Eroi

Il termine ‘eroe’ è diventato perlomeno abusato negli ultimi anni, basta seguire la cronaca del nostro paese per averne certezza. L’impressione di fondo che ne ricavo è che ci sia una gran confusione tra la figura dell’eroe, le gesta eroiche, la nozione di coraggio e il voler semplificare per dare messaggi ‘di pancia’ ai lettori / consumatori.

Ricordate le dimostrazioni di Piazza Tienanmen del 1989? Di come un uomo solo si mise di fronte ai tank dell’esercito riuscendo a fermare l’intera colonna semplicemente rifiutando di dar loro strada? L’identità del dimostrante non è sicura, il nome potrebbe essere Wang Weilin, così come non si sa con certezza che fine abbia fatto dopo quel giorno. Tentare di fermare una colonna di tank da solo è un atto eroico o una follia, tenendo anche conto del fatto che anche riuscendo hai la matematica certezza di diventare un obbiettivo prioritario per la polizia?

Spero non abbiate bisogno di consultare Wikipedia per sapere chi fossero Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Nel loro caso non si può parlare di un singolo gesto eclatante quanto di un ruolo, quello del magistrato, interpretato ai massimi livelli come risposta dello Stato al crimine organizzato. A loro, come a tanti altri magistrati caduti in servizio, si può applicare l’etichetta di ‘eroe’? Secondo la definizione da dizionario no dal momento che traggono la loro meritata fama non da ‘un singolo atto di grande coraggio’. Eppure il titolo lo meritano. Per il consapevole sacrificio, per la scelta di mettere la testa su un ceppo sapendo che prima o poi calerà l’ascia del boia.

Sono ‘eroi’ i numerosi caduti in servizio delle nostre forze armate in Libano, Iraq, Afghanistan e nell’ex Jugoslavia? O si deve considerare un rischio professionale tornare in una bara quando si accetta il ruolo di militare in servizio permanente effettivo? Oppure di volta in volta devono essere verificate le circostanze per attribuire o meno la qualifica? Lo stesso si può riferire a tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine caduti in servizio così come dovrebbe essere esteso ad altre categorie fortemente a rischio come i vigili del fuoco. Allora dov’è il confine?

Potrebbe essere definito ‘eroe’ un precario che con uno stipendio basso cerca di sopravvivere? O ancora più difficile, cerca di dare una vita dignitosa alla propria famiglia? Possono essere definiti ‘eroi’ tutti coloro che cercano di trasmettere valori positivi e sensati alle nuove generazioni in questo periodo di sfascio dei costumi e della vita pubblica? Ancora una volta, dov’è il confine?

5 thoughts on “Eroi

  1. Il confine si delimita volta per volta, caso per caso. E personalmente ritengo che siano eroi tutti quelli che hai citato tu.
    Aggiungerei anche il tranquillo padre di famiglia che fa i salti mortali per assicurare ai figli un futuro decente, con il suo potere d’acquisto che fa costantemente retromarcia, con le bollette che aumentano in continuazione, con Equitalia che gli manda le ingiunzioni per errori di pochi centesimi nella dichiarazione dei redditi, con il capoufficio che lo tartassa per il semplice gusto di farlo e con le piccole continue rotture di scatole giornaliere.
    E niente mi farà cambiare idea.

  2. “Eroe” è uno dei tanti termini logorati e stravolti ad arte (ma anche per pura cialtroneria) dai media. Falcone ha dovuto morire per diventare “credibile”, prima ancora che eroe, dal momento che quando era in vita veniva anche accusato dai detrattori di essere una sorta di furbissimo professionista dell’antimafia. Ospitato da Augias in trasmissione sbottò proprio questa considerazione nei confronti di una tizia del pubblico che gli faceva notare, come, dopotutto, nessuno l’avesse ammazzato e lui potesse andarsene in tv tranquillo a dire le sue cose…Forse dovremmo essere sempre molto parsimoniosi con certe parole…

    • Parsimoniosi nell’uso dei significati, sicuramente. In realtà come non definire ‘eccezionali’ gli sforzi che tanti fanno per garantire e garantirsi una vita decente con mezzi sempre più scarsi? O come non sostenere che sono ‘eccellenti’ i risultati ottenuti dalle forze dell’ordine malgrado la nota situazione economica / tecnica e la scarsa o nulla collaborazione della classe dirigente?
      I media sono colpevoli di tante cose, in questo caso di svilire qualsiasi concetto.

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