Top5 – Italia 2022

OK, è ufficiale. Il meme delle top5 ha generato un altro meme, dritto dalla penna di Davide Mana. Immaginare cinque (facciamo sei, dai!) scenari per il 2022. Herr doktor l’aveva pensato per i singoli, poi Alessandro Girola mi ha sfidato a portare la situazione sull’intero paese.

Il meme nasce qui.

Quindi tocca aprire la mente e portare avanti il calendario. Ladies and gentlemen, here we go.

Scenario uno, 2022 benvenuti nel terzo mondo.

Probabilità: bassa.

Alla fine non ce l’abbiamo fatta. il ceto politico-gerontologico e le sue clientele hanno concluso la loro brillante missione di disfacimento di un paese e siamo finiti per terra. il brutto è che la nostra caduta ha travolto prima l’euro e poi il resto dell’economia mondiale, causando una recessione che fa impallidire qualsiasi precedente conosciuto. Il nome “Italia” è diventato sinonimo di fallimento e la diaspora dei nostri connazionali ha sorpassato quella di inizio ‘900. In compenso siamo diventati un narcostato, una via di mezza tra un paradiso fiscale e una zona di industrializzazione senza regole. Siamo messi peggio del Messico del 2012, tanto per capirci. Chi poteva se ne è andato da un pezzo, gli altri cercano un angolo pacifico in cui tirare avanti.

Scenario due, 2022 benvenuti nel nulla.

Probabilità: bassa.

Ancora una volta Tomasi di Lampedusa ha avuto ragione. Sono cambiate le sigle dei partiti, sperimentate tre leggi elettorali diverse e mescolate le carte più volte negli enti statali e nelle poche aziende ancora rilevanti del paese. Il tutto per continuare a vedere le stesse facce, salvo alcuni decessi intervenuti nel frattempo. La pressione fiscale aumenta lentamente, le norme diventano sempre più bizantine e la coda nei tribunali sempre più lunga. Abbiamo vinto i mondiali di calcio un’altra volta e il consumo di derivati della cocaina è trasversale all’intero spettro sociale. Siamo saldamente ancorati alle posizioni basse di tutte le classifiche per istruzione, libertà di stampa e facilità di fare impresa. Il metodo Marchionne sta facendo presa in tutte le grandi aziende.

Scenario tre, 2022 in medio stat virtus.

Probabilità: media.

Eppur si muove, frase apocrifa attribuita a Galilei, descrive bene il paese. Ogni anno i dati di evasione e elusione fiscale calano, un poco alla volta. Ogni anno sale leggermente il numero degli occupati e le differenze di retribuzione uomo/donna si stanno appiattendo. Cresciamo poco ma abbiamo cessato di essere il fanalino di coda dell’Unione Europea, il cambio generazionale sta facendo riprendere quota al concetto di “civismo”. Rimane pressoché sconosciuto il concetto di riforme, in pratica i cambiamenti arrivano dall’adeguamento delle norme e ai trattati europei.

Scenario quattro, 2022 l’alternativa siamo noi.

Probabilità: media.

Ci abbiamo messo tanto ma alla fine abbiamo capito. Prendendo le mosse dal’ennesima serie di scandali abbiamo svecchiato in maniera pesante la classe dirigente e avviato un meccanismo a valanga che ha finito per trascinare verso il dimenticatoio una generazione di boiardi di stato. Il servizio pubblico RAI è diventato un caposaldo della scena culturale italiana e dopo essere stato sottratto alla mano politica ha finito per generare anche profitti. Un lento processo di aggregazioni sta riducendo il nanismo imprenditoriale, spinto finalmente da una politica nazionale che vincola gli investimenti e le commesse di stato ai cambiamenti della cultura aziendale. La precarietà estesa è stata progressivamente portata al livelo medio europeo grazie al semplice espediente di far costare un’ora di lavoro precario più di un’ora di lavoro a contratto stabile. Il nostro ruolo naturale di ponte nel Mediterraneo ci sta facendo giocare un ruolo da protagonista nella creazione della zona economica nordafricana.

