Un vero disco volante

Negli anni ’50 un gruppo di ingegneri di un’azienda canadese, Avro Canada, esplorarono la possibilità di costruire un ‘disco volante’ detto Avrocar. Riuscirono ad attrarre l’attenzione dell’aeronautica americana (immagino anche di quella canadese e inglese) per produrne una versione utile all’impiego bellico senza però riuscire a combinare granché. La storia la trovate qui.

Ma, questo è il momento dei ma, stiamo parlando della tecnologia disponibile negli anni ’50. Dei materiali in uso in quegli anni. Lo stesso dicasi per elettronica, motori, sistemi di controllo. Cosa succederebbe se un’azienda di grandi dimensioni come la Boeing (citata a solo titolo d’esempio) si impegnasse ora in un progetto del genere?

Da molti punti punti di vista un velivolo a forma di disco presenta dei vantaggi e i problemi di stabilità che hanno condizionato il progetto canadese ora potrebbero aver trovato soluzione.  Chissà, forse in qualche base segreta…

 

 

 

 

18 thoughts on “Un vero disco volante

  1. Se devo esprimere il mio parere, non credo che tu sia poi tanto lontano dalla verità: dai satelliti Echo scambiati per Dischi Volanti; dagli esperimenti segreti che di tanto in tanto vengono fuori, mi chiedo quanti presunti avvistamenti non siano in realtà tecnologia militare top secret. Questo ovviamente senza scomodare le Aree 51 e Teorie del Complotto varie.🙂

    • I progetti neri hanno spesso prodotto aerei e mezzi che oggi conosciamo (B-2, F-117, A-12) e non sono certo terminati con la fine della Guerra Fredda. Io mi riferisco però all’industria civile, perennemente in crisi, che potrebbe trovare nuovi spunti anche da vecchie idee.

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