Peter Thiel e le isole cyberpunk

Il denaro fa brutti scherzi alle volte, può far pensare di poter sperimentare anche in direzioni preoccupanti.

Prendiamo Peter Thiel, ovvero Mr. Paypal. Ricco a livello di nove zeri dopo la cifra, personaggio molto sopra le righe per quanto riguarda la vita pubblica e le idee espresse sul futuro. Grazie al suo successo imprenditoriale si è segnalato in passato per aver cercato di creare una valuta sovranazionale, per il suo sostegno a progetti fuori dagli schemi come evitare il percorso scolastico.

Adesso Mr. Thiel vuole essere libero da tutto e da tutti, con una nazione artificiale a sua disposizione. Idea non nuova, ricordata da diversi scrittori (Bruce Sterling, Islands in the net, per citarne uno). Cosa ne dite di isole artificiali, da costruire come le piattaforme petrolifere, site in acque internazionali?

Libere da governi, regole, istituzioni. Salvo per quelle decise dal padrone. Uno o più piccoli imperatori-feudatari, immagino si vada anche allo jus primae noctis e via barbareggiando. La storia la trovate qui. Speriamo rimanga una boutade estiva, frutto del calore e delle frustrazioni.

 

14 thoughts on “Peter Thiel e le isole cyberpunk

  1. Una mega zattera per ricconi annoiati, insomma.
    Le acque internazionali dovrebbero essere qualcosa che consente il passaggio e non la sosta, però.
    Se questo pazzo furioso ci costruisce la sua isola, o se la trascina a zonzo per i sette mari a mo’ di transatlantico, oppure – se stanziale – dovrebbe essere riconosciuta o non consentita. Delle due l’una. Altrimenti qualunque matto potrebbe occupare un pezzo di mare e farlo suo, applicare diritto di vita e di morte, decidere chi buttare ai pesci e chi no, e via andare verso l’imbarbarimento più totale della specie (e già non partiamo da livelli alti).
    Che brutti scherzi fa il denaro quando diventa talmente tanto da essere un concetto astratto!

    • Il diritto internazionale è abbastanza fumoso sull’argomento e non è chiaro che sorta di status andrebbero ad acquisire queste isole artificiali. Tra l’altro, se volessero ripetere le collaudate soluzioni usate per le trivellazioni off-shore, si troverebbero con strutture molto esposte alle condizioni meteo proprie delle regioni oceaniche (venti fortissimi, mareggiate, sbalzi di temperatura) che non si sposano con l’idea del paradiso artificiale.
      Se invece vanno verso il concetto di arcologia allora anche i soldi dei paperoni potrebbero non bastare.

  2. Si tratta di un progetto che circolava da parecchi anni – uno dei cavalli di battaglia del fronte libertario-chic americano.
    Oceansteading, lo chiamano – o qualcosa del genere.
    In realtà il cervello dell’operazione è Patri Friedman – nipote dell’economista neoliberista Milton Friedman e purtroppo un chiaro esempio del fatto che la genialità non è ereditaria.
    Però ha quattrini e finanziatori, e quindi, chissà, forse qualcosa combinerà.
    I suoi progetti restano una popolare barzeletta fra chi si occupa di oceanografia e shoresteading serio.
    Se saranno fortunati, sarà solo un disastro economico.

    • Saranno barzellette ma non mi fanno ridere. Nel senso che in un momento come questo c’è caso che riescano a fare dei danni, in pieno stile stile low cyberpunk. Considero la ricchezza eccessiva un problema e questi signori non fanno altro che confermare l’idea.

    • Bella idea ma non credo siano di cultura elevata, non nel senso umanistico del termine. Questi stanno pensando al portafoglio (mai più tasse se hai uno staterello tutto per te) e al mettersi al riparo dalla giustizia dato che molte delle grandi fortune hanno origini non cristalline.

  3. “barzelletta”, per chi bazzica l’ambiente professionalmente, nel senso che gran parte del loro progetto è talmente superficiale e “ingenuo”, che cercare di dargli una forma concreta sarebbe una scorciatoia per il disastro.
    E come dicevo, se saranno fortunati sarà solo un disastro economico.

    Sul fatto che sia possibile avere troppi soldi, e che questo abbia conseguenze nefaste, siamo pienamente daccordo.

    • Sarei curioso di vedere un esecutivo di queste isole artificiali, non fosse altro che per il gusto di vedere che razza di parametri hanno usato. In mare aperto o fai una fortezza o crei una super struttura stile arcologia (che mi sembra molto al di fuori delle possibilità tecniche di questi signori).
      L’esistenza di capitalisti con mire da feudatari / padroni del mondo è il miglior monumento possibile al socialismo.