Scenario cinque, 2022 un posto in prima fila.

Probabilità: bassa.

Alla fine qualcuno ha fatto i conti. 120 (evasione) + 60 (corruzione) + 200 (crimine) fanno 380 miliardi di euro all’anno, cifre del 2012, che distruggono il bilancio nazionale. In dieci anni si è fatta una battaglia spietata, tutta sulla cultura, per arrivare a stroncare le pastoie che avevano affossato l’Italia in passato. Questo ha portato ad emarginare dal tessuto sociale, a tutti i livelli, chi non rispettava le più elementari regole di convivenza sociale (come pagare le tasse, per esempio). Proprio dalla cultura e dall’arte, dal paesaggio e dalla bellezza, si è ripartiti per avere le risorse necessarie per modernizzare finalmente il funzionamento dello Stato. Dopo aver rottamato le idiozie celtiche della Lega il concetto di autonomia si è spostato sulle piccole comunità, ovvero sulla gran parte degli 8200 comuni italiani, dove portare il focus sulla microgenerazione e il totale superamento del digital divide ha consentito la nascita di migliaia di progetti innovativi.

A questo punto dovrei aver finito, giusto? E’ una top5 e le cinque posizioni le dovreste avere lette. Invece no, c’è il sesto scenario giusto per stare nelle regole del meme.

Scenario sei, 2022 ad astra!

Probabilità: minima.

Rotto l’argine del cambio generazionale e adottata come regola base l’assoluta assenza di conflitti di interesse pena l’azzeramento dei consigli di amministrazione l’Italia si è trovata nella solita necessità di crescere senza avere grandi risorse economiche o materie prime da sfruttare. Abbiamo aperto le porte al settore della ricerca medica e farmaceutica, prendendo nel nostro paese tutte le produzioni a basso costo destinate all’oblio dalle multinazionali e abbracciando la causa delle malattie rare. La direzione è quella dei nostri punti forti, etici o no che siano. Patrimonio artistico, protezione del territorio, agricoltura a impatto zero, microgenerazioni energetiche, riciclaggio e riutilizzo, azzeramento del digital divide, progettazione e realizzazione di armamenti, robotica, bioingegneria e biotecnologie.

Non siamo proprio stati dei bravi bambini. La cyberwar che abbiamo scatenato contro tutti i paradisi fiscali ha lasciato parecchi strascichi, in particolare con la Svizzera. In compenso le liste di evasori che abbiamo distribuito per il mondo hanno causato una strage fiscale mai vista prima. San Marino è praticamente fallita dal punto di vista bancario e lo IOR è stato messo sotto accusa da mezzo mondo. Siamo entrati in urto anche con il nostro alleato più ingombrante, gli USA. Accogliere la Turchia nelle UE, processo che abbiamo facilitato al massimo, non è piaciuto a Washington ma non è nulla di fronte al processo di aggregazione economica che stiamo favorendo dal Marocco al Libano. Dopo l’euro vedere nascere il dirham transnazionale, con ampia possibilità di espandersi a tutto il Medio Oriente, ha fatto scattare le sirene di allarme di tutte le super potenze.

48 thoughts on “Top5 – Italia 2022

  1. Credimi metterei la firma per poter avere uno scenaio simile al tuo numero quattro come possibile futuro, ma oggi mi sento più pessimista del solito e temo molto più facili come realizzabili i primi due scenari.
    Questo finchè i nostri gerontocratici leader (di tutti i settori) rimarranno gli stessi che abbiamo avuto finora.

      • Perché sono tendente al volare basso da molti anni, ormai e ci ho fatto l’ abitudine.
        E forse, per arrivare al 4 o al 5, dieci anni, nella situazione attuale, sono un po’ pochini.
        ma è ovvio che spero tanto di sbagliarmi

      • Sulla scala temporale si possono fare molte valutazioni. Dieci anni potrebbero essere pochi o troppi per tantissime ragioni. Quello che mi permetto di far notare è che gli ultimi dieci anni ci hanno mostrato spesso cose date per impossibili o improbabili, dentro e fuori l’Italia. Ragionare sul futuro, anche a breve scadenza, è sempre stato un mestiere tanto complicato quanto affascinante.

