Livorno, la piuma e l’elefante (4)

Nota di servizio: a causa di una serie di problemi che si stanno verificando a Livorno e dei conseguenti contrasti tra cittadinanza e PPAA la normale programmazione di questo blog viene sospesa a favore di una serie di articoli a tema.

Vorrei far capire a chi non conosce la vicenda che tipo di differenza passa tra avere in una scuola le insegnanti comunali rispetto alle statali. Attenzione, non è un discorso riferito alla singola insegnante dell’uno o dell’altro tipo ma un ragionamento più generico. E’ vero che si fa sempre riferimento ai programmi stabiliti dal ministero per l’insegnamento e che hanno le stesse responsabilità verso i bambini ma ci sono cambiamenti di cui tenere conto.

Per come sono stati stabiliti gli orari di servizio ci sono meno ore a disposizione per l’assistenza ai bambini disabili, si passa da una maestra a tempo pieno a 6/12 ore alla settimana. Non è una cosa da poco, specialmente quando gli alunni sono così piccoli. Inoltre la compresenza, ovvero gli orari in cui tutte le insegnanti di una classe sono con i bambini si riduce al solo orario di mensa. In sostanza, meno ore di lavoro con i nostri figli nell’arco dell’anno. Da quello che ho appreso parlando con le dirette interessate, dell’uno e dell’altro settore, c’è una differenza sensibile anche per il livello di aggiornamento professionale ovvero le educatrici comunali sono mediamente più aggiornate delle colleghe statali.

La questione insegnanti ha anche un altro aspetto, da considerare con grande attenzione. Da anni, almeno dal 2007, vengono utilizzate insegnanti dette “somministrate” cioè fornite tramite un’agenzia di lavoro temporaneo per le sostituzioni di breve termine per periodi pari all’intero anno scolastico. In pratica queste insegnanti prestano servizio oltre il massimo consentito per le sostituzioni, assumendo quindi le funzioni e i compiti di insegnanti di ruolo senza averne i benefici. Tutto questo è illegale. Ed è avvenuto con la piena consapevolezza della cosa da parte del comune e dei sindacati.

Il rischio concreto di un’ispezione ministeriale, con tutto quello che ne può conseguire, ha messo pressione sul comune fino a far decidere di statalizzare le tre scuole materne per sistemare i problemi di personale che avevano fin qui “risolto” con l’utilizzo delle somministrate. E’ un gioco delle tre tavolette, si prendono le insegnanti delle tre scuole destinate ad essere statalizzate, le si mette al posto delle somministrate che avevano a loro volta coperto i buchi dovuti ai pensionamenti e si mettono insegnanti statali, pagate dal comune, al posto di quelle spostate. Bel giochino, eh?

Ultima considerazione, giusto per far capire il livello di marasma. Dalle graduatorie delle statali, da cui sarebbero prelevate le insegnanti da mettere nelle tre scuole statalizzate, dovrebbe arrivare personale giovane e poco esperto. Impensabile dar loro in mano tre scuole, giusto? Quindi per poter ovviare al problema si andrebbero a trasferire altre insegnanti più esperte da altre scuole per assicurare un mix tra differenti anzianità di servizio. Il che comporta andare a sconvolgere la continuità di rapporto con i bambini anche in altre scuole.  In pratica, un pasticcio dall’inizio alla fine.

Come si potrebbe risolvere il problema? Nella pianta organica del comune, settore scuola, ci sono posti vacanti e ancora di più ce ne saranno in futuro per i pensionamenti. La risposta logica è assumere nuove insegnanti, se necessario a tempo determinato. Questa tesi è avversata dall’assessore Roncaglia, secondo la quale i vincoli imposti dal patto di stabilità alle amministrazioni comunali impediscono di rimpiazzare tutto il personale in uscita. Peccato che il patto di stabilità di riferisca a tutti i dipendenti delle amministrazioni, non solo alla scuola. Quindi si tratta di fare delle scelte, compito proprio della politica.

Va anche raccontato, già che ci siamo, che è stato deciso di indire un concorso per assumere due dirigenti proprio nel settore scolastico. Quindi per non assumere insegnanti si invoca il patto di stabilità o in alternativa si sostiene di non avere soldi, per avere nuovi dirigenti i soldi misteriosamente ci sono. Ricordo anche che le insegnanti statali per le tre scuole materne verrebbero sempre pagate dal comune. Non vi sembra che ci siano un po’ troppe contraddizioni?

Chiudo questa parte del discorso con un appunto; per fare tutte queste cose devono esserci degli atti amministrativi, ovvero dei documenti pubblici in cui il comune autorizza le spese e i vari uffici competenti avvallano i trasferimenti. Quando il comitato, per tramite del suo legale, ha chiesto di poter accedere a queste carte non è stato possibile. E’ stata fornito solo il documento, che non è una delibera di Giunta, ma una generica “proposta che la Giunta dimostra di apprezzare” (test.) accompagnata da poche righe di rapporto piuttosto generiche. Il resto? Non si sa, il comune non ha risposto. Come mai?

(continua)

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7 thoughts on “Livorno, la piuma e l’elefante (4)

  1. Quante cose interessanti che si vengono a scoprire. Il particolare poi, delle insegnanti “somministrate”, è semplicemente scandaloso.
    E non aggiungo altro.

  2. sto seguendo questi tuoi post e mi rendo conto che ciò che accade per il settore scuola della tua città ha le stesse modalità di quello che è accaduto per anni nella PA e in tutti i settori governati dalla politica (leggi ASL, Enti, ecc.).

  3. Grazie per aver illustrato il quadro della situazione cosi’ tutti possono farsi un’idea.
    Io, ed altre che speravamo di ricoprire quei posti vacanti… che idea ci siamo fatte? Non ho parole. Le graduatorie del concorso della scuola dell’infanzia non sono esaurite come piu’ volte l’assessore ha detto. I sindacati? Non ha idea di cosa ci hanno combinato i sindacati invece di garantire assunzioni a tempo indeterminato alle sole vincitrici di concorso come previsto dal bando

  4. Rettifico, il bando di concorso prevedeva anche assunzioni a tempo determinato, il sindacato ha fatto in modo che fosse accettata una graduatoria composta da somministrate e vincitrici di concorso da presentare all’agenzia di somministrazione per far lavorare un po’ tutte , il che in tempi di crisi puo’ essere accettabile e umano ma se poi diverse hanno beneficiato di contratti per 4 anni per ricoprire i posti vacanti….alle altre saranno rimaste le briciole….

    • Ti ringrazio per questi due commenti, avere conferme “dall’interno” fa sempre piacere. A te e alle tue colleghe dico: avete dei diritti e dovete farli valere. Non si deve chinare la testa a chi specula sulla vostra pelle.

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