Ne vale la pena?

La domanda che dà il titolo a questo post è quella che mi sento rivolgere più spesso. Perché impegnarsi? Perché dedicare tempo e risorse a occuparsi di fatti che non mi riguardano nell’immediato?

Non ci guadagno un eurocent, non mi serve per fare carriera, non sono più un membro attivo della scena politica, non ne ricavo neppure visibilità sulla Rete. Anzi, a ben guardare il tempo e le risorse di cui sopra dovrebbero essere meglio impiegate in altre direzioni dal momento che non  che ne abbia da scialare.

Allora perché? L’altro ieri le amministrative (e non si votava a Livorno), ieri i referendum, oggi la storia della direttiva dell’AGCOM. A che serve sbattersi tanto?

La seconda domanda, di solito fatta dopo la prima a breve distanza, è: perché ti impegni per questa cosa e non per (inserire una causa più o meno nobile)? Il sottofondo di questa domanda in realtà è: imbecille che non sei altro, dovresti occuparti delle cose veramente importanti (ovvero quelle che ti dico io).

Le mie risposte? Semplici, al limite del banale. Lo faccio perché ritengo sia giusto e non mi impegno per tutto perché lo trovo impossibile date le mie risorse.

La domanda che faccio io a chi mi rivolge simili questioni è: preferisci provare a fare qualcosa e al limite sbagliare o stare seduto a vedere gli altri che si muovono?

P.S. scrivete all’AGCOM, sottoscrivete le petizioni, importunate i vostri politici preferiti. Male non fa.

4 thoughts on “Ne vale la pena?

  1. Io come te, ho avuto diverse delusioni: a livello politico, a livello sindacale, a livello di impegno sociale.
    E certo fa male. Ma perchè continuo a farlo?
    Perchè sono fatto così; perchè se non lo facessi mi sentirei in colpa.
    Pechè po è troppo comodo lamentarsi dopo, preferisco sempre impegnarmi prima.
    Tutto qui.

    • Eviterei il concetto di ‘colpa’, è molto cristiano ma mette in gioco una psicologia di fondo dove una persona deve riempire un ruolo. Spesso senza chiarire come si è formato quel ruolo.

  2. Tecnicamente niente vale la pena. Ma stabilire una graduatoria di cose più o meno utili a livello soggettivo è fuorviante, visto che ogni soggetto ha un suo cervello. Ognuno faccia quello che crede, e chi pensa che stai sprecando il tuo tempo magari non si accorge che è possibile che lui stia sprecando il suo.
    Se si parla di attività oneste e che danno soddisfazione, vale sempre la pena.

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