      • Su questo hai perfettamente ragione, e infatti mi affascina moltissimo immaginare un Italia immersa negli scenari 4, 5 o anche 6, dai!
        Però, quello che volevo dire è che, se tra dieci anni dovessimo essere messi come nello scenario 3, sarebbe almeno un punto da cui cominciare a ricostruire. Non un arrivo, per carità, che l’ arrivo nell’ immobilismo non è mai una bella cosa.

      • Esatto, non esiste un punto d’arrivo. Perfino il peggior disastro ha un seguito, buono o cattivo che sia. Lo scenario 3 sarebbe una tappa importante di un processo complicato ma non può rappresentare il massimo delle aspirazioni del nostro paese.

  2. Grazie! Che bella sorpresa! E che ottima disamina, complimenti. Questo è un post da diffondere (lo faccio subito) e da rileggere bene.
    Oggi voglio essere ottimista e sperare in uno scenario tre. Secondo me stiamo gettando qualche base, vedremo se chi verrà da qui a breve ci costruirà qualcosa di solido.
    Ma sai che, volendo proprio esagerare, lo scenario cinque potrebbe non essere del tutto fantascienza?
    Ok, domani torno a essere me stesso.
    Intanto ancora grazie.

    • In quello che ho scritto non ho inserito una briciola di SF. Ci possiamo arrivare e senza messia a indicarci la strada. Ottimista per il tre? Bene, ma tra 5 anni e non 10. Anche 4 e 5 sono alla portata. E il 6? Pensi davvero non sia possibile?

  3. Sognare il 6, puntando al 5 per ottenere magari il 4? Chissà, con un po’ di fortuna…
    Forse ha ragione chi sostiene che “non siamo un paese da ordinaria amministrazione”, che siamo capaci di dare il meglio solo con l’emergenze.
    Be’, l’emergenza è servita, speriamo che il meglio arrivi di conseguenza,;-)

    • Bella la trattativa con il futuro, da un che di mediorientale alla cosa. Questo è davvero un paese strano ma non è un paese impossibile da governare come sostenevano un paio di nani. Ci stiamo svegliando e stiamo cominciando a puntare i piedi. Di forza ne abbiamo tanta, dobbiamo solo capirlo.

      • Indubbiamente, ma come diceva il caro, vecchio Machiavelli, bisogna fare “come lo arciere accorto” e puntare un po’ più in alto del bersaglio prescelto, altrimenti non si fa centro: la naturale parabola del movimento farebbe cadere la freccia troppo in basso.
        Bisogna osare e incoccare senza troppa paura ma addirittura con una certa sfrontatezza. Perché no?

      • L’attualità di Machiavelli, di per sé, oscilla tra lo sconforto e l’ammirazione. Se non riusciamo a sollevare la testa e a guardare in alto siamo condannati alla mediocrità. I commenti a questo post, con minime eccezioni, sono improntati a una paura di fondo che trovo terribile.

    • Non male come battuta, davvero. Il nano numero due è in declino e al contrario sembra sempre più vecchio. Sia nel fisico che nelle idee, mi sembra una figura sempre più patetica. Rimane pericoloso nel breve ma tutto in lui fa parte del passato, business model compreso.

  4. Molto molto buono, molto lucido, e in un paio di punti francamente inquietante.
    Io temo lo scenario due.
    Sarebbe peggio del numero uno, perché l’uno lascerebbe un certo spazio di manovra per gli avventurieri.
    Però sì, ci sono bersagli ai quali possiamo mirare.

    In tutti i casi, l’azione deve partire dal basso.
    Come diceva quella signora tempo addietro, non possiamo aspettare che loro muoiano per cambiare le cose.

    • Le prime due ipotesi sono a loro modo inquietanti, in entrambi i casi richiederebbero scelte radicali per chi non volesse rassegnarsi a quello stato di cose. Tuttavia si può e si deve guardare avanti e in alto. Da molti commenti finora traspare una sfiducia e una paura strisciante che ritengo essere i peggiori nemici di ogni cambiamento positivo.

