I punti deboli della scienza

Nota per i naviganti: per l’intero mese di ottobre 2011 tutti i post di questo blog riporteranno come prima parte queste righe per ricordare che è possibile votare per il concorso SF qui fino alle 23.59 del giorno 31 di questo mese. Modalità di voto e lista delle proposte sono contenuti nel post linkato.

 

La scienza ha dei punti deboli, parti di teorie o assunti che non è al momento possibile riprodurre o dimostrare. Attenzione, non sto parlando degli assiomi che utilizziamo per la matematica, quelli servono a definire un metodo di calcolo e non descrivono dei fenomeni. Mi riferisco a idee come il Big Bang.

Avete presente? L’origine dell’universo stesso, la creazione del tutto a partire da un’esplosione che tuttora sarebbe alla base dell’espansione dell’universo. È qualcosa che in qualche modo viene dato per scontato ma che in realtà non ha avuto, a mia conoscenza, una dimostrazione.

Allo stesso tempo è un formidabile punto di contatto tra la visione scientifica e quella religiosa, almeno per quelle religioni che presuppongono che l’universo sia stato creato da una divinità. Cosa c’era prima del big bang? Il nulla? Un altro ordine di materia e di leggi scientifiche totalmente diverse da quelle che conosciamo? Non è dato saperlo.

Il concetto di Big Bang risale come prima formulazione a un religioso, il prete-astronomo-fisico Georges Lemaitre, che teorizzò nel 1927 un modello di universo in espansione. In seguito il concetto diventò gradito al Vaticano quale manifestazione scientifica di quel ‘fiat lux’, della creazione per volontà divina. Questo aprirebbe una parentesi teologica infinita, con conflitto con i papi precedenti e relative infallibilità ma lasciamo stare per non scrivere trattati.

Quello che invece è molto interessante è che nel sedicesimo secolo Isaac Luria aveva espresso un concetto molto simile al Big Bang, andate a vedere qui:

http://mitvisier.wordpress.com/2011/09/28/isaac-luria-e-il-big-bang/

Fatto? Allora come spiegare le idee di Luria? Conoscenze ora dimenticate? Misticismo?

19 thoughts on “I punti deboli della scienza

  1. Che io sappia si è riuscito ad arrivare molto vicini al Big Bang captando il “rumore di fondo” dell’universo. Ho acquistato tempo fa un libro che raccontava, in stile di diario, le fatiche dei ricercatori che intendevano misurare quelle radiazioni. Ciò, ovviamente, non ci racconta come tutto abbia avuto inizio, e soprattutto cosa ci fosse “prima” del grande botto!

    Asimov scrisse un bellissimo racconto al riguardo… il titolo era l’ultima domanda (http://it.wikipedia.org/wiki/L'ultima_domanda)
    In pratica nel racconto la nostra specie arriva a un punto tale dell’evoluzione da diventare solo pensiero. Durante tutta questa lunga evoluzione si chiede sempre se la seconda legge della termodinamica possa essere invertita… ma nessun computer riesce mai a rispondere… sino a che uomo e macchina non diventano un tutt’uno tanto grande da occupare l’intero universo e… a quel punto il computer ha la risposta… ma non c’è più nessuno a cui darla… di conseguenza decide di applicare la sua scoperta e… riavviare l’intero universo con un semplice “E sia la luce” ^_^

    • Ricordo con piacere il racconto di Asimov, alla faccia di chi si annoia con il buon dottore. La ricerca che citi è vicina ma come dici tu non decisiva. Dal canto mio ritengo estremamente probabile il Big Bang ma penso che lo capiremo solo quando sarà stato scoperto cosa sia la materia oscura. Cosa pensi di Luria?

  2. Io ho sentito una storia simile a quella di Glauco: nell’universo c’è ancora l'”eco” del botto colossale che ha fatto all’inizio.

    Poi ultimamente penso anche che i fisici dicano un sacco di boiate basandosi su teorie assurde e indimostrabili, solo per darsi un po’ di arie quando vanno a parlare in TV o ai congressi. ^^

    Simone

    • Stiamo parlando di miliardi di anni fa e credo faccia parecchia differenza quando si cercano le prove di un evento, anche se così enorme. In realtà, fino a quando non sapremo cos’è la materia oscura non avremo il pezzo più grande del puzzle. Quando ci saremo arrivati, chissà. Cosa pensi del mistico ebreo?

      • Riguardo a Luria non so che pensare. Dovrei approfondire sul personaggio prima di emettere sentenza. Comunque Mitvisier sembra meglio informato e la sua visione di quel testo mi convince… così come il concetto espresso da Davide… sempre pungente, lui, ma arriva per l’appunto al punto (scusa il gioco di parole).

