Il neurone rotolante

Nonostante i primi caldi e il perdurare del mio deficit neurale posso dire di aver ripreso un ritmo decente di attività, almeno per quanto riguarda la presenza sulla blogosfera e lo scrivere. La cosa prescinde dal concetto di qualità, fattore per me abbastanza difficile, a favore della quantità e della costanza. Per ora, sottolineo per ora, sono riuscito a mantenere un appuntamento giornaliero con questo nuovo blog e a mettere a disposizione una storia alla settimana.

Se è vero, io lo credo, che uno dei segreti della scrittura è la costanza allora è da quel punto che devo passare dal momento che tendo a privilegiare l’elucubrazione all’azione diretta. Il risultato sono nuove idee, un certo prurito alle mani e nuove possibilità che si affiacciano all’orizzonte virtuale della Rete, ulteriore indicazione della presenza della sincronicità.

La mia Stone Cold Company è stata bene accolta, grazie di cuore a tutti voi, e ora ringhia alla periferia dell’area di Broca, lamentandosi per aver lasciato il lavoro in sospeso. Ci sono ancora dei Gialli in giro, li sento borbottare, quelli della Whyte non si sa che fine abbiano fatto e i bastardi della NAA fanno i loro porci comodi in Sardegna. Uhm, bisognerà fare qualcosa in merito. Se no questi fanno un colpo di Stato.

Sullo sfondo del mio deserto mentale c’è un’ombra. Massiccia, sbuffante, irta di sporgenze. Si chiama Goliath e si sta stufando di aspettare.

8 thoughts on “Il neurone rotolante

  1. Vorrei proprio sapere invece che fine ha fatto la divisione della NAA che nel mio SB si scopre essersi recata proprio a La Maddalena per distruggere il governo. Spero proprio abbiano incontrato voi della Stone Cold Company e abbiano fatto una brutta fine…🙂

    Ciao,
    Gianluca “Red”

  2. Scrivi, scrivi, tanto che il neurone e la buona volontà di assistono🙂
    Io esco ora da un periodo di inattività, e mi sa che sfrutterò quelle mezze idee che mi va di concretizzare.
    Chi si ferma è perduto!

    • Non so il neurone mi stia proprio assistendo, quanto alla buona volontà siamo allo stile Alfieri (non Altieri, purtroppo). Nel senso che mi sono auto legato a una metaforica sedia per cercare di trascinare la mia volontà allo scoperto. Fermarsi? Troppo rischioso, mi raggiungerebbero le nevrosi.😦

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