  5. Ma quanto ottimismo!!
    Che gli scenari 3 e 4 abbiano una probabilità media mentre lo scenario 2 una bassa non può che derivare da un enorme ottimismo che mi piacerebbe poter condividere. Verso lo scenario 2 il nostro paese sta puntando con decisione da una decina di anni almeno. Gli sforzi fatti per andare il quella direzione sono stati talmente così efficaci che un leggero cambiamento di rotta imposto da qualche mese non ha ancora potuto definire con incisività una nuova traiettoria… anzi son convinto che in un futuro prossimo si moltiplicheranno gli appelli a ritornare sulla strada vecchia.
    Gli scenari 4 e 5, che sarebbero qualcosa di raggiungibile in un paese civile, risultano già impegnativi per il livello di imbarbarimento a cui è stato portato questo paese. Per lo scenario numero 6 se fossi credente mi augurerei il miracolo, non mi rimane nemmeno il conforto della fede.
    In conclusione: auguro alle mie figlie di vedere (forse) un giorno realizzato lo scenario numero tre… per il resto racconterò loro qualche bella fiaba…

    • Hot, io non voglio avere paura. Per me, per i miei, per la voglia che ho di vedere cose belle e di riparare ai tanti danni che abbiamo attorno. Si chiama ottimismo? Benissimo, chiamiamolo così. Ma è basato su cose possibili e realizzabili con i mezzi di oggi. Niente SF. Che poi i cambiamenti, tutti i cambiamenti, incontrino resistenze di ogni tipo (specialmente da chi vuole mantenere lo status quo o addirittura lo status quo ante) è pacifico. Proprio per questo chi può e chi vuole guardare avanti deve farlo e trasmettere questo tipo di messaggio ai propri cari e sodali. 3-4-5-6 sono possibili.

      • Ci si conosce ormai da un po’ di anni, sai bene come la penso e che non sono disposto a mollare. I Valori che tento di trasmettere alla mia progenie sono (ne sono certo) condivisi anche da te. Purtroppo è quasi tutto quello che posso fare (va bene… anche altro, certo. E lo faccio!). Purtroppo pur non parlando di SF (mai citata) ritengo che dieci anni siano un traguardo impegnativo già per l’ipotesi due. La meschinità media degli italiani (“brava gente”?!? Ahahah ma quando mai??) non la si risolve in così breve tempo. Difficile recuparare quarant’anni di progressivo degrado morale (con crollo verticale negli ultimi dieci-quindici) in un intervallo di soli dieci anni.
        Voglio essere anch’io ottimista, dai: Diciamo che se siamo fortunati e ci impegnamo (senza mai fare un passo indietro) in vent’anni potremmo aspirare allo scenario numero tre!
        Sigh!

      • Nessun dubbio sul tuo atteggiamento o sui tuoi valori, ci mancherebbe. Ho la fortuna di conoscerti da anni e credo di poter affermare senza tema di smentita che hai sempre tenuto la stessa direzione, anche quando le condizioni si facevano più avverse. Per quando riguarda il nostro paese capisco la diffidenza e la fatica ad essere ottimisti, tuttavia vorrei farti notare come una serie di concause stia letteralmente scuotendo l’albero su cui appoggia la nostra “classe dirigente” e come anche da noi si stiano affermando modi di pensare più europei. Lo scenario 2 è possibile, così come gli altri. Credo che i prossimi dieci anni porteranno parecchie sorprese.

  6. La 6 la è da romanzo distopico, ma anche la 5 la vedo più come una trama per una SF novel che non come evento realistico sia pure con minime possibilità di avverarsi.
    Purtroppo temo che il futuro sarà la 2 e (ancor più “purtroppo”) vedo la 1 non troppo irrealistica…

    • Distopico? Definizione interessante per lo scenario 6, mi piacerebbe sapere perché. Quanto alle possibilità di verificarsi degli scenari 1 e 2, permettimi di dissentire. Persino nei nostri confini si sentono parecchi scricchiolii e i sistemi più conservatori, come quello finanziario-bancario, mostrano crepe inaspettate.

