14 dicembre 2010, un anno fa

Un anno fa abbiamo scoperto l’esistenza dell’ultima fase degenerativa della nostra classe dirigente.

Sotto i riflettori dei media è apparso Scilipoti.

Non da solo, intendiamoci, i mali di questi anni non ce li ha portati un personaggio come questo.

La cosa assurda è che lo ricorderemo a lungo. Molto al di là dei suoi presunti meriti o demeriti. Rimarranno certe sue pose buffe, i suoi discorsi vagamente correlabili con la lingua italiana, le capriole ideologiche ‘pensate’ per ottenere visibilità.

Il dubbio, atroce nella sua concretezza, si palesa nelle ore più buie. Quanto di Scilipoti c’è dentro di noi?

24 thoughts on “14 dicembre 2010, un anno fa

  1. Si dice che la classe politica rifletta i vizi e le virtù della popolazione che rappresentano, in questo caso ci sarebbe da spaventarsi. Però considerando che questo attuale è un parlamento di nominati allora, i ragionamente cambiano.
    L’ideale sarebbe ritornare al controllo esercitato dai cittadini sul parlamento, al rapporto tra elettore ed eletto.

    • Spaventarsi? Brotha, è da quando ho capito cos’è la classe dirigente che ne ho paura. La forma di controllo che citi, che poi è il normale rapporto cittadini / eletti, da noi è sempre stata più orientata verso la clientela che non verso un rapporto sano.

  2. Scilipoti in fondo rappresenta adeguatamente una buona fetta della meschina popolazione di questo paese. Non saprei quanto Scilipoti c’è dentro di noi. Di certo c’è tanto degli italiani dentro Scilipoti… che vergogna!

      • Ma quale battutaccia… personalmente agli “Italiani brava gente” era impossibile credere anche ai tempi del neorealismo, periodo che ha purtroppo contribuito a creare una “cultura” di parziale giustificazione per la grettezza innata del popolo italiano.
        Mi può fare piacere che la gran parte dei commenti siano di persone che si dissociano completamente da questo tristo figuro. Ma chiediamoci quanto davvero i frequentatori di questo blog siano “rappresentativi” della media di quella montagna di monnezza umana che sta lì fuori. Ognuno di voi sa bene di cosa parlo, ognuno conosce persone con cui farebbe volentieri a meno di condividere anche soltanto l’aria che respira. Gli italici, come popolo o come singoli, sono molto peggio di Scilipoti. Del resto le aule parlamentari -e ogni altra istituzione- sono densamente popolate da personaggi che rappresentano una vergogna per la razza umana.
        Il più pulito ha la rogna si usa dire…
        Ma vogliamo chiederci perchè soltanto i peggiori tentano la carriera politica?

      • Gli italiani non credo siano poi così peggio del resto dei popoli europei, quello che fa tanta differenza è come ci rapportiamo con l’ordine costituito e in generale con lo Stato. Il tratto peggiore secondo me è proprio l’incapacità di considerare altro che non sia il proprio immediato vantaggio. Chiamiamolo egoismo, chiamiamolo in qualsiasi altro modo.
        La carriera politica, anche a livello molto basso, è un’esperienza devastante. Ne so qualcosa per esperienza diretta. Ci sono strutture e sovrastrutture di parenti-amici-associati che fanno impallidire i clan mafiosi. Fare anche cose semplicissime diventa scalare una montagna, ti lascio immaginare che succede se ti metti contro qualche personaggio locale.

      • Angelo, rientro stasera da Istanbul, dove mi trovavo ieri quando ho scritto il commento precedente. Ma lo sai che i turchi per educazione, disponibilità, rispetto degli altri ci danno dei punti (ma una caterva)?
        Il confronto con gli altri europei regge poco… quaggiù tutto ciò che ha una parvenza di “pubblico” è depredato, vituperato, distrutto.
        Vuoi paragonare il rispetto che hanno per la “cosa pubblica” francesi, tedeschi e tutti i nordici?
        No, non sono d’accordo. Il livello di “egoismo”, o opportunismo, italiano non lo si trova facilmente. Nemmeno nell’est europeo, con tutto quello che hanno passato.

      • Va bene, siamo in fondo alla scala. Noi e i greci. Malgrado le eccellenze, le individualità e tutto il resto. Poi? Che si fa? Dichiariamo fallita l’Italia e richiediamo l’annessione? Hot, qui tocca fare qualcosa e tornare a un modello migliore. Altrimenti mettiamoci a sedere, tiriamo fuori i popcorn e godiamoci la fine del mondo.

      • Temo che non ci resti altro.
        Se siamo arrivati a tanto dopo avere avuto generazioni ideologizzate, politicizzate e in parte responsabilizzate, mi chiedo quale sarà il futuro.
        Gli esempi, i modelli, delle nuove generazioni quali sono?
        Un conato mi impedisce di proseguire…

      • Mi sembra di capire che le ideologie del nuovo millennio differiscano seriamente dal secolo precedente. Ecologia, volontariato, partecipazione. Potrebbero essere questi i tre pilastri di partenza. Esempi ce ne sono, figure da prendere a modello anche. Cominciamo con lo spegnere la televisione?

