene chiesto a Michelle Bachmann cosa significhi la sua affermazione che la Bibbia la obbliga a ‘essere sottomessa al marito’. Al di là della risposta, importante dato che viene da una persona in lizza per la nomination repubblicana del 2012, è la riflessione che permette ad essere interessante.

Se una persona ha una fede religiosa non è certo un problema, anzi la si può anche considerare più fortunata di altre se da questa trae conforto. Il punto è dove sta la linea di separazione tra pubblico e privato. Se la Bachmann diventasse presidente degli Stati Uniti dovremmo pensare che a comandare a Washington D.C.  in realtà è suo marito? La logica porterebbe a dire questo data l’affermazione sopra riportata.

Un minimo di realismo (o di cinismo se preferite) porta a distinguere tra le affermazioni fatte per accattivarsi la simpatia dell’elettorato religioso e il comportamento nella vita pubblica (anche se la Bachmann ha una storia personale e professionale da far drizzare i capelli). Facile poi arrivare a riferirsi al quadro politico di casa nostra, pieno zeppo di cattolici romani che di cristiano non hanno più nulla a parte il crocifisso al collo.  Da italiani abituati alle ingerenze del Vaticano potremmo anche considerare ingenue certe affermazioni pubbliche d’oltre oceano.

Lo Stato per definizione deve essere laico. I funzionari, eletti o meno, dello Stato devono tenere al di fuori dalle loro attività qualsiasi riferimento religioso o mistico. L’unica virtù pubblica deve essere l’onestà, delle doti religiose o delle preghiere se ne deve parlare solo nel privato. Nel momento in cui il signor X o la signora Y diventano servitori dello Stato passano in una sfera di influenza dove le regole provengono solo dalla Costituzione e dalle leggi umane.

Quanto alla libertà di coscienza, diritto spesso sbandierato in modo strumentale, vorrei ricordare che nessuno prima delle elezioni va dai possibili candidati a costringerli a mettersi in lista. Se si vuole, giustamente, operare solo secondo coscienza in contrasto con le leggi dello Stato ci si deve tenere fuori dai ruoli al suo servizio. Sempre che coscienza e coerenza abitino sotto lo stesso tetto.

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Il capo era depresso. Oltre le barzellette, al di là delle possibilità delle pillole  e del catalogo delle ragazze.

La scadenza elettorale lo aveva stremato, una vocina in fondo all’ippotalamo gli suggeriva “potresti perdere” e per di più c’era con lui il ministro dell’economia. Pessimo momento davvero.

- Ho tvovato come fave, possiam davvevo vispettave le scadenze con l’Euvopa. – Era sorridente, rilassato. Sembrava un enigmista dopo aver risolto un sudoku impossibile. – Quest’anno vendiamo la Vomagna a San Mavino!

La pressione arteriosa del presidente salì di dieci punti. Forse non aveva sentito bene.

-L’anno pvossimo tocca al Lazio che piazziamo al Vaticano e nel 2013 il colpo da maestvo, la Sicilia agli amevicani che la voglino dal 1943. Mettiamo a posto il bilancio dello Stato, ci libeviamo di un sacco di pvoblemi e ci gavantiamo la vielezione nel 2013. – Altro grande sorriso, gli brillavano anche gli occhiali. – Che ne dici?

Il presidente fece per replicare, aveva pronto una fila oscenità da far impallidire un portuale. Poi si bloccò. La Romagna era piena di rossi e di neo leghisti, la Polverini non la poteva vedere e con il Lazio al Vaticano poteva trasferire i ministeri dove gli pareva e dei siciliani non ne poteva più da un pezzo.

Ci doveva pensare…

 

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