L’ultimo valzer

Siamo alle battute finali, l’orchestra suona l’ultimo ballabile mentre la sagoma dell’iceberg ha riempito la visuale. L’isterico agitarsi di questo esecutivo e l’incapacità di pianificare una manovra credibile sta consegnando il nostro paese alle cure della speculazione internazionale, pronta a produrre un’altra valanga di debiti in cambio di denaro inesistente. In pochi giorni ben quattro diverse versioni della stessa manovra economica con uno spettacolo circense di quarta categoria offerto di fronte all’opinione pubblica e agli investitori internazionali. Come si possa pretendere di essere credibili o anche solo presentabili  in questa situazione non è dato saperlo.

Una rincorsa frenetica a chi la sparava più grossa, a togliere e mettere elementi per favorire o colpire questo o quel settore sociale. Contributi di solidarietà da una certa cifra in su per tutti, no lo devono versare solo per gli statali e assimilabili (costituzionale?), togliere la possibilità di riscattare gli anni universitari e/o il servizio militare, no abbiamo scherzato non tirateci i pomodori, dichiarazioni dei redditi su internet, no solo i dati settoriali sennò la privacy, dismissioni e cartolarizzazioni, no perché altrimenti si svende, le provincie le aboliamo solo in un caso, no in due, no, non si tolgono… questa sarebbe la classe dirigente? Per di più liberale / liberista?

In tempi di crisi di credibilità, sia per i mercati che per l’opinione pubblica, questo tipo di atteggiamento farsesco è proprio l’ultima cosa da fare. Lo capisce anche un bambino. Un governo nel pieno dei suoi poteri, con una maggioranza parlamentare numericamente solida, semplicemente non può ridursi in questo modo. Non è questione di essere conservatori o socialisti, liberali o protezionisti. Si tratta di possedere i minimi fondamentali del servizio dello Stato. Nei prossimi giorni scopriremo quanto costerà al nostro paese dover sopportare i maneggi dell’attuale classe dirigente. Nel frattempo continuiamo ad ascoltare l’orchestra, in attesa del contatto con l’iceberg.

4 thoughts on “L’ultimo valzer

  1. Il paragone col Titanic è particolarmente calzante considerando che, dati alla mano, dal disastro della “nave inaffondabile” la categoria che ebbe la maggior percentuale di sopravvivenza furono… i membri dell’equipaggio.
    Alla faccia del “prima le donne e i bambini”.
    Il modo miglore per sopravvivere, quando il tuo personale Titanic imbatte il suo personale iceberg, è esere uno di quelli che contro l’iceberg lo hanno puntato fin dall’inizio.

    • Dato tristissimo ma vero. Calzante, dato che la nostra classe dirigente ha fior di ‘scialuppe’ finanziarie. Se affonda l’Italia ci rimarranno i peones come Scilipoti ad affrontare la plebe mentre i mandanti del casino seguiranno con aria distratta la cosa da qualche isoletta caraibica. I capitani suicidi con la propria nave appartengono a una ltro millennio oltre che alla mitologia marinara.

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