Dove sono i politici?

Tra le cose che concorrono ad allontanare gli elettori dagli eletti, più in generale la popolazione (non necessariamente tenuta a votare) e la classe dirigente politica c’è anche la vigente legge elettorale che ha portato i parlamentari in carica ad essere selezionati dalle rispettive segreterie di partito e non più con il concorso delle preferenze popolari.
Questo ha causato anche il non sapere chi si è mandato a Roma, sciogliendo il patto tra elettori ed eletti che dovrebbe essere un pilastro della vita democratica. Sentiamo spesso dire che gli elettori dei paesi anglosassoni si rivolgono direttamente ai loro rappresentanti e che questi tengono a mantenere il rapporto con i cittadini per ovvie ragioni. Può accadere anche da noi.

Come trovare i vostri rappresentanti? Facile, guardate qui:

Senato

di default c’è la regione Piemonte, l’elenco sulla destra vi permette di selezionare la regione di vostro interesse. Per ogni senatore / senatrice c’è un profilo che ne presenta per sommi capi gli incarichi e l’appartenenza al gruppo parlamentare e l’indirizzo e-mail istituzionale, spesso c’è anche il sito personale.

Camera

Da questa pagina si accede, sul lato destro, a una serie di filtri che si possono applicare per selezionare i deputati di vostro interesse. In particolare selezionando per circoscrizione elettorale avrete il dettaglio di chi rappresenta il vostro territorio. Alcuni territori sono divisi in più circoscrizioni elettorali. Per ogni deputato dell’elenco che andrete a generare c’è una scheda riepilogativa simile a quella del Senato con la voce ‘scrivi’ per contattare il deputato prescelto.

Per entrambi i rami del Parlamento i siti sopra citati forniscono una serie notevole di informazioni, anche sotto il profilo storico. Sono sempre dati ufficiali, invito a tenere presente come questa fonte abbia maggiore autorevolezza rispetto alle tante approssimazioni che appaiono costantemente sui media.

A completare la cosa c’è anche il Parlamento Europeo, destinato ad essere un riferimento sempre più importante della vita pubblica nell’ambito dei 27 paesi che ne fanno parte.

All’indirizzo sopra riportato c’è la pagina di selezione da utilizzare per cercare i parlamentari di riferimento. Impostando ‘Italia’ nel campo paese avrete la selezione che vi interessa, suddivisa per macro zone. Ad ogni parlamentare corrisponde una pagina sintetica con l’elenco completo dei collaboratori, i mezzi per contattare e gli incarichi che ricopre.

Se, sottolineo se, vi interessa davvero farvi sentire dai senatori e dai deputati che avete contribuito ad eleggere adesso avete i mezzi necessari per farlo, giusto? Andrebbe anche tenuto presente il come farlo. Scaricare centinaia di mail piene di insulti vi farà anche sentire bene ma non contribuirà a farvi ascoltare o far prendere in considerazione i problemi che vi stanno più a cuore. In più provoca esposti presso la Polizia Postale e se pensate ancora che esista l’anonimato in Rete siete destinati a pessime sorprese.
Se volete rispetto, anche da chi non riscuote il vostro gradimento, offritene voi per primi. Se volete risposte serie fate domande circostanziate e precise. Molti parlamentari hanno uffici sul territorio e dedicano una giornata alla settimana ad incontrare persone del territorio di riferimento. Scoprite se le persone che contatterete hanno questa sensibilità e se lo ritenete necessario chiedete un appuntamento.
Provate, cosa avete da perdere?

11 thoughts on “Dove sono i politici?

  1. Discutevo pochi giorni or sono del modo in cui gli americani parlano de “il mio rappresentante al congresso”…
    È un tipo di rapporto da recuperare.
    Grazie per le indicazioni!

    Quando stavo a Londra, vent’anni or sono, per le elezioni del ’92, i candidati fecero il giro dei quartieri, bussando alle porte, parlando coi cittadini.
    Nel posto dove ero io, il candidato era l’attrice Glenda Jackson… follia doppia, a pensarci.
    Qui a malapena vedo il sindaco, e sto in un paese di 900 abitanti.
    Forse è questa, la follia.