  4. Prima di parlare di libertari-chic, paradisi à la de Sade e simili amenità, bisognerebbe studiare. Il punto nevralgico del pensiero libertarian è proprio il diritto [Law] e, nella maggior parte dei pensatori, il diritto naturale [natural rights]. I cyberpunks sono solo nella vostra testa. repetita iuvant: prima di sentenziare andrebbero letti i saggi filosofico-politici ed economisti della Scuola Austriaca.

    • Buongiorno e benvenuto. Le chiedo di non usare il plurale, gli articoli qui li firmo solo io.
      Detto questo, i riferimenti narrativi che tanto le danno fastidio vengono fatti per paragone dal momento che, ad oggi, nessuna società si è manifestata su isole che sono solo allo stato di progetto. Il pensiero etichettato come ‘Libertarian’ merita senz’altro uno studio attento anche da chi non lo condivide nelle sue varie declinazioni, così come le affermazioni di chi ne è esponente. In particolare il signor Thiel ha più volte pubblicamente dichiarato il suo rifiuto per l’ordine costituito (riferendosi a quello degli USA) a favore di un cambiamento delle regole e di una maggiore o totale libertà morale. Può trovare i testi in inglese facilmente sulla Rete.
      Io ho esposto delle opinioni. Non ho invocato repressioni o simili né richiesto il pubblico ludibrio su Thiel e soci. Mi faccio delle domande e le motivo. Se ritiene di voler indicare su queste pagine a me e a chi mi segue dei riferimenti culturali e/o dei testi si accomodi pure, la porta è aperta.

  5. La sua gentilezza mi fa pentire del seccato modo in cui ho replicato. Sono solo un po’ stizzito perchè è l’ennesima volta che vedo, leggo, sento parlare della corrente Libertarian come di un ircocervo senza regole o morale. Come può dimostrare una rapida ricerca su google tale rappresentazione è falsa oltre che fuorviante. un cordiale saluto

    • La cortesia credo debba far parte del portafoglio minimo di doti per chi vuole aprirsi al confronto pubblico. Ribadisco che mi piacerebbe parlare di questa corrente di pensiero, basandomi su pezze d’appoggio documentate, in modo da rendere un servizio a chi passa di qui. Io ho una mia opinione in merito, considero interessante aiutare anche altri a formarsi la propria. A risentirci!

  6. http://it.wikipedia.org/wiki/Isola_delle_Rose_(micronazione)

    BUONGIORNO!
    …volevo precisare che l’idea di Peter Thiel non è nuova, è nuova la concezione di coinvolgere i “ricchi annoiati” per evitare gli esiti del progetto “sopralinkato”.
    Personalmente, ritengo che Thiel abbia già piegato un sistema con successo proprio con paypal, quindi non mi stupirei se riuscisse nel suo reale intento di costruire un “sistema più evoluto” (fate una ricerca sugli studi sociali che verranno sperimentati sulle isole)… e le acque internazionali sono l’unico luogo dove il progetto ha qualche speranza di non incorrere in qualche forma di guerra!

    concludo sottolineando l’insostenibilità dell’attuale sistema socio economico, quindi non sminuirei un tentativo di migliorare il mondo perchè potenzialmente irrealizzabile….dopotutto, era “impossibile” anche aggirare il sistema bancario prima dell’avvento di paypal. …secondo me solo un’ intervento armato delle nazioni unite potrebbe fermarlo, ovviamente con un pretesto terroristico (in termini economici) ma con il reale intento di preservare l’attuale decadente sistema.

    grazie per l’attenzione!
    AP

    • Benvenuto. Conosco la storia dell’isola delle Rose, esempio luminoso di come uno stato (L’Italia) non sia in grado di reagire a un atto che non capisce. Si era nel 1968 e sono cambiate parecchie cose da allora. Già Onassis negli anni ’70, mi pare con l’appoggio di altri ricchi di quegli anni come l’Aga Khan, aveva teorizzato di acquistare una o più isole nel Pacifico per costituire una sorta di rifugio per l’elite. C’era il timore per la WWIII e la volontà di allontanarsi da un mondo diventato pericoloso (rapimenti, terrorismo, conflitti sociali).
      Thiel, insieme ai suoi soci, ha effettivamente avuto un grande successo con PayPal e come imprenditore ha sicuramente molto da dire. Diffido delle teorie sociali che propugna per il concetto di ‘superare i limiti morali’ e per l’assenza ad oggi di un progetto sociale trasparente. Se esistono documenti accessibili in questo senso, chiedo la cortesia di un link.
      Fermare un esperimento come questo? Abbastanza semplice e senza bisogno di interventi armati. Basta intervenire sulla logistica. Se non si può acquistare alcun bene o venderlo non si può sostenere l’isola artificiale X o la super nave Y.
      Sono d’accordo al 100% sulla necessità di andare oltre il modello sociale / economico attuale dal momento che ha raggiunto i suoi limiti. Non abbandonando al suo destino la gran massa dell’umanità. Quello non sono disposto ad accettarlo.

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