      • Ops, volevo scrivere ucronico, non distopico, lapsus.
        La 1 mi sembra non irrealistica nel senso che, purtroppo, a momenti ho davvero paura che possiamo fare la fine dell’Argentina o del Messico attuale…

      • Immaginavo il lapsus.😉
        La possibilità di finire male c’è, inutile negarlo. Ma mi sembra poco probabile dato tutto quello che è successo negli ultimi 6-8 mesi, non solo in Italia.

  7. certo il 5+1 personalmente lo vedo un po’ lontano, ma non irrealizzabile; io, sicuramente, non lo vedrò finché campo. Quello che trovo ottimo nella tua analisi per arrivare al top è che effettivamente hai messo tutti gli ingredienti per una soluzione vera. In questo momento mi sento di appoggiare (ma a scadenza molto più breve) il cambio generazionale della politica; che se facciamo un semplice ragionamento da donna della spesa (con tutto il rispetto per le massaie!) vorrebbe dire: se tizio, caio e sempronio ci hanno portato fino a questo punto, facciamoli fuori! Purtroppo invece uno dei nostri mali è proprio il clientelismo, perché dei potenti si ha sempre bisogno nell’immaginario collettivo. Ottima anche l’idea di fare costare il lavoro precario più di quello “normale”: a quel punto nessuno avrebbe interesse a non assumere regolarmente. E un altro punto che io vedrei bene è l’eliminazione dell’esternalizzazione dei servizi: dalle mense pubbliche, alla riscossione dei tributi, ai servizi ecc., che creano solo, appunto, precariato, così come l’uso delle cooperative (almeno per come è la realtà oggi).

    • La vera scommessa sul futuro non è una soluzione tecnologica quanto un cambiamento sociale. La lezione, durissima, di questi anni è che a perdere le conquiste di decenni possono bastare pochi mesi. Proprio per questo, per essere stati toccati nella carne viva, abbiamo imparato come paese cosa è tollerabile e cosa non lo è. E il clientelismo fa parte delle cose ‘no’. Vedi quanto sono patetici questi signori? Ognuno attaccato con colla superdensa a qualsiasi brandello di potere, a ogni minima visibilità sui media, all’auto pubblica usata come status symbol? E’ bastato un burocrate con scarso spessore immaginativo come Monti per far vedere a tutti che il Re è nudo e da lì non si torna indietro.

  8. Un meteorite precipita proprio sul nostro bel paese. E’ disastro ambientale. E’ un massacro di persone innocenti. Ovviamente la politica si interroga su come reagire. Battiti e dibattiti… la ricostruzione è lenta, pagata attraverso bustarelle e pressioni dei poteri forti. La televisione spinge all’ottimismo. La gente muore di fame e di malattia. Presidente del consiglio è un noto conduttore televisivo del passato. Il presidente della repubblica è ormai una carica del tutto simbolica. Sono tornate le infettive sconfitte con tanta fatica. Il sistema sanitario è al collasso. Il ticket costa più che i medicinali. Il divario tra i ricchi e i poveri si allarga. La popolazione è allo sbando. Alcuni partiti estremisti sono riusciti a mangiare terreno al paese e ora si sono proclamati indipendenti. C’è un inizio di esultanza in tutto ciò, ma nel breve periodo anche gli appartenenti di queste nicchie scoprono (loro malgrado), che la separazione non ha fatto altro che creare una piccola Italia corrotta circoscritta da una grande Italia corrotta.
    La chiesa è tornata ai dogmi del passato. Messe in latino. Principi rigidi. Promesse di benessere in paradiso e sfruttamento della povertà, e dell’ingenuità, in terra. I poveri la seguono con più fervore di quanto possano seguire la politica. Ora l’ingerenza religiosa nella conduzione del paese è di tipo efferato. Lo sviluppo avviene solo a parole.
    Del resto il meteorite ha scombussolato anche l’Europa, che per sopravvivere si è divisa in Europa di serie A, con un Euro più forte che mai, e una di serie B, con moneta debole e… una situazione di sudditanza nei confronti dei forti.
    Ci sono attriti con gli Stati Uniti. Attriti insanabili che nascono dal sospetto, sempre più forte, che l’economia Europea sia stata attaccata dagli USA con una forma subdola di guerra… la guerra finanziaria. Guerra nata dal sospetto che presto l’Euro avrebbe sostituito il Dollaro nelle transazioni per il Petrolio.
    C’è la corsa agli armamenti. La NATO è praticamente sciolta. L’Inghilterra ha lasciato l’eurozona… ma ora è crollata in una crisi finanziaria senza fondo. Russia e Cina si sono avvicinate all’Europa, anche per interessi economico-commerciali. Un nuovo asse politico-economico-militare si sta formando… e ci sono i presupposti per una WWIII.
    Nel frattempo, in Corea, si fanno strani esperimenti con i prioni… in particolare con uno scoperto da Lee-Chang, scienziato di dubbia levatura morale.

