Ricordando l’uccello bianco

8 maggio 1927, due veterani della prima guerra mondiale partono con un biplano bianco per essere i primi trasvolatori non-stop dell’Oceano Atlantico. C’era un premio in palio, 25.000 dollari, ma con ogni probabilità era il desiderio di entrare nella storia a sostenere gli sforzi di Charles Nungesser e Francois Coli.

Sappiamo che la prima parte del loro viaggio andò bene,ci sono conferme documentali del loro passaggio sopra l’Irlanda. Dovevano raggiungere New York e terminare la loro impresa con un ammaraggio nei pressi Ellis Island (dove c’è la statua della Libertà). Non arrivarono mai.

Il pensiero di questi due uomini, entrambi insigniti della Legion d’Onore per il loro valore nella prima guerra mondiale, che affrontano spalla a spalla un volo del genere con l’impeto di essere i primi di per sé mi commuove. Senza radio, ritenuta un peso inutile, a bordo di un aereo monomotore con solo 450 Hp di potenza, un guscio imbottito di serbatoi supplementari che si arrampica nel cielo e si dirige verso ovest.

Non si sa esattamente cosa accadde. Ci sono avvistamenti non confermati sul continente nord americano e le ricerche condotte con grande spiegamento di mezzi dai canadesi e dagli americani non diedero esito. Un guasto meccanico? Ghiaccio sulle ali? Avevano abbastanza carburante per farcela e tra tutti e due esperienza sufficiente per far fronte a molti dei possibili inconvenienti.

L’Oiseau Blanc, l’uccello bianco, svanì nell’eterna notte degli aviatori il 9 maggio del 1927. Per anni circolarono storie più o meno fantasiose sul fato dei suoi due piloti, dati per sopravvissuti in Canada e accolti dalle tribù indiane. L’interesse portò a ricerche per trovare tracce dell’areo negli anni ’80 e ’90 che non diedero esito certo anche se portarono al reperimento di alcuni rottami che potevano essere parti dell’aereo.

Due settimane dopo lo sfortunato tentativo francese, il 20 maggio del 1927, Charles Lindbergh atterrò a Parigi con il suo monoplano “Spirit of St. Louis”.

2 thoughts on “Ricordando l’uccello bianco

  1. Articolo fantastico di un episodio storico che non conoscevo (o forse che non ricordavo).
    Mi piace questa poetica retrò, di quando il mondo era un luogo forse più selvaggio, ma anche più affascinante, sconosciuto e popolato da coraggiosi galantuomini.

    • Erano anni in cui la parola pioniere aveva un senso letterale, si poteva essere ‘primi’ in qualcosa che oggi diamo per scontato. Mettersi alla guida di un biplano fatto per maggior parte di legno e tela per attraversare l’Atlantico è qualcosa che mette i brividi.

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