      • C’è spazio per parecchie domande, devo dirti di non essere arrivato a una conclusione. È vero cheMitvisier segue questo tipo di cose in maniera approfondita, si potrebbe interpellarlo direttamente.

  3. In realtà Douglas Adams ha dimostrato l’esistenza del Big Bang, nei cui pressi ha posizionato il Ristorante al termine dell’Universo, che non a caso serve da eoni agli avventori la sua specialità: lo gnaB giB.
    Inutile dire che non dovete chiedere “dove” si trova il Ristorante, ma piuttosto: quando?
    Sempre Adams ha fornito la risposta alla domanda di Asimov che è anche “La risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto”.
    Va là che lo sapete… è 42!!

  4. Mah, io credo che ci sia un errore di fondo.
    La Teoria del Big Bang è semplicemente il modello che meglio si adatta alle osservazioni fatte finora – in particolare e non in un ordine preciso, l’osservazione che l’universo è in espansione, si sta raffreddando, si percepisce abbastanza chiaramente l’eco di uno shock di un evento puntuale, breve e intensissimo.
    Il modedllo si conforma inoltre al comportamento di molte variabili fisiche così come osservate attraverso telescopi e radiotelescopi.
    Insomma, il Big Bang è la miglior immagine che riusciamo a ricavare dal puzzle, con i pezzi al momento a disposizione.
    Qui capisco un certo disagio – si vorrebbero delle risposte definitive, e non dei modelli in continuo aggiornamento.
    Ma come mi disse un mio insegnante, tanti anni or sono, nel bel mezzo di una torbiera scozzese, Ragazzo, se volevi delle certezze dovevi cercare un prete, non un astrofisico.
    Quanto alle teorie di Luria… c’è un’altra regola, imparata sul campo (in questo caso nei pressi di un atollo corallino appena fuori Roma) che fa più o meno così… spara abbastanza sciocchezze e prima o poi una sembrerà aver senso.
    Ma naturalmente sono io, che sono un cinico😉

    • Non credo si voglia mettere in dubbio la scienza, io almeno non lo voglio fare, il concetto è un altro: le nozioni o le teorie che emergono da momenti storici in cui non ci dovrebbero essere le basi per formularle. Concordo sul BB come miglior spiegazione disponibile, penso però che quel modello non preveda la dark matter. O sbaglio? Quanto a Luria, era un mistico e non uno scienziato, vedeva probabilmente le cose da un altro angolo rispetto ai suoi contemporanei. Rimane comunque significativo partorire un’idea del genere.

  5. Per quanto mi riguarda, se per la Scienza la teoria dell’espansione dell’Universo è la più probabile, e il concetto di Big Bang il modello migliore, va benissimo. Questo non è stato messo in dubbio. anche perché non ho mai pensato a Scienza ed Esoterismo come a due campi del sapere necessariamente contrapposti. Anzi, ci sono state epoche in cui c’era una certa sovrapposizione (attenzione: esosterismo-scienza , non religioni-scienza).
    Nel pezzo che gentilmente Angelo ha linkato premeva più sottolineare la teoria luriana proprio per l’epoca in cui è stata pensata e per il personaggio che l’ha pensata: un religioso ebreo rigidamente osservante che si faceva vedere in famiglia solo il sabato e che si ostinava a parlare solo yddish.
    In realtà a Luria importava poco di come era nato l’Universo come evento fisico definibile da un qualsivoglia modello, essendo già certissimo della creazione dal nulla da parte di Dio. Quello che gli premeva era piuttosto capire (stando allo Zohar e ad un’altra tonnellata circa di testi sacri che mai avrebbe messo in dubbio) come l’ Essere supremo, la Luce Infinita, abbia potuto limitare il proprio essere Assoluto e Infinito attraverso la creazione di un mondo materiale, finito e privo di quella luce infinita. In fondo la Scienza non può che rispondere al “come” ma non al “perché”. Così come le sue leggi in generale non spiegano nulla ma si limitano a constatare che una cosa è così e non altrimenti. Ad esempio, se dico che la legge di gravitazione dice che i corpi si attraggono mi limito a constatare un fenomeno. Se mi chiedo perché esiste la legge di gravitazione la domanda rimane intrappolata in un circolo vizioso, perché non si può che rispondere: perché i corpi si attraggono.

    • Grazie a te per aver portato all’attenzione la figura di Luria e le sue idee, io non le conoscevo. Il pre BB è assolutamente sconosciuto e trovo difficile anche pensare se ne possa trovare traccia.

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