A un passo dall’Europa

Goran Hadzic. Mancava solo lui dalla lista nera dei super ricercati di matrice serba per i crimini di guerra del conflitto civile jugoslavo. I più cinici diranno che è l’ultima rata del pagamento necessario alla Serbia per entrare nell’Unione Europea, altri metteranno l’accento sulla voglia di superare gli odi e le divisioni della guerra. Personalmente non mi interessa, il fatto importante è che lo abbiano catturato.

Come gli altri latitanti era a due passi da casa, come loro godeva di una fitta rete di connivenze locali e di un rapporto preferenziale con il clero ortosso, mai estraneo a queste vicende. Ricordano da molto vicino i nostri ricercati mafiosi, camorristi e n’dranghetisti che godono delle stesse protezioni nelle zone d’origine.

Ma non è finita. Ci deve essere il processo presso il tribunale speciale dell’Aia, deve essere messo a confronto con i suoi accusatori e rendere conto di quello per cui è stato accusato per tanti anni. Nulla che possa far riposare in pace le sue vittime ma un passo necessario per ristabilire tutta la verità di quegli anni.

Milosevic, Karadzic, Mladic, Hadzic. Il primo defunto, gli altri tre di fronte alla piccola Norimberga internazionale. Non sono i soli colpevoli, i fatti della guerra riguardano un numero enorme di persone che è tuttora a piede libero. In compenso questa volta ci sono i mandanti a processo. Rispetto ad altre vicende per cui sono stati puniti solo i galoppini è già un progresso.

Benvenuta Serbia!

8 thoughts on “A un passo dall’Europa

  1. Uno dei prezzi da pagare per la civiltà, mi vien da dire, è che in alcune vicende vengano puniti i galoppini. O che in altre i responsabili non vengano tutti puniti o non abbastanza. O che la facciano franca in blocco, addirittura.
    In altre epoche sembrava tutto più semplice: occhio per occhio, dente per dente. E probabilmente un processo a gente come i sopraddetti sembra poco, con tutto il corollario di morti, distruzione e tragedie che si portano dietro.
    Eppure questa deve essere la via giusta. Quella che porta ad un’evoluzione reale dei popoli. Ma com’è difficile.

    • La prima valutazione dei colpevoli arriva a un totale di 200.000 persone, coinvolte a vario titolo nella guerra. Impossibile riuscire a processarne anche solo un decimo. La decisione del TPI è difficile da accettare, si spera che nel frattempo anche la Serbia faccia la sua parte.

  2. Io alla Serbia do la maggior parte delle colpe della guerra, anche se riconosco, e con piacere che nel loro cammino verso l’Europa questo paese ha compiuto passi avanti in maniera più convinta, e meno ipocrita rispetto ad altri paesi che godono di migliore stampa vedi ad esempio la Croazia.
    E questo senza paura di scontentare le frange più nazionaliste del loro popolo.
    Si, veramente benvenuti Tadic e soci.

    • La Croazia ha un padrino imbarazzante, la Germania, che de facto ne controlla l’economia e ne garantisce le banche. La Serbia ci sta provando. Anche se secondo me non ha affrontato un processo interno di confronto con il nazionalismo e la parte più nazionalista del clero ortodosso. Sai com’è, l’ombra della Russia fa ancora paura.

  3. Devo essere sincero. La Serbia hai miei occhi ha diverse responsabilità nelle varie guerre dei Balcani. Però, però in questi anni hanno dimostrato di essere in grado di avviare una politica diversa da altri paesi che invece godono di buona stampa , vedi la Croazia ad esempio. Politica in grado di andare anche contro ad una fetta alta di nostalgici tuttora presenti nel paese.
    Si devo dire che Tadic e i suoi colleghi si stanno dimostrando politici seri.
    NicK

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