Dieci cose che i conservatori non vogliono che voi sappiate su Ronald Reagan

Per la destra americana, sia quella compresa nel partito repubblicano che per chi rimane fuori dal dualismo delle principali forze politiche statunitensi, Ronald Wilson Reagan rimane una figura di riferimento, una sorta di icona a cui ci si appiglia per trarne qualche briciola di carisma. Come tutte le figure storiche anche quella del 40esimo presidente va messa in prospettiva con gli anni dei suoi due mandati (1981-1989) e la sua esperienza politica vista nel complesso.

Questo tipo di analisi pare essere sfuggito di mano ai commentatori di destra e ai vertici del GOP (Great Old Party, i Repubblicani) che raccontano da anni una sorta di parabola del buon presidente che stride parecchio con la storia. Qui un link per riepilogare la vicenda umana e politica di Reagan.

Qualche giorno fa su Facebook il buon dottor Mana ha segnalato questo articolo, apparso sulle pagine in rete di Think Progress a firma di Alex Seitz-Wald. Ho pensato valga la pena di tradurlo, sia per evidenziare quanto la distanza dalla verità in politica non sia un’esclusiva italiana che per mettere in luce quanto da un modello falso si voglia arrivare a cose vere, come le idee alla base del progetto politico di Mitt Romney.

Suggerisco in ogni caso di leggere la versione originale, sia per annullare i deficit della mia traduzione (mi sono preso diverse libertà, in generale NON traduco in maniera letterale) che per farsi un idea di altri articoli sullo stesso sito che parlano della politica americana. Qui il link.

Dieci cose che i conservatori non vogliono che voi sappiate su Ronald Reagan

Domani (NdT, ci si riferisce al 6 febbraio 2011) sarà il 100esimo anniversario della nascita del Presidente Reagan e per tutta la settimana i conservatori hanno fatto a gara nel ricordare la loro grande icona. I repubblicani al Senato hanno passato gran parte della sessione di giovedì tessendone le lodi nel palazzo del Senato mentre le pubblicazioni dei conservatori stanno pubblicando commemorazioni senza interruzioni. Nel mentre il comitato nazionale dei Repubblicani e l’ex speaker del partito alla Camera Newt Gingrich sperano di fare qualche soldo sul centenario di “Gipper” (NdT, il soprannome si riferisce a uno dei film interpretati da Reagan).

Ma Reagan non era l’uomo che i conservatori vogliono far credere. Questa immagine di Reagan come un supereroe conservatore è un mito, creato per unire le varie fazioni della destra dietro un leader comune. In realtà, Reagan non era un ideologo conservatore o il comandante-in-capo senza macchia. Reagan deviò regolarmente dai dogmi conservatori – alzò le tasse undici volte da presidente mentre triplicava il deficit – e spesso finì dalla parte sbagliata della storia, come quando pose il veto su una legge anti Apartheid.

ThinkProgress ha preparato una lista delle 10 cose più importanti che i conservatori raramente ricordano quando parlano di Ronald Reagan:


1.

Reagan era un aumenta-tasse seriale. Come governatore della California Reagan firmò la legge che innalzò le tasse nel modo più grande di ogni stato dell’Unione fino ad allora. Nel mentre la spesa statale quasi raddoppiò. Come presidente Reagan innalzò le tasse undici volte in sette dei suoi otto anni in carica, “comprese quattro volte in solo due anni.” come dichiarato a NPR dall’ex senatore repubblicano Alan Simpson, che chiamava Reagan ‘un caro amico’, “Ronald Reagan alzò le tasse undici volte durante la sua amministrazione – io ero lì.” “Reagan non ebbe mai paura di alzare le tasse,” dichiara lo storico Douglas Brinkley, che ha editato le memorie di Reagan. “Reagan come lo zelota anti-tasse è una falsa mitologia” sempre secondo Brinkley.

2.

Reagan quasi triplicò il deficit del bilancio federale. Durante gli anni di Reagan, il debito aumentò fino a quasi tre triliardi di dollari, circa tre volte quanto i primi 80 anni del secolo avevano fatto insieme. Reagan apportò un grosso taglio alle imposte nel suo primo anno d’incarico e la riscossione delle tasse precipitò. Malgrado il mito conservatore secondo il quale i tagli alle tasse in qualche modo aumentano la riscossione il debito del governo aumentò e Reagan dovette innalzare le tasse solo un anno dopo il suo taglio precedente. Malgrado altri dieci aumenti di imposte su tutto dalla benzina agli utili delle aziende, Regan non fu mai capace di mettere sotto controllo il debito.
3.

