Sull’orlo del baratro

Dopo le tristi vicende della manovra finanziaria italiana, ormai condotta in porto con grande soddisfazione dei nostri partner europei malgrado sia una delle peggiori mai viste come provvedimenti si torna a tirare il fiato in ambito euro, giusto? La Grecia e il Portogallo sono molto più piccoli dell’Italia e la Spagna dovrebbe essere messa meglio, giusto?

BEEP! Sbagliato. Gli stress test indicano come sottocapitalizzate cinque banche di rilievo in Spagna, più un istituto greco a far da contorno e uno tedesco a fare da sorpresa. RI-BEEP!! Altre banche europee sparse qua e là sono da considerare a rischio quando entreranno in vigore i parametri di Basilea III. Va bene, si può fare. Si fonderanno delle banche, altre dovranno aumentare il capitale. Ci rilassiamo adesso?

BEEEP! BEEEEEPPP!!! No, non se ne parla. Avete presente gli USA? Sono a rischio di default. Se non trovano un accordo politico tra democratici e repubblicani per tagliare il budget e aumentare il tetto massimo di fabbisogno ai primi di agosto di quest’anno l’economia statale americana salta.

Sì, politico. Non un accordo tecnico. Politico. Si giocano il futuro della nazione e l’innesco di una crisi economica che farebbe sembrare quella attuale un girotondo per giochi politici interni. Con la Cina, maggior creditore della nazione, che li guarda con gli occhi fuori dalla testa.

Guardano al 2012, alla corsa alla prossima presidenza. Tea party contro Repubblicani ‘di centro’, Democratici divisi in almeno tre gruppi che si guardano in cagnesco, un livello di disoccupazione che non cala e gli investimenti che non ripartono. Responsabilità? Dovere verso il popolo americano? What?

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