David Gunn – Death’s Head

David Gunn

Death’s Head (2007)

Del Rey

pp. 352

ISBN 978-0345498274

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Quarta di copertina (da Amazon.com)

Set in a chillingly realistic far-future world, and featuring a gritty antihero even more frightening than the evil empire he serves as soldier and assassin, Death’s Head is sure to be one of the most talked-about novels of the year. David Gunn is loaded–and he shoots to kill.
At the top of the galactic pecking order is the United Free, a civilization of awe-inspiring technological prowess so far in advance of other space-faring powers as to seem untouchable gods. Most of the known universe has fallen under their inscrutable sway. The rest is squabbled over by two empires: one ruled with an iron fist by OctoV, a tyrant who appears to his followers as a teenage boy but is in reality something very different, the other administered by the Uplifted, bizarre machinelike intelligences, and their no-longer-quite-human servants, cyborgs known as the Enlightened.
Sven Tveskoeg, an ex-sergeant demoted for insubordination and sentenced to death, is a vicious killer with a stubborn streak of loyalty. Sven possesses a fierce if untutored intelligence and a genetic makeup that is 98.2 percent human and 1.8 percent . . . something else. Perhaps that “something else” explains how quickly he heals from even the worst injuries or how he can communicate telepathically with the ferox, fearsome alien savages whose natural fighting abilities regularly outperform the advanced technology of their human enemies. Perhaps it is these unique abilities that bring Sven to the attention of OctoV.
Drafted into the Death’s Head, the elite enforcers of OctoV’s imperial will, Sven is given a new lease on life. Armed with a SIG diabolo–an intelligent gun–and an illegal symbiont called a kyp, Sven is sent to a faraway planet, the latest battleground between the Uplifted and OctoV. There he finds himself in the midst of a military disaster, one that will take all his courage–and all his firepower–to survive.
But an even deadlier struggle is taking place, a struggle that will draw the attention of the United Free. Sven knows he is a pawn, and pawns have a bad habit of being sacrificed.
But Sven is nobody’s sacrifice. And even a pawn can checkmate a king.

Recensione flash.

 Se cercate SF in chiave militare e non andate tanto per il sottile accomodatevi, qui c’è pane per le vostre zanne. Humor da film duri degli anni ’80, buone scene d’azione e abbastanza testosterone da intossicare a dieci metri di distanza.

Voto: 06,00 / 10,00.

Potrebbe essere David Gunn, il condizionale è d'obbligo

Recensione.

Di questo autore abbastanza misterioso (la foto riportata è l’unica che ho trovato e potrebbe non essere ‘giusta‘) mi ero già occupato sul vecchio blog, in occasione della recensione del terzo titolo di questa serie. Siamo sulle coordinate della SF militare, con una galassia intera come zona di combattimento come avrete letto dalla presentazione del volume.

Abbiamo tutti i canoni di questo tipo di narrativa a partire dall’antieroe che sembra un incrocio tra Clint Eastwood e Wolverine, il comprimario che fa battutacce (è una AI inserita in un’arma), i fedeli compagni, una serie di cattivi e di più cattivi e tutti i sistemi di potere rappresentati come ingiusti e crudeli. Che il tutto si svolga nel Sahara o in vari pianeti della galassia è lo stesso, cambiano solo alcuni riferimenti.

Peccato che la voce narrante in prima persona sterilizzi in partenza l’idea della morte del protagonista, che l’AI sarcastica sbuchi fuori in un modo discutibile e sappia fare cose molto al di sopra del resto della concorrenza, che i fedeli compagni per essere dei neo arruolati siano già temprati come katane del ‘600 e che i cattivi-cattivissimi siano di norma abbastanza incapaci.

Da non dimenticare le tecnologie esotiche come le AI, le navi FTL, citazioni a pioggia da altri film o fumetti (a memoria Judge Dredd, Beau Geste, Blade Runner, Mad Max) e una generale atmosfera da rissa da bar con spruzzate di sesso che serve a rendere più godibile il mix.

Molte cose vengono spiegate in questo libro, correndo spesso e volentieri sul filo dell’infodump senza tuttavia precipitare. Altrettanto resta non detto, facendo intuire che altri libri dovranno portare avanti la trama. Questo francamente mi fa scadere il giudizio, dato che in teoria ogni libro dovrebbe poter essere autoconclusivo. Rimangono un personaggio ben descritto e tutto sommato simpatico, l’antieroe protagonista, delle scene di guerra che non fanno rimpiangere i maestri del genere, un sacco di hardware interessante e diverse situazioni che per quanto citazioniste (e fruste) si lasciano comunque leggere con un minimo di coinvolgimento.

Altri due titoli ad oggi in questa serie, ovvero Death’s Head: Maximum offense (2008) e Death’s Head: Day of the damned (2009). Ne sono previsti secondo l’autore altri sei, sconosciuti ad oggi titoli e date di rilascio.

A quanto mi risulta non esitono traduzioni italiane di questi libri, né opzioni sui diritti.

2 thoughts on “David Gunn – Death’s Head

    • Welcome aboard! Conosco il precedente ma calza fino a un certo punto. Death’s Head vive di combattimenti e rischio a livelli esasperati e in una cornice del genere il trucco non funziona bene. E’ un’opinione ovviamente, diciamo che in casi come questi trovo appropriati altri sistemi.

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