La disoccupazione crebbe dopo i tagli alle tasse di Reagan del 1981. La disoccupazione saltò al 10.8% dopo il famoso taglio delle tasse di Reagan e ci vollero anni per ritornare ai livelli precedenti. Nel frattempo le differenze salariali esplosero. Alla faccia del mito del periodi di presidenza Reagan come un momento senza confronti di crescita economica per tutti gli americani, Reagan tassò in maniera sproporzionata i poveri e la classe media ma la crescita economica degli anni ’80 fece poco per aiutarli. David Leonhardt del New York Times ha dichiarato “Dal 1980, i guadagni medi sono cresciuti solo del 30%, tenendo conto dell’inflazione, mentre i guadagni medi al vertice sono triplicati o quadriplicati”.


4.

Reagan fece crescere tremendamente le dimensioni del governo federale. Reagan promise “di agire in maniera ardita, decisiva e veloce per mettere sotto controllo la crescita della spesa federale”, ma la spesa federale gonfiò sotto Reagan. Salvò la Social Security nel 1983 dopo aver cercato di privatizzarla e mise in piedi un sistema progressivo di tassazione per mantenerla in futuro. Promise di tagliare agenzie governative come il Dipartimento per l’energia e l’Educazione ma finì con l’aggiungerne una delle più grandi – il Dipartimento per i Veterani, che oggi ha un budget di quasi 90 miliardi di dollari e circa 300.000 dipendenti. Incrementò anche la spesa per la Difesa di oltre 100 miliardi di dollari all’anno a un livello mai visto dalla fine della guerra del Viet Nam.
5.

Reagan fece poco per combattere il diritto delle donne a scegliere. Come governatore in California nel 1967 Reagan firmò una legge per liberalizzare le leggi sull’aborto dello stato che portarono a più di un milione di aborti. Quando si candidò alla presidenza chiese un emendamento costituzionale che avrebbe proibito tutti gli aborti eccetto quando necessario per salvare la vita alla madre ma una volta eletto non cercò mai di limitare la scelta delle donne.
6.

Reagan era un “bellicoso peacenik”. Scrisse nelle sue memorie che “il mio sogno… arrivare a un mondo libero dalle armi nucleari.” Il Washington Monthly fa notare “Questa visione deriva dal fatto che il presidente credeva che il racconto dell’Armageddon profetizzasse una guerra nucleare – e che l’apocalisse potesse essere evitata se tutti, specialmente i sovietici, avessero eliminato le armi nucleari”. L’aumento delle spese militari di Reagan era inteso a far crollare l’Unione Sovietica ma “anche per mettere gli Stati Uniti in una posizione più forte dalla quale stabilire un controllo effettivo delle armi” per il mondo intero – una visione portata avanti dal vice presidente di Reagan, George H. W. Bush, quando divenne presidente.
7.

Reagan amnistiò tre milioni di immigranti irregolari. Reagan firmò la legge che fece di ogni immigrante entrato nel paese prima del 1982 eleggibile per l’amnistia. La legge fu venduta per un inasprimento delle pene ma le sue dure sanzioni sui datori di lavoro che impiegavano immigrati illegali furono rimosse prima dell’approvazione. La legge aiutò tre milioni di persone e milioni di loro parenti a guadagnarsi la cittadinanza americana. Da allora è una grande fonte di imbarazzo per i conservatori.


8.

Reagan fornì illegalmente armi all’Iran. Reagan e altri alti funzionari degli Stati Uniti vendettero segretamente armi a funzionari dell’Iran, che era soggetto ad un embargo all’epoca, in cambio di ostaggi americani. Alcuni fondi dalle vendite illegali di armi finirono a finanziare i ribelli anti comunisti in Nicaragua – cosa che il Congresso aveva già proibito di fare all’amministrazione. Quando i dettagli divennero pubblici, l’affare Iran-Contra, come venne chiamato diventò un enorme scandalo politico che fece dare le dimissioni a parecchi alti funzionari.

9.

Reagan pose il veto a una legge contro l’Apartheid. La legge avrebbe messo sanzioni sul Sud Africa e tagliato fuori tutto il commercio americano con quel paese. Il veto di Reagan fu superato dal voto del Senato, controllato dai Repubblicani. Reagan rispose dicendo “Mi dispiace molto che il Congresso abbia deciso di superare il mio veto, “ dicendo che la legge “non risolverà i seri problemi che affliggono quel paese.

10.

