La storia del lacrimogeno romano

Sono rimaste negli occhi di molti le immagini delle ultime dimostrazioni a Roma, in particolare per le parti relative agli scontri di piazza tra dimostranti e forze dell’ordine. Rimango dell’opinione che da entrambe le parti ci sia chi spera di alzare il livello degli scontri, in nome di agende politiche che niente hanno a che fare con le ragioni, legittime, delle proteste.

Un episodio in particolare ha colpito per il luogo in cui si è apparentemente originato. Il palazzo del Ministero di Giustiza dal quale, secondo alcuni video, sarebbero stati sparati sul corteo di dimostranti che stava passando dei lacrimogeni, in particolare dal piano superiore a quello dove è sito l’ufficio del ministro Severino. E’ stata disposta un’inchiesta ovviamente, abbiamo ora la risposta del RACIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche) che potete trovare qui.

La tesi è quella che un FOLARM da 40 millimetri in dotazione alla Polizia di Stato sia stato sparato da livello terra e abbia finito, per errore, la sua traiettoria sulla facciata del palazzo del ministero e che si sia frantumato in TRE parti che poi sono ricadute a terra. Bene, contiamo. Quante tracce vedete in questa foto?

Io ne vedo QUATTRO. E questo è già un problema. Il secondo problema è che un lancio così sbagliato da finire al quarto piano di un palazzo è come minimo inconsueto.  I lacrimogeni e dispositivi similari è vero che si lanciano a parabola ma un lancio “di sponda” su un palazzo è materia da arresto immediato e nessun professionista proverebbe a fare una cosa del genere, non parliamo poi della possibilità di centrare una finestra del Ministero.

E’ noto che io parto da posizioni vicine a quelle delle FFAA e delle forze dell’ordine, diciamo che in partenza tendo ad accreditarli in maniera maggiore di chi gli si oppone. Ma questa perizia non mi convince, proprio no.

Quali altre spiegazioni ci possono essere? Due FOLARM di rimbalzo sul palazzo? Mi sembra ridicolo, al  limite della caricatura. Personale delle forze dell’ordine che da dentro il palazzo lanciano sulla manifestazione? Brutta, bruttissima idea. Dal sapore sudamericano, versione anni ’70. La traiettoria erratica va contro a questa ipotesi anche se nello stesso giorno ci sono denunce di lanci in parabola piatta (ad altezza uomo, per capirci). Che cosa è successo a Roma? Possibile che il RACIS stia coprendo qualcuno?

9 thoughts on “La storia del lacrimogeno romano

  1. Credimi ,questa perizia del RACIS fa acqua da tutte le parti, anche un bambino se ne accorgerebbe.
    E’ vero che le mie posizioni sono più vicine a quelle dei partecipanti che a quelle della polizia, però quello che è successo lascia parecchi dubbi sull’operato di alcuni poliziotti.
    Nonchè sul RACIS.

    • Anche io mi colloco su posizioni parecchio distanti da quelle della polizia, e a queste perizie bizzarre ormai ci ho fatto l’abitudine. La storia del proiettile che rimbalza, che si scontra al volo con un sasso lanciato dalla parte opposta, si spezza, torna indietro si gira si volta e colpisce qualcuno l’abbiamo già sentita parecchie volte. Purtroppo questi goffi tentativi di occultare la realtà non aiutano certo a distendere un ambiente che si sta facendo sempre più elettrico.

      • A leggere questi documenti la mente torna a Genova e a tanti, troppi, episodi dei decenni scorsi. Torna ad altre questioni come la vicenda Aldrovandi e ad altri casi che hanno contribuito a scavare una voragine tra le forze dell’ordine e una parte consistente del paese. C’è ancora una mentalità da anni di piombo in tanti ambienti, una logica di contrapposizione rimasta indietro di 30-40 anni. Temo, davvero temo, che finiremo per scontare questi errori presto.

  2. Io sono rimasto colpito dalla dichiarazione del Ministro “Nessuno si è introdotto nel palazzo del Ministero”.
    Che è una risposta precisa, ma non alla domanda che era stata rivolta.
    Quando queste cose succedono, una certa diffidenza è inevitabile.

    D’altra parte ricordo abbastanza bene quando nel ’72, durante le manifestazioni sindacali alla Mirafiori di Torino, i candelotti lacrimogeni cascavano con regolarità sul balcone di casa mia (distavamo meno di un centinaio di metri dal fuoco delle manifestazioni) e mia madre li buttava di sotto in giardino, spingendoli col piede e, una volta, sollevandone uno fra pollice e indice e buttandolo di sotto.
    Però all’epoca si era in clima da guerriglia urbana.

    • Spero bene che nessuno possa “introdursi” in un ministero! In compenso all’interno vi si possono trovare decine di agenti della Polizia Penitenziaria, presenti per servizio. Lasciando perdere le polemiche trovo incredibile il rapporto del Racis e questo davvero è negativo per qualsiasi tipo di rapporto di fiducia tra cittadini e PPAA.
      Quanto al clima di guerriglia, non mi stupirei di rivederlo presto.

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