  3. Io ho paura anche di tutti quelli che hanno fatto in modo che arrivasse lì dov’è arrivato, di coloro che hanno stilato le liste dei partiti e l’hanno sistemato nelle posizioni più ambite per l’elezione (visto che non possiamo ancora decidere noi chi mandare in parlamento e chi a quel paese). Ho paura di coloro i quali, se si cambiasse, speriamo, sistema elettorale, lo voteranno ancora, pur sapendo quello che ha combinato, lui e tutti quelli come lui. Ho paura di una classe dirigente che si contorna di personaggi simili perché ne ha bisogno per restare a galla (senza fare facili sarcasmi su ciò che galleggia!). Ho paura di chi l’ha usato finora per i propri sporchi giochi alle nostre spalle.

    • Timore che condivido, specialmente quando ricapitolo chi troviamo ai vertici delle forze politiche italiane. Non che abbia molta speranza nelle nuove leve (Renzi, il nulla che avanza) ma già togliersi un pò di zavorra di torno farebbe sentire meglio.

  4. In me, grazie a Dio, poco. Ma conosco tanta gente che di Scilipoti è la controfigura. Se non nel fisico nella sostanza, il che è infinitamente peggio.
    Dissento solo su Renzi, su cui esprimo una tiepida simpatia.

    • La tua scilipotaggine credo sia microscopica. Quasi quasi dovremmo lanciare un sondaggio ‘quanto siete scilipoti?’, potrebbe essere divertente.
      Renzi… ne parlo solo sul piano politico e non sul personale, ovviamente. A me sembra che abbia una bocca molto grande e idee estremamente limitate. A Firenze non sta proprio facendo miracoli.

      • Mi inquieta che i giudizi peggiori su Renzi (anche a me sta abbastanza simpatico, trovo però che la versione di Crozza sia migliore di quello vero) vengano proprio da fiorentini o da persone che in quella città lavorano. Anche un paio di miei colleghi gigliati sono molto critici…
        Renzi se lo conosci lo eviti?

      • Renzi appare come un personaggio che non è. Alle volte mi ricorda un bambino che cerca di mettersi i vestiti del padre. Non posso riferire come lo chiamano i fiorentini, il senso è che fa parecchio il furbo. A voler ben vedere non ha idee nuove, non ha capacità manageriali spiccate, è solo un comunicatore di destra che si trova in un partito di centro sinistra.

  5. Come Alex anche io penso di avere poco, pochissimo Scilipoti in me.
    Anche a me Renzi non dispiace, ma bisogna vedere se oltre alle parole spesso condivisibili (almeno per me) c’è anche altro.
    Occorrerebbe veramente qualcuno di una levatura fuori dall’ordinario, ma temo che una tale personalità non esista nemmeno.

    • Un pensiero orrendo: e se bastasse una dose omeopatica di scilipotismo per inquinare un essere umano?😮

      Renzi a parole se la cava anche se non è il comunicatore innovativo che crede di essere. Per ora ha copiato metodi altrui con poca, pochissima profondità di pensiero. Personaggi di grande levatura intellettuale ce ne sono, che vogliano impegnarsi in politica mi sa di no.

      • Considerata l’efficacia dell’omeopatia, se lo scilipotismo si potesse ridurre a questo sarebbe un passo avanti🙂

        Per quanti riguarda le eventuali personalità, oltre alla levatura intellettuale occorrerebbe anche altrettanta statura morale e uno spiccato senso di amor patriae; fra l’altro, non sono poi così sicuro che entrando nell’ambiente politico avrebbero molte possibilità di conservare le loro virtù, e cosa più importante, di metterle al servizio della collettività.

      • L’omeopatia, nell’efficacia della quale credo, la citavo in quanto è uno dei campi in cui il soggetto Scilipoti pare interessarsi. Comunque il pensiero di diluirlo fino alle proporzioni omeopatiche è interessante.
        L’amore per la patria… dire questa frase oggi equivale a essere tacciato di essere di estrema (sottolineo estrema) destra. E dire che questa patria è il frutto del Risorgimento e della Resistenza che non sono state proprio due cosine destrorse. Patria, servizio, cittadinanza. Tre parole di cui riappriopriarsi in toto, lasciando perdere il ciarpame ideologico.

    • L’amore per la patria… dire questa frase oggi equivale a essere tacciato di essere di estrema (sottolineo estrema) destra.

      Già, purtroppo.
      E pensare che ne parlavano già Marsilio da Padova e Remigio de’ Girolami nel ‘300. Ma si sa che la storia è una cosa da perditempo con la quale non si mangia.

  6. Ricordo il parterre dei suoi sostenitori (o forse dovrei dire “serraglio”?) passato dai TG.
    Sembravano usciti tutti da una festa in costume a tema, solo che i temi erano mescolati: dai nazifascisti alle veline, da Villa Arzilla a Superfantozzi (ma solo i megadirettori con poltrona in pelle umana e pianta di ficus).
    E tutti tronfi come se facessero chissà che (mentre un’ottuagenaria fan inneggiava a “Scipioti”, storpiando il nome)
    Un concentrato di tutti i peggiori difetti del nostro paese in cui il peggiore di tutti è l’orgoglio di essere così approssimativi e fondamentalmente meschini.
    Di Scilipoti dentro di noi, mediamente, c’è molto. Purtroppo.

    • Ricordo quell’osceno servizio, TG1 da quello che ricordo, con gli ammiratori e le ragazze immagine pagate un tanto al chilo. Roba da far venire gli incubi, da dispiacersi dell’evidente fallimento delle terapie psicologiche e da farsi tornare sullo stomaco gli ultimi 36 pasti.

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