Aurora, ovvero il mito tecnologico

La competizione tra blocchi della ‘guerra fredda’ ha prodotto tragedie immani ma era anche un grande sprone alla competizione tecnologica, al punto da aver generato un substrato culturale che definirei mitologico a proposito di progetti segreti e mirabilie scientifiche nascoste.

La celebre base di Groom Lake (Nevada), conosciuta a livello mondiale come Area 51, è uno dei luoghi di culto di questo genere di cose e con ogni probabilità è veramente stata sede di progetti top secret. Già domenica scorsa avevo riportato la notizia data dal National Geographic a proposito della pubblicazione di materiale precedentemente riservato da parte delle autorità americane (qui il link).

Oggi voglio riportare indietro l’orologio e accennare al progetto Aurora, una di quelle storie al limite del complotto che tanto appassionano gli americani. Va ricordato che per decenni lo spionaggio militare si è avvalso dei cosidetti aerei spia (celebre l’U-2 americano) e che la competizione bellica tra russi e americani ha generato quarant’anni di aerei sempre più sofisticati e veloci. L’ultimo super aereo è stato il Blackbird, ovvero il Lockheed SR-71, capace di volare a 3.5 Mach (tre volte e mezzo la velocità del suono).

Aurora è probabilmente solo il nome in codice di una famiglia di progetti e non di un singolo aereo. C’è chi fa risalire a questo nome tutti i progetti che hanno portato agli aerei stealth, chi attribuisce alla stessa codifica tutti i progetti degli anni ’70 e ’80 dei celebri laboratori ‘Skunk Works’ della Lockheed. Ma la maggior parte dei propalatori di questo progetto-complotto parla di un aereo misterioso, avvistato nei cieli americani e inglesi, dalla forma di triangolo isoscele. Questo misterioso aeroplano sarebbe in grado di viaggiare a velocità spaventose, da 4 a 5 Mach, lasciando dietro di sé una particolarissima scia di condensa a forma di ‘donuts on a rope’ (ciambelle su una fune) e un rumore definito come ‘pulsante’. Se si aggiunge che questo fantomatico areo dovrebbe essere operativo a quote estreme, ai limiti dell’atmosfera, il mistero diventa estremamente interessante.

Tuttavia gli avvistamenti si fermano al 1996, che senso avrebbe aver raggiunto una superiorità tecnologica del genere senza poi produrre in serie (magari limitata) un mezzo che letteralmente non avrebbe rivali?

Anche senza tirare in ballo i soliti alieni, tipicamente indicati come i motori di qualsiasi avanzamento tecnologico,  o in alternativa il classico complotto dei ‘veri padroni del mondo’ che nascondono qualsiasi cosa, rimane difficile capire come sia possibile non sfruttare un vantaggio del genere. A meno che… non sia l’ennesima bufala, il classico prodotto da disinformazione sganciato sul pubblico per giustificare i fondi neri che le amministrazioni americane hanno usato dal 1945 per finanziare ogni sorta di attività in giro per il mondo. Meglio pensare a un aereo incredibile che riflettere sul Nicaragua, guardare per aria per non trovarsia riflettere sui legami tra i sauditi e le amministrazioni presidenziali eccetera eccetera.

5 thoughts on “Aurora, ovvero il mito tecnologico

  1. Credo sinceramente (da appassionato di Aeronautica) che il progetto Aurora sia esistito realmente, che non sia una bufala. Credo però che la tecnologia dell’aereospia super veloce sia stata abbandonata per via del miglioramento di tecnologie concorrenti (i satelliti), oggi in grado di fotografare con risoluzioni incredibili vaste porzioni del suolo terrestre (nonché esaminarle sotto miriadi di spettri differenti) per tempi anche lunghi (in caso di satelliti geostazionari).

    Del resto gli aerei spia avevano un solo nemico: la contraerea. Per questo motivo l’U2 era in grado di volare talmente in alto da non poter essere raggiunto in alcun modo. Per questo motivo SR71 era in grado di seminare i missili terra-aria grazie alla sua impressionante velocità.

    Insomma… l’Aurora, forse a causa anche dei suoi costi di manutenzione, è diventato vecchio prima ancora di nascere sul serio. Ciò non toglie che le tecnologie studiate per l’Aurora non siano state implementate su altri velivoli convenzionali, come per esempio l’F35… che, tra le altre cose, pare abbia un costo di esercizio molto superiore rispetto a ciò che ci si aspettava.

    • Quello che metto in discussione io è la mitologia associata a questi progetti e il voler ammassare sotto una sola etichetta cose molto diverse. Aurora in questo senso è un caso scuola. È vero che gli aerei spia sono stati in gran parte pensionati dall’evolvere dei satelliti e che la loro ragion d’essere tecnologica era quella di lavorare senza poter essere visti e/o attaccati (altitudine di esercizio, velocità massima di volo).
      Tuttavia avere un velivolo in grado di andare a 4-5 Mach rimarrebbe valido anche oggi, così come la dimostrazione sui mercati di una tecnologia superiore. Quindi fatico a credere a un progetto compiuto e funzionante. Il B-2 Spirit e l’F-35 sono discendenti di progetti iniziati alla fine degli anni ’70, mutati più volte per l’evolvere dell’elettronica, dell’informatica e dei sistemi esperti.
      I costi, quelli sì astronomici, di mantenimento e il ciclo di utilizzo di questi aerei hanno strozzato il bilancio dell’USAF oltre ad aver contribuito notevolmente al deficit complessivo americano. Progetti come Aurora sicuramente sono esistiti ma non con la veste che gli è stata attribuita.

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