Hilary Mantel – Wolf Hall

Hilary Mantel

Wolf Hall

Fourth Estate – Harper Collins

paperback edition 2010

(hardcover edition 2009)

ISBN 978-0-00-735145-9

£ 6.99 – pp. 652

Quarta di copertina:

In this – simply one of the finest historical novel in years – the opulent, brutal world of the Tudors comes to glittering, bloody life. It is the backdrop to the rise and rise of Thomas Cromwell: lowborn boy, charmer, bully, master of deadly intrigue, and, finally, most powerful of all Henry VIII’s courtiers.

Traduzione italiana:

Fazi Editore, traduzione di Giuseppina Oneto. ISBN 978-88-6411-195-7 (gennaio 2011)

Premi vinti:

Man Booker Prize 2009, National Book Critics Circle Award (fiction) 2009, Walter Scott Prize (historical fiction) 2010, The Morning News 2010

Riferimenti internet:

http://en.wikipedia.org/wiki/Hilary_Mantel

http://en.wikipedia.org/wiki/Wolf_Hall

Recensione flash:

Ben scritto, ottimamente documentato ma a tratti noioso. Focus narrativo troppo spostato sulla psicologia a scapito dei fatti e dei grandi temi del periodo storico trattato.

Voto finale: 06,50 / 10,00.

Recensione:

Ci sono periodi che mi incantano nella Storia e il sedicesimo secolo è stabilmente al top della mia personalissima classifica. L’Europa in bilico su tutti i piani (religioso, politico, militare, culturale) e il fascino di uomini e donne che incarnavano l’ideale di interdisciplinarietà del Rinascimento. Una delle figure chiave, spesso dimenticata, è quella di Thomas Cromwell. Nell’Inghilterra di Enrico VIII, in piena epopea Tudor, la parabola di un uomo di talento e grande ambizione che parte da umilissimi natali per diventare la figura più potente del regno è l’emblema di un momento in cui ogni giorno si faceva la Storia.

Questo libro ripercorre la prima parte della vita di Cromwell, un arco di tempo che va dal 1500 al 1535, utilizzandolo come guida per mostrare al lettore alcune delle fasi della storia inglese del periodo, con note interessanti sul resto d’Europa. Il protagonista passa dal servizio del cardinale Wolsey, deus ex machina del primo periodo del regno di Enrico VIII, a mettersi a disposizione del re dopo la rovina politica e economica del suo primo padrone, preteso da quella Ann Boleyn destinata a divenire regina. Nel passaggio incontriamo tutti i protagonisti dell’epoca (nobili, ecclesiastici, diplomatici e artisti) in uno spaccato molto documentato della società inglese. L’autrice si dimostra abile nel mostrare tutti gli aspetti della gestione del potere, nel descrivere minuziosamente sfumature e comportamenti dei vari personaggi fino a rivelare al lettore come fosse fragile il potere reale in un momento storico in cui novità come la traduzione della Bibbia nelle lingue volgari e la diffusione a mezzo stampa di testi e libelli scuotevano le coscienze in tutta Europa.

La scrittura della Mantel è decisamente femminile, riprendo in questo una felice definizione di Niccolò Mazzoli, e qui sta il bivio di questo libro. Il focus di Wolf Hall è sulla psicologia dei personaggi e sulla loro iterazione, la lente del punto di vista del protagonista finisce per essere quella lettore nell’assistere alle loro piccole meschinità quotidiane. Chi preferisce una narrazione più legata ai fatti e alle gesta dirette dei personaggi può trovarsi a disagio con uno stile come questo. Onestamente trovo che il livello di particolari (vestiti, simboli, ambientazioni) sia tanto opulento quanto eccessivo, in fase di editing una buona sforbiciata qui e là avrebbe migliorato il testo.

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