Una parola dai nostri sponsor?

Negli ultimi due anni il dibattito sugli e-book e sul possibile futuro dell’editoria ha prodotto molte idee al di fuori del nostro paese, dai vari formati ai supporti per leggerli e condividerli. Sono tutti scenari in divenire, difficilissimo poter indicare una direzione certa di sviluppo o poter affermare che arriveranno standard condivisi come è successo nella musica per gli MP3 (in seguito MP4).

Un’idea interessante è legata alla diffusione e alla commercializzazione dei testi. Che succederebbe se tutti gli e-book fossero gratis? Quale sarebbe la reazione dei lettori se all’interno ci fossero pubblicità, link sponsorizzati e product placement come avviene nel cinema e nella televisione?

Voi come lettori sareste disposti a scaricare dalla Rete sapendo che all’interno del file ci sono un 5% di pagine pubblicitarie? O che ogni citazione di marche, modelli, luoghi corrisponde a una logica di promozione più o meno nascosta?

In uno scenario del genere come si comporterebbe Amazon? E tutti gli altri siti slegati dalle case editrici?

8 thoughts on “Una parola dai nostri sponsor?

  1. Discorso piuttosto complesso.
    La pubblicità fra le pagine di un ebook più o meno equivale ad un’interruzione pubblicitaria in un film, e non a un product placement all’interno dello stesso.
    Boh, non saprei, tanto per fare un altro esempio, mentre ascolto una canzone mi seccherebbe alquanto (come a tutti, penso) vederla interrotta con uno spot e poi riprendere l’ascolto.

    Da un lato i prezzi bassi devono essere incoraggiati, anche per evitare inutili passaggi intermedi di distribuzione, ma un prezzo minimo è giusto che venga pagato.

    Dopo tutto, niente è gratis. Se io non pago per qualcosa che uso, vuol dire che qualcun altro ha pagato al posto mio. E chi tira fuori la grana fa i suoi di interessi, non i miei.

    • Il discorso è effettivamente intricato; non intendevo sostituire il significato di product placement con quello dello spot pubblicitario, mi domandavo se uno dei due o entrambi potrebbero diventare un sistema di promozione all’interno degli e-book. Abbiamo avuto esempi recenti di pubblicità per canali alternativi, tipo dover ascoltare uno spot prima di poter fare una telefonata in cambio di tariffe ridotte, ricordi?
      Io non auspico una soluzione di questo tipo, preferisco di gran lunga pagare una tariffa. Credo inoltre che i distributori come Amazon si opporrebbero. Ma il rischio c’è e mi stupirei molto se anche qui in Italia non ci stessero pensando.

      • A me la pubblicità dà fastidio sempre e comunque, o quasi perlomeno.
        Ma nel mio caso è una questione fisiologica: se si trattasse di semplice informazione potrei sopportarla, visto che invece la pubblicità è uno dei componenti fondamentali di quello stato delle cose che ci vuole tutti come “produttori iperefficienti”/”consumatori nonpensanti”, meno ne vedo e meglio sto.

      • Concordo sul fastidio, specialmente pensando al fatto che la pubblicità è presente dovunque. Ho portato l’ipotesi perchè sta diventando un pericolo serio, non certo perchè spero che venga fatto.

  2. In verità Amazon sta già tentando quella strada. E’ già un mese che il suo Kindle è venduto a prezzo scontato se l’acquirente accetta la presenza di banner pubblicitari sullo schermo. I banner appaiono come in moltissime applicazioni free che girano su Android, ovvero coprono una piccola porzione dello schermo, in basso.

    Quanto all’ingombro delle pubblicità nei testi completamente gratuiti, mi vengono molti dubbi al riguardo del 5% che citi. Osservo le riviste (che comunque vengono acquistate) e gli spazi pubblicitari superano di gran lunga il 5% delle pagine che le compongono.

    Comunque… chi vivrà, vedrà!

    • Benvenuto Glauco! Hai perfettamente ragione riguardo ad Amazon, io però pensavo alla loro possibile reazione di fronte a collocamenti a costo zero (indi, zero percentuali) e accordi di sponsor che avvengono al di fuori della loro sfera di influenza. Il 5% era semplicemente un esempio, magari si fermassero lì!

  3. Partiamo da un punto:
    Quando leggo, io, voglio un coinvolgimento.
    Cosa accadrebbe se “giro la pagina” di un ebook fantasy medievaleggiante e trovo la pubblicità della coca cola?
    Sarei completamente sbattuto fuori dalla storia. Potrei arrivare ad accettare una cosa del genere solo in un saggio o tra un capitolo e l’altro (quindi non come funziona con la pubblicità della TV).
    Trovarmi invece dei riferimenti a marche durante la lettura…beh…dipende da quanto sono subdole.
    Se sono abbastanza nascoste, ok…
    Ma se dovessero somigliare alle televendite (mini sketch all’interno di un programma) allora no…

    • Giusto fare la distinzione sul coinvolgimento del lettore e delle differenti forme di testo; il punto diventerebbe proprio il livello di invasività della cosa. pop-up e banner sono una cosa, il product placement un’altra, le pagine pubblicitarie altro ancora.

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