Reagan aiutò a creare i Taliban e Osama bin Laden. Reagan fece una guerra per procura con l’Unione Sovietica addestrando, armando ed equipaggiando e finanziando combattenti islamici Mujahidin in Afghanistan. Reagan fornì miliardi di dollari, insieme a informazioni top secret e armi sofisticate a questi combattenti attraverso il servizio segreto pakistano. I Taliban e Osama bin Laden – uno dei principali comandanti mujahidin – emersero da questi gruppi che Reagan aiutò a creare e la politica americana verso il Pakistan rimase poco credibile a causa dello stretto legame tra i loro servizi segreti e questi guerriglieri. La decisione di Reagan di continuare la guerra dopo la decisione ddei sovietici di ritirarsi giocò un ruolo diretto nell’ascendente di bin Laden sui suoi.

I conservatori sembrano essere nella negazione totale sugli aspetti meno favorevoli di Reagan; qualche volta sembra che davvero non conoscano la verità sulla sua eredità. Ieri (NdT, 4 febbraio 2011) , quando l’attivista liberale Mike Stark sfidava Rush Limbaugh sul perché Reagan rimanga un eroe conservatore malgrado aver aumentato tante volte le tasse, Limbaugh fece una tirata e domandò “Dove ha preso questo sciocco dato che Reagan alzò le tasse?‘”

13 thoughts on “Dieci cose che i conservatori non vogliono che voi sappiate su Ronald Reagan

  1. La memoria selettiva è uno dei tratti più utili, quando si fa politica.
    È importante fare in modo che l’elettorato non ricordi con precisione.
    Elettori informati difficilmente eleggono dei cialtroni – e di sicuro mai due volte.

    • Il parallelo USA-Italia sulla memoria selettiva è tanto evidente quanto imbarazzante per entrambi i paesi, soprattutto per i rispettivi cittadini. Toccherebbe al giornalismo fungere da sentinella per questo genere di cose, ai media mettere di fronte alle loro idiozie i vari propagandisti eccetera eccetera.
      Basterebbe avere un minimo di memoria e/o farsi qualche domanda dettata dal buon senso per sfatare tutte le teorie neoliberiste sulla gestione dello Stato. Eppure siamo sempre a ricapitolare, spiegare, dimostrare, a cercare di mostrare la realtà. Cervantes aveva ragione.

  2. Mi sembra di leggere del buon vecchio Clinton; tanto osannato, da aver permesso tutte le varie deregolamentazioni in campo bancario e azionario.
    A questo punto preferisco le idee Ron Paul non le codivido tutte, ma cavolo è coerente

    • Il “buon” Clinton è un personaggio assolutamente controverso, sia sul profilo economico che su quello della politica estera. Non lo vedo come un pessimo presidente, titolo che assegno volentieri a Bush Jr., ma sicuramente ha sprecato una serie di occasioni d’oro per fare qualcosa di buono per il suo paese.
      Ron Paul lo trovo affascinante. La sua attività politica in un sistema “bloccato” come quello americano ha il sapore della carica di cavalleria eppure ha avuto il merito di esporre tante contraddizioni dei vari candidati alla presidenza di questi anni. Onestamente non mi sembra abbia le capacità per fare il presidente ma ho pensato lo stesso di molti inquilini della Casa Bianca.

  3. Il parallelo USA-Italia ci sta insegnando molte cose.
    Semplicemente nel nostro paese ci siamo arrivati con qualche decennio di ritardo.
    Alle 10 questioni ne aggiungerei una undicesima: ricordarsi di quando Reagan era un attore di serie C, uno di quelli che i registi cercavano di evitare.
    Nick.

    • Mah, il passato di Reagan come attore fa molto folklore ma non è certo la cosa peggiore che si possa dire di lui. Se si va a vedere anche altri presidenti, prima e dopo, hanno avuto background strambi. Quanto al parallelo tra i due paesi, i fatti degli ultimi due decenni dimostrano chiaramente quanto si sia assorbita la lezione sulla memoria selettiva, per non parlare della rappresentazione televisiva della realta.

  4. Non bestemmiate, quest’uomo è stato di gran lunga il più grande Presidente USA del XX secolo. Reagan ancora prima di diventare governatore della California si era schierato dalla parte del partito democratico, salvo poi passare ai repubblicani, da qui un’ideologia ‘conservatrice’ controversa.

