Lo scontone

Immagino abbiate presente la recente iniziativa del gruppo ENI, il cosidetto “scontone”, ovvero la possibilità di rifornirsi durante i fine settimana a prezzo scontato presso gli impianti automatizzati gestiti dal gruppo (marchi Agip e Ip). Data una differenza interessante rispetto al prezzo normalmente praticato l’idea ha avuto un grande successo, al punto da esaurire le scorte a disposizione presso diversi impianti.

Dato il peso del gruppo ENI anche la concorrenza ha dovuto in qualche modo adeguarsi per non perdere quote di mercato, di conseguenza abbiamo assistito a un effetto trascinamento di misure simili anche su gran parte della rete di distribuzione, sempre negli impianti automatizzati o negli orari post servizio in altre stazioni di rifornimento. Fin qui tutto bene. I consumatori hanno un vantaggio,  lo sconto, che finisce per avere un peso interessante nei magri bilanci di tante famiglie.

Ci sono però delle cose che stridono, che dovrebbero far riflettere anche il consumatore meno attento.  Tanto per fare un esempio, è impensabile che il carburante venga venduto sotto costo. Quindi, anche con lo “scontone”, la compagnia realizza dei profitti. Di conseguenza nelle giornate in cui lo sconto non viene applicato questi profitti risultano essere più alti? O la differenza, per le compagnie, viene assorbita dai costi della rete di distribuzione?

Altro punto di interesse, l’abitudine al consumo. L’aumento dei prezzi ha portato a una progressiva riduzione dei consumi, nel senso che chi può lascia il proprio mezzo parcheggiato per ridurre al massimo le spese. Manovre come lo “scontone” fanno sì che i clienti si riforniscano durante il fine settimana o negli orari in cui funzionano i self-service, ne consegue che negli orari in cui c’è il personale nelle aree di servizio ci sono meno clienti e che nel mercato dei carburanti gli impianti totalmente automatizzati sono ancora più avvantaggiati rispetto a prima.

Ricordo inoltre che da anni l’Unione Europea ci dice che la nostra rete di distribuzione dei carburanti è sovra dimensionata, indicando che i costi della rete stessa in gran parte dipendono dalla presenza di personale addetto. Difficile quindi non vedere i tre vettori decisionali, validi per ENI come per tutti gli altri player del mercato. Aumentare la domanda, abbassare i costi di gestione, presentare agli investitori piani in cui i futuri dividendi rimangono appetibili.

Chi ci perde in tutto questo? Di sicuro i gestori degli impianti non automatizzati, con tutte le conseguenze occupazionali e sociali del caso. Ci perde però anche la massa dei clienti, malgrado l’apparente convenienza dello “scontone”, dal momento che questa manovra consente comunque di mantenere il prezzo medio dei carburanti ben al di sopra delle medie europee di riferimento il che costituisce un “cartello” vero e proprio ai danni della collettività.

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7 thoughts on “Lo scontone

  1. anch’io ho fatto la tua stessa osservazione, da semplice consumatore: il prezzo proposto con lo “scontone” permette sicuramente di guadagnare ugualmente alle compagnie, quindi negli altri giorni della settimana i prezzi sono molto alti e ci fregano! purtroppo, come sempre, chi ci perde sono i piccoli distributori, quelli “a conduzione familiare”, col gestore alla pompa. Ma mi sembra di intravedere in questo governo qualche idea interessante per far ripartire l’economia: chissà che non arrivino a pensare qualcosa anche per questa storia, andando a toccare lì dove ci sono i veri interessi!

    • La peculiarità italiana è data dal fatto che il gruppo ENI è il principale operatore del mercato ed è controllato, almeno in teoria dallo Stato. Anche lasciando perdere improbabili operazioni sul prezzo dei carburanti (abbassare le tasse) diventa difficile credere che lo Stato rinunci anche a un parte del valore delle cedole che ogni hanno incassa dal gruppo. Tuttavia la posizione dello Stato, sospeso tra dover difendere i cittadini e interessato alla resa economica di ENI, appare davvero sbilanciata sul versante dell’interesse.
      Il proliferare di offerte alternative, vedi alla voce distributori no-logo e impianti di proprietà delle cooperative inclusi nel perimetro degli ipermercati, ha preoccupato molto le aziende petrolifere e la vicenda dello “scontone” mi sembra una risposta anche a questo tipo di diversificazione del mercato.

  2. Ovvio che negli altri giorni le compagnie ci fregano, e ci fregano di brutto!
    Da anni si sa che nel nostro paese il prezzo della benzina è più alta della media- Ue.
    Qualcuno ha ancora dubbi?

    • Credo che dubbi non ce ne siano più da un pezzo. In compenso vedo molta rassegnazione e poca rabbia, anche quando si viene letteralmente strozzati da questo tipo di politiche economiche. Non è un caso se sono due anni che non guido e ho rottamato la mia auto.

  3. In effetti lo sconto deriva dalle scorte invendute che si vanno accumulando nelle raffinerie, in pratica ENI e le altre compagnia (perché mica solo ENI raffina in Italia) hanno tenuto i prezzi alti sino a quando la gente ha diminuito i consumi.
    Ci si poteva arrivare anche prima, ma noi abbiamo la passione dell’auto, la usiamo anche quando potremmo andare a piedi o in bici (sui mezzi pubblici stendiamo un velo pietoso) e la macchina ci piace grassa, se andate in certi paesi europei (quasi tutti, a dire il vero) la percentuale di suvvoni che c’è da noi non si vede proprio.

    • Ottimo appunto quello dell’abitudine all’uso/abuso delle auto da parte italiana. Paghiamo cinquant’anni di politica FIAT-oriented e un’attitudine scellerata verso l’individualismo a ogni costo. La situazione delle raffinerie, a partire dal gruppo Saras e passando per cose clamorose come gli impianti di Marghera, Ravenna e tutta la gestione degli impianti siciliani, ha lasciato tracce su tre generazioni di italiani.

  4. Beati quelli che possono fare a meno dell’auto. Io devo fare 90 km al giorno per recarmi al lavoro, e non ci sono mezzi pubblici che possano venirmi in aiuto. Finché Eni farà gli sconti, ne approfitterò e li ringrazierò caramente. Poi, se qualcuno indirà un referendum per abolire la quantità SCANDALOSA di tasse sulla benzina (la storia delle accise la sappiamo tutti) potrà sicuramente contare sulla mia firma. nel frattempo, mi accontenterò di ogni piccola possibilità di risparmio.

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