    ^_^
    Ok… mi sono voluto divertire!!😀

    • Bravo Glauco! Fa sempre piacere vederti abbozzare una storia, peraltro piuttosto interessante. Ricordo di aver letto parecchi romanzi con meno idee.🙂
      A questo punto ti becchi anche il guanto di sfida, perché non provi anche tu a fare delle ipotesi sull’Italia del 2022?

      • veramente bella la risposta di Glauco: terrificante ma per nulla impossibile, purtroppo. Sono tutte realtà che già esistono (più o meno) in modo sotterraneo e che basterebbe una scintilla a scatenare. Forse quella sarebbe l’inizio della fine della nostra società.

      • Le spinte distruttive ci sono tutte, così come le forze retrograde che vorrebbero riportarci a un passato particolarmente schifoso. Quello che vorrei far notare è la patina di disperazione che c’è nell’atteggiamento di tanti degli esponenti dei vari movimenti anti italiani. La si legge nelle loro rughe, nelle loro mani contratte. C’è qualcosa che gli sta scivolando via.

  9. Ottimo. Cioè, scenari agghiaccianti, ma ottimi, perché ahime realistici. Anche io metterei la firma per il n. 3, anche se lo so che ci aspetta il due. Mmmhh, brutto affare.😉

    • Non è detto che si debba essere per forza condannati alle ipotesi peggiori, neppure che si debba limitarsi a un quadro migliore ma limitato come lo scenario 3. Perché dobbiamo tenere gli occhi bassi?

      • Questo no, però, un po’ di inquietudine e sfiducia c’è. Inutile negarlo. ^^
        Chiunque vorrebbe un futuro diverso, è il costruirlo che è un po’ più complicato, perché la gente deve volerlo davvero e non nascondere la testa sotto la sabbia. A cominciare dal fatto che dovrebbe votare con più consapevolezza (ecco, m’è scappato).😉

      • Vero che le elezioni sono un primo test, decisamente pubblico, dell’orientamento popolare. Immagino tu abbia seguito le vicende delle primarie di coalizione del centro sinistra in questi giorni e già dai risultati di Genova e Palermo mi sembra di capire che c’è una voglia di andare contro una gerarchia che mi fa ben sperare. Guarda poi nell’altro campo, i vari congressi del PdL tra scandali e rese dei conti. Appena diventano meno che autoritari sbucano fuori personaggi di ogni sorta, in una ricerca di dare voce al basso livello del partito che trovo molto interessante.
        Quanto all’inquietudine e alla sfiducia, dati gli ultimi anni, mi sembrano una reazione naturale. Proprio il genere di cose che richiedono uno sforzo supplementare.

    • Lo scenario due è possibile ma lo diventa soprattutto se ci si ostina a tenere la testa bassa e a sperare che se deve succedere qualcosa non ci disturbi troppo. Bisogna puntare in alto e non aver paura di colpire il Sole.

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