    L’America nel ’79 alla vigilia delle elezioni si ritrovava un’economia in stagflazione, roba che gli americani facevano la coda dal benzinaio per rifornirsi, tutto questo merito dell’amministrazione Carter. E dieci anni dopo invece? A dar retta a Michael Moore sembra che Reagan ha fatto solo catastrofi. Se il paese andava allo sfacelo c’è da chiedersi COME MAI Reagan è stato rieletto praticamente a plebiscito nelle elezioni presidenziali dell’84? Dopo un primo mandato ‘disastroso’? I casi sono due: o era nel giusto o ha fatto fessi milioni di americani. Penso la prima. Aveva vinto in tutti gli stati tranne uno e gli americani l’avevano già provato per 4 anni…

    Chiamatelo pure guerrafondaio, intanto di guerre non ne ha mai scatenate, per il resto è proseguito il solito trend degli USA all’estero (Iran, Nicaragua, etc.) Reagan ha vinto la Guerra Fredda, nessuno avrebbe avuto le palle per andare a Berlino e chiedere di abbattere quel muro. Sulle questioni economiche controverse si può discutere, su quest’ultimo dato no.

    • Benvenuto. Vorrei farle notare che il punto d’origine dell’articolo che ho tradotto non è la grandezza di Reagan ma la sua distanza rispetto al mito-Reagan costruito in seguito dai conservatori americani. I dieci punti mettono in evidenza come le decisioni del 40esimo presidente non siano in linea con l’immaginario liberista-conservatore. Sulla grandezza, vera o presunta, di Reagan come politico si pronunceranno gli storici. Dal canto mio nel XX° secolo prima di lui come minimo metterei F. D. Roosvelt e Eisenhower, tanto per metterlo in prospettiva. Considerare come un fattore di qualità l’essere eletto per due mandati lo trovo un pò avventuroso. Anche Bush Jr. ha fatto due mandati, era un buon presidente? Clinton fu rieletto dopo un quadriennio incolore, tanto per fare un altro caso recente.
      La rielezione di Reagan fu aiutata non poco dal momento di boom economico americano, c’era la disoccupazione in calo e il prezzo del petrolio era tornato saldamente sotto controllo. Inoltre si era nel pieno della prima bolla economica basata sull’edilizia privata. Si ricorda poi chi c’era dall’altra parte? Scommetto di no, i democratici nell’84 erano fuori dai giochi. Sulla guerra fredda e l’aver creato le condizioni che portarono al crollo economico dell’URSS credo che lei abbia ragione, da non sottovalutare il disastro afgano che spezzò letteralmente il morale e il potere dei vertici dell’Armata Rossa.

  5. Per ‘capire’ Reagan è sufficiente leggere i testi dei discorsi o vedere i filmati dei suoi interventi nel decennio, uno su tutti quello del 1983 sull’Impero del Male: solo lì c’è praticamente tutto, ovvero i concetti di libertà, fede in Dio, predestinazione, idea del progresso, etc. Su questo era perfettamente aderente al pensiero conservatore. Inoltre Reagan era meno stupido di quanto le sue gaffes facessero pensare… La storia insegna che un cattivo presidente va a casa dopo un mandato, anche se sussistono dei casi particolari (Bush Jr. non era un buon presidente, mentre Clinton è stato un ottimo presidente). Walter Mondale nell’84 era un avversario mediocre e inesistente, ma se avessero puntato su Ted Kennedy??

    • Parto dal fondo. Il partito democratico a metà degli anni ’80 era del tutto fuori controllo e Ted Kennedy era un emarginato di lusso nel suo stesso partito. Mondale era un compromesso tra i vari baroni, la sua campagna una delle peggiori di sempre. Capire l’ideologia e/o i valori a cui Reagan si ispirava non è cosa difficile, parlare e agire si sono però rivelati cose differenti. Le gaffes erano un buon strumento per sviare l’attenzione, non a caso giocava su questo nelle occasioni più “rilassate” con la stampa.

      • Non si può negare però che non fosse un conservatore, questo già dagli anni Sessanta. Se ci fu una differenza tra parlare e agire quello è un altro discorso perché dalla teoria alla pratica sussistono sempre differenze, non solo in questo caso. Ma più che mai fu coerente con i propri principi. Alcuni dei 10 punti elencati sono roba già vista e rivista, molti dei quali deviano il discorso altrove.

  6. Aggiungo infine che lo scudo spaziale delle Star Wars costituiva un autentico spauracchio per i sovietici. Tra il 1985 e il 1986 Gorbaciov fece pressioni su Reagan per accantonare il progetto che, nella realtà dei fatti, era irrealizzabile per i costi in miliardi di dollari. Fantascienza, sì, ma da far tremare gli avversari.

    • Lo scudo spaziale faceva paura principalmente per due cose; la prima era la ritrovata supremazia tecnologica americana nello spazio, la seconda la consapevolezza di poter essere scavalcati dal complesso del dispositivo strategico USA.

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