Alan D. Altieri – Underworlds

Alan D. Altieri (Sergio Altieri)

Underworlds (echi dal lato oscuro)

TEA edizioni

[tutti i racconti – volume quarto]

2011

ISBN 978-88-502-2489-0

Euro 12,00 – pp. 261

Seconda di copertina.

Underworlds raccoglie sette storie che esplorano il lato più oscuro e ai confini del soprannaturale dell’universo narrativo di Alan D. Altieri, il “Maestro italiano dell’Apocalisse”, capace ogni volta di stupirci e di spostare ancora più avanti i confini della sua affilata e potente immaginazione. Il volume si apre con una versione completamente rinnovata del formidabile Scarecrow, lo ‘spaventa-corvi’ sentinella della tenebra, una delle storie più amate (e introvabili) di Altieri, e sopratutto è arricchito da ben due inediti. L’ultimo rogo della Morte Rossa, cupa versione finale di un mondo che cavalca verso l’estinzione accompagnato dalla voce dolente e già ultraterrena del vecchio Johnny Cash; e il fenomenale Totentanz, la ‘danza della morte’, che racconta in presa diretta le micidiali conseguenze di un reality show fuori controllo: quell’estrema spettacolarizzazione della violenza in cui già siamo immersi, anche se spesso preferiamo voltare lo sguardo dall’altra parte.

Recensione in un flash.

Quarto volume della serie TEA dedicata alla produzione breve di Altieri, qui troviamo due inediti e cinque racconti apparsi in altre antologie. Uno in particolare, Scarecrow, è stato completamente rielaborato rispetto all’originale del 1991. Ci metto anche l’editore applica sconti fino a settembre, questo volume l’ho pagato solo 8,40 euro! Da non perdere.

Voto: 07,00 / 10,00.

Recensione full.

Nell’antologia sono presenti sette racconti (Scarecrow, Giorno Segreto, Totentanz, sKorpi@ 6.6, Full Dagon Five, L’ultimo rogo della Morte Rossa, Un’alba per l’Ecclesiaste) di cui due inediti (Totentanz e L’ultimo rogo della morte rossa). In teoria basterebbe già questo per giustificare l’acquisto. In pratica va aggiunto che Scarecrow fa parte dell’antologia Mondadori omonima del 1991 (introvabile se non a prezzi assurdi) ed è stato riscritto da Altieri, Full Dagon Five è un omaggio ben riuscito a Lovecraft, Giorno segreto una versione molto particolare di una società di streghe, Totentanz si riaggancia a una versione da incubo del nostro paese già esplorata in Hellgate (altro titolo della serie TEA dedicata ai racconti), sKorpi@ 6.6 un incubo sospeso tra contractor e cyberwar, L’ultimo rogo della morte rossa riprende le atmosfere e l’omonima storia di Poe e Un’alba per l’Ecclesiaste ci riporta a una storia molto bella apparsa in Armageddon (altro titolo della serie TEA già citata).

Parlando delle antologie TEA precedenti, qui trovate la mia recensione di Killzone.

Un bel menù, condito come si conviene dall’uso affilato della lingua italiana proprio dell’autore con il consueto sub testo dello slang americano e una punteggiatura a suon di calibro .223”. Tutto bene, no? L’ideale per i bullonari come me e per chi segue con piacere le vicende narrative di Altieri, giusto?

Non proprio, le cose cambiano e anche una buona antologia non sposta le coordinate dei lavori precedenti. Da qui la sezione successiva.

Lettera aperta al Magister.

Caro Sergio,

ti seguo dal 1991 e vent’anni non mi sono bastati. Ho il piacere di avere nella mia biblioteca tutti i tuoi lavori con l’eccezione di Scarecrow e spero di avere la gioia di ritrovare a lungo nuove emozioni nei tuoi libri. So del recente avvicendamento in Mondadori tra te e Franco Forte e del conseguente clima di attesa della tua fan base a proposito della tua attività. Mi rendo conto che sarai già assillato da richieste di collaborazione, nuovi progetti antologici e chissà cos’altro. Immagino anche che starai guardando con fiero cipiglio i tuoi progetti in lavorazione, anzi probabilmente li stai già attaccando con la consueta determinazione.

Io invece vorrei chiederti di fermarti un momento.

Hai creato con il lavoro di tanti anni un modo solido ed efficace di scrivere, una sorta di firma che fa individuare al lettore immediatamente il tuo lavoro. Sia chiaro, io mi ci trovo benissimo.

Per contro  ti rende prevedibile. E ostico ai nuovi lettori. L’esperienza del ciclo di Magdeburg, vero passo fuori dalle tue regole, credo sia significativa.

A questo punto mi faccio eretico e vado contro il canone. Per chiederti di scrivere qualcosa di diverso. Di lasciare da parte David, Cassandra, kevlar e gangsta lingo. Sono lì e nessuno li sa usare meglio di te. Prendi la rincorsa e molla un ceffone a mano piena a tutti quanti. Facci vedere che sei libero anche dalle tue creature.

Scrivi un saggio, delle poesie, un ricettario, una guida agli amari svizzeri, un pamphlet… non credo sia un problema per te trovare un editore per un lavoro ‘fuori regola’ e comunque ci sono sempre gli e-book e le autoproduzioni.

Che ne dici? Si va?

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7 thoughts on “Alan D. Altieri – Underworlds

  1. Sono d’accordo, principalmente con la tua lettera aperta. il mio parere personale (e come tale va preso) è che Altieri scrivesse una storia ambientata nel Medio Evo o in un pianeta Alieno finirebbe lo stesso per ficcarci dentro lo slang da strada dei neri americani; almeno questo è il dubbio che mi lascia la lettura delle sue opere E questo, per me è il limite peggiore dell’ Altieri scrittore
    . L’antologia della Tea , credo che la prenderò perchè un vero e proprio Horror fan come me non può lasciarsi sfuggire una perla come questa.

    • Non è del tutto vero l’appunto sullo slang. Nel ciclo di Magdeburg non c’è traccia di cose del genere anche se la trilogia è stata pesantemente criticata dal punto di vista della plausibilità storica. Confermo il ‘buy’ sul libro, il rapporto qualità/prezzo è assolutamente favorevole.

  2. Concordo con la tua lettera aperta.
    Rimanere prigionieri del proprio stile è brutto, anche perché si rischia di diventare la parodia di se stessi. E non è bello.

    • Più che la parodia il rischio vero è l’appiattimento, il perdere il senso della sfida. Se cambia solo lo sfondo ma i personaggi e le azioni rimangono quelle, di tutto si può parlare salvo che di intrattenimento.

  3. Da lettore della seconda ora,era il 97,anno in cui scovai Kondor e Città Oscura,e da possessore di tutta la produzione,racconti in varie raccolte compresi,posso dire che questa raccolta rispetto a Hellgate mi è piaciuta molto di più,forse perchè la quantità di racconti inediti presenti.
    Sullo stile e sulla ripetitività di certi schemi in parte sono in accordo con voi.
    Resta il problema(forse in via di risoluzione)di conciliare lavoro e scrittura,cosa che non permette a sergio di portare avanti,quei 2-3 progetti di romanzi corposi che ha nel cassetto.
    Erni

    • I quattro volumi finora pubblicati sono tutti appetitosi, posso anche dire di aver risparmiato parecchio grazie alla TEA. :-)
      Adesso bisogna capire quali sono i piani di Altieri per il futuro e incrociare le dita, nel senso che un suo romanzo di per sé sarebbe un evento. Per il linguaggio e gli schemi ho già detto come la penso.

  4. Pingback: Alan D. Altieri – Warriors « angelobenuzzi

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