Statista tedesco cercasi

Le crisi e le guerre lasciano sempre degli strascichi tremendi nei paesi sconfitti, spesso con conseguenze che durano decenni o intere generazioni. Dopo avervi parlato dell’Austria e dell’Ungheria nel periodo tra le due guerre mondiali vado qualche anno avanti, fino al 1953.

Si parla di Germania e di un ammontare di debito pubblico di dimensioni spaventose, originato sia dal residuo del debito tedesco post WWI (andato in default negli anni ’30) e delle riparazioni di guerra successive alla fine della WWII. Nel 1953 fu negoziato il London Debt Agreement con da una parte la Germania e dall’altra una serie lunghissima di paesi creditori tra cui anche l’Italia, la Grecia, l’Irlanda e la Spagna.

L’entità del debito fu circoscritto da circa 32 miliardi di marchi fino a 15, dilazionati nell’arco di 30 anni per non distruggere l’economia tedesca sotto il peso di un debito di tale portata. Non a caso questo negoziato viene considerato uno dei grandi risultati ottenuti dal cancelliere Adenauer, figura fondante della Germania moderna. Malgrado il carico d’odio lasciato dalle conseguenze della WWII e la volontà, non troppo nascosta, di non consentire alla nazione tedesca di poter diventare di nuovo una potenza (De Gaulle e Churchill in prima linea su questo fronte) fu fatto un ragionamento per il futuro.

In pratica fu messo in prospettiva il debito rispetto all’espansione economica tedesca, già allora nelle prime fasi di un boom che sarebbe durato fino alla fine degli anni ’70. Grazie al progressivo ripianamento di questo fardello la Germania fu ammessa a partecipare da protagonista a tutti i tavoli economici, non solo europei, che vennero creati o implementati negli anni ’50 e ’60. Il concetto base era usare il volano dello sviluppo per costruire un’economia solida e usare i frutti di questa economia (surplus e tassazione) per ridurre progressivamente il debito pubblico.

Pensare alla politica economica attuale tedesca, quella rivolta sdegnosamente ai paesi come la Grecia, il Portogallo, l’Irlanda o la Spagna; fa riflettere il confronto. E’ vero che le condizioni di oggi sono diversissime da quelle del 1953 ma dov’è la visione del futuro? Può davvero la spinta fuori controllo della finanza fare perdere ai tecnici della Bundesbank qualsiasi valutazione che esca dallo scenario più immediato? Dove sarebbe la Germania oggi senza il buon senso applicato nel 1953?

Sessanta anni fa era inimmaginabile la Germania di oggi, così come impossibile prevedere la fine del confronto est-ovest o l’attuale strapotere economico cinese, le performance del Brasile, del Sud Africa, della Corea del Sud o dell’Indonesia. Era però possibile scommettere sul futuro e mettere su un piano superiore il concetto di sviluppo rispetto all’equilibrio finanziario. Spiace dirlo ma nella Germania del 2012 non c’è traccia di personaggi del calibro di Adenauer o Brandt e la differenza non potrebbe essere più palese.

4 thoughts on “Statista tedesco cercasi

  1. Non solo nella Germania, purtroppo. Una volta c’erano gli Adenauer. gòi Shumann e i De Gasperi.
    Si poteva non essere d’accordo con loro ma erano dei giganti.

    • Dopo la WWII abbiamo avuto gli statisti, coloro che sapevano pensare per le generazioni a venire. Parlo della Germania in particolare per il suo ruolo europeo ma davvero il discorso sarebbe da allargare.

  2. Statista Europeo cercasi
    Sarebbe opportuno anche smetterla di ragionare col campanilismo nazionalistico. E magari sarebbe l’ora emergesse una personalità capace di coagulare davvero i paesi dell’Europa…
    Va bene ora mi sveglio🙂

    • Un sogno? Sì, fino a quando non si farà avanti qualcuno in grado di pensare da statista e con le capacità di un leader. Merce rara. Anni fa speravamo in Tony Blair, il che è tutto dire. Tuttavia il futuro, quello sensato, è quello. Una nazione che va dalle coste del Portogallo alla frontiera russa, dal circolo polare Artico a Pantelleria.

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