Yuri’s Night 2012

 

Che ne dite di festeggiare l’anniversario del primo volo nello spazio di Yuri Gagarin? C’è chi ne ha fatto un’occasione per promuovere la “causa” dell’esplorazione spaziale, il tutto in maniera festosa.

Si può ancora aderire all’evento, seguite questo link!

6 thoughts on “Yuri’s Night 2012

  1. Anniversario di quello che ci vendettero come il primo uomo nello spazio…
    In realtà si trattava semplicemente del primo tornato indietro vivo!
    Chi mai ricorderà e commemorerà tutti quei poveracci periti nei numerosi precedenti tentativi andati male?

    Poichè il destino è beffardo, qualche anno dopo il povero Yuri si schianterà precipitando in un bosco durante un volo a bordo di un piccolo caccia MiG-15UTI. Decine di ipotesi (anche fantasiose) per spiegare le ragioni di questo evento. L’ipotesi più recenti racconta che il grande pilota ed astronauta si fosse preso uno spavento a causa della precarietà tecnica del velivolo, ammazzandosi per le conseguenze di una repentina picchiata suicida.

    • Gagarin alla fine della sua carriera di astronauta fu letteralmente usato per scopi propagandistici dall’URSS, fino ad avere grossi problemi anche sul piano psicologico. Davvero non fu trattato come meritava, dato il coraggio dimostrato nel corso del programma spaziale sovietico. Sulla sua morte ci sono decine di teorie più o meno dementi quando basterebbe ricordare quanto fossero precari i jet di seconda generazione, anche per un pilota esperto.
      Sui predecessori di Gagarin c’è molta narrativa complottista e poche certezze, sulle vittime vere o presunte del programma russo non sono stato in grado di trovare prove adeguate.

      • Parecchi anni fa il giornalista Gianlica Nicoletti, ai tempi conduttore della trasmissione radiofonica Golem (oggi Melog 2.0 su Radio 24) in una delle sue puntate monografiche affrontò l’argomento. Nell’occasione intervistò un membro di uno storico gruppo di astrofili torinesi, i quali a partire dal lancio dello Sputnik puntarono le antenne radio verso il cosmo in ascolto di segnali radio. Si trattava di persone molto serie e non di fanatici ufologi assatanati.
        Dal loro punto di ascolto, sulle colline intorno alla città di Torino, per anni registrarono una miriade di segnali (talvolta meccanici, ma a volte di chiara origine umana) che provenivano da “qualcosa” in orbita intorno al pianeta.
        Alcune registrazioni furono trasmesse da Nicoletti (della cui serietà non credo sia possibile dubitare) nel corso della trasmissione. C’erano serie di strani bip accompagnati a pulsazioni cardiache, ma c’erano anche brevi frasi in russo. Straziante davvero la registrazione in cui una voce in russo dice di vedere le fiamme… poi il silenzio!
        Non so se quella trasmissione di Golem sia ancora oggi negli archivi Rai, ma posso dire che tempo dopo (prima che Nicoletti lasciasse la Rai) mi ricapitò di riascoltarla sul sito di Golem (una delle prime trasmissioni radio con sito internet: già dal 1997) e di riprovare gli stessi brividi ascoltando quella voce disperata che diceva: “vizhu plamya”.
        Il volo di Yuri fu realizzato soltanto dopo… grazie anche a queste sperimentazioni “in vivo”

      • Conosco quel materiale e concordo sulla serietà di quel gruppo di astrofili e di Nicoletti. Tuttavia, anche dopo il crollo del 1989, non è ancora stato possibile dare un nome a quelle persone e/o spiegare quella fase delle sperimentazioni sovietiche. C’è chi parla anche di voli ad altissima quota, chi di piattaforme intermedie, chi di voli spia fatti con aerei sperimentali. Circolano i nomi di una dozzina di presunti astronauti, nessuno che io sappia ne ha dimostrato l’esistenza.
        Capisco la tua pena per loro, la tua rabbia per un progresso fatto in quel modo. La condivido per intero.

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