    • Se si pensa che la democrazia dovrebbe essere rappresentativa vengono parecchi dubbi sulle modalità in cui viene applicata nel nostro paese. Siamo l’Italia dei piccoli comuni e molti non sanno neppure come si chiama il proprio sindaco, altro che non incontrarlo! Non parliamo poi di sapere chi c’è in giunta e chi si occupa dei vari problemi, ci mancherebbe. E dire che esistono le leggi Bassanini che impongono alle PPAA di rapportarsi con i cittadini tramite gli URP entro tempi certi.
      Va anche detto che questo genere di distanza è gradita a chi vuole staccare sempre di più la spina della partecipazione popolare. Troppe idee, troppe domande, troppa gente che ti viene a prendere per il bavero e ti attacca al muro quando combini stupidaggini. Il concetto è che hanno paura.

  2. Molto interessante e utile. Anche se chi è veramente interessato (come te, me e penso la maggior parte di quelli che seguono un certo giro di blog) sa già bene come fare a rintracciare queste notizie. Certo non basta avere un indirizzo mail per farsi ascoltare da certa gente, ma post come questo, di puro servizio, sono utili a chi passa per la prima volta. Il problema, come sempre e come giustamente sottolinei tu, è fare in modo che TUTTI sappiano come fare a contattare questa gente; ma soprattutto sarebbe bello anche sapere chi veramente ho mandato in parlamento io col mio voto! Io fui uno di quelli che votarono, al referendum, contro l’attuale sistema elettorale, perché mi sembrava ovvio che un sistema “maggioritario” non rappresentava la gente ma i partiti che, purtroppo, a loro volta non rappresentano ‘la gente’. Poi l’impostazione data dai partiti al maggioritario ha finito per svilire e rendere inutile il voto. Per quanto la cosa sia ingestibile (a detta dei politici) io penso sempre che il principio “una testa un voto – un voto un parlamentare” sia la più giusta.

    • Il principio a cui ti riferisci è quello del proporzionale puro che in linea di principio ha senso. Il problema serio non è tanto il numero dei partiti o la frammentazione della scena politica quanto lo scarso livello di coerenza e di affidabilità di chi dovrebbe rappresentarci. In quanto classe dirigente dovrebbe essere il meglio che il nostro paese ha da offrire, inutile fare notare quale sia lo stato attuale.
      La fregatura è che la riforma della politica viene affidata alla politica stessa, che ha stratificato al suo interno una serie di personaggi che ormai è difficile definire. Sperare in un sussulto di dignità mi pare difficile, solo il PD ha fattoun timido tentativo di apertura con le primarie. Bisogna di conseguenza spingere, spingere al massimo, per mandare a casa tutti questi personaggi con troppe legislature alle spalle. Si rischia di mandare via personaggi come Bruno Tabacci, uno dei pochi che rispetto, ma per riuscire a togliersi di torno tutto il resto è un prezzo che mi sento di pagare.
      Il resto lo dobbiamo fare noi. Controllare e pretendere da chi ci governa trasparenza, servizio e dignità.

      • E’ lo stesso discorso della crisi attuale: si vuol risolvere una crisi creata dall’economia (intesa come classe economica) con l’economia stessa. Sentivo l’intervista a Ezio Mauro sabato, il quale diceva: s’è perso il senso del “bene comune”; la politica dovrebbe essere la mediazione tra tutti gli interessi particolari per giungere al bene comune. Finora, invece, i nostri attuali politici hanno usato l’interesse comune per farsi i propri beni personali, quelli propri e della categoria (se non vogliamo chiamarla casta o lobby) d’appartenenza.

      • Ho presente l’intervista in questione; il fatto che abbiamo tuttora un grande numero di civil servant veri, persone che mettono davvero il bene comune davanti al proprio interesse. È per questo che il nostro paesucolo funziona ancora.
        Su come far funzionare il resto c’è da mettersi le mani nei capelli. La stampa dovrebbe essere il cane da guardia del potere ed è per la stragrande maggioranza asservita a questo o quel gruppo economico, non parliamo per pietà del sistema televisivo. Ovunque si rivolga lo sguardo appare lo stesso intreccio di interessi che parte dalla politica per arrivare ai cartelli criminali passando attraverso i sistemi economici.
        L’attuale governo ha dovuto promulgare una norma che impedisce la presenza in contemporanea delle stesse persone in più CDA all’interno dello stesso settore economico per impedire insider trading e accordi di cartello ai danni dei consumatori. In molti paesi una norma del genere non esiste, per il semplice motivo che si autoregolamentano le imprese per non sfigurare davanti ai propri azionisti. Questo è un minimo elemento del disegno generale che mette in chiaro che in Italia se non vieti autorizzi.
        Manca in molti l’elemento base della dignità. Quella voce interna che dice ‘non posso fare questa cosa perché è sbagliata’ viene sostituita o superata da ‘tanto lo fanno tutti, perché io no?’.

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