Due minuti a mezzanotte, siamo alla fine

gamma rays

Ci siamo. Oggi è uscito il 33esimo capitolo della serie, a firma dell’ottimo Fra Moretta, il che apre le porte all’ultimo che porterà la mia firma. Durante questi mesi abbiamo avuto il modo di seguire lo sviluppo delle vicende nel mondo creato da Alessandro Girola, facendo la conoscenza con super umani di tutti i tipi e con trame che vanno molto al di là del plot principale. Abbiamo visto cadere eroi e villain, in un mondo alternativo dove la morte non è certo un evento eccezionale come avviene nelle narrazioni Marvel o DC.

Admiral City, lo scenario principale di 2 Minuti a Mezzanotte, è una città sotto attacco. Incendi, mancanza di energia elettrica, scontri armati tra umani e super umani o tra gruppi diversi di super umani. Il suo simbolo, la Salazar Tower, è stato spezzato in due in una scena che a molti ha ricordato il crollo delle Twin Towers.  Impossibile dire quanti civili siano morti o feriti, quanti siano fuggiti in cerca di scampo fuori dai confini della città o verso i luoghi della periferia rimasti relativamente indenni. Il presidente Romney segue le vicende dalla Casa Bianca, così come altri, più misteriosi, personaggi rimangono sullo sfondo.

Dato il numero di vicende in corso e i vari fili sparsi che sono rimasti della trama devo purtroppo anticipare che non sarà possibile chiudere tutte le questioni, mi focalizzerò su quelle principali e cercherò di chiudere più episodi possibile. Ci sono risposte che devono essere date, almeno secondo il mio parere, mentre altro può rimanere sullo sfondo, così come di norma accade quando si narra di cose reali. Il destino dei 920.000 abitanti di Admiral City, il trauma per una nazione di vivere un simile evento, le sue ripercussioni nel futuro… non si può lasciare irrisolte queste domande.

Tempo fa , scherzando, dicevo che l’unica maniera per risolvere la cosa era far arrivare un bel meteorite e azzerare il tutto con una super esplosione. Molto grafico. Ma altrettanto scadente, sarebbe una scappatoia indegna del lavoro degli autori e delle autrici che mi hanno preceduto. Quindi tocca inventarsi qualcosa. E ora che ci penso, un paio di idee ce le ho… tenete presente l’immagine di testa di questo pezzo.

20 thoughts on “Due minuti a mezzanotte, siamo alla fine

  1. Ahah un qualcosa come American Dream che si sveglia e stava solo sognando. ”Ah Libby, famme un caffè che devo lavorà!”. Cavolate a parte, in bocca al lupo per il gran finale. Curiosità a mille!

  2. In qualsiasi modo finira’. e’ stato un piacere lavorarci e leggerlo e sara’ un piacere accoglierne il finale. Al prossimo martedi’ dunque.
    *fa il saluto militare assieme al Tenente Ross.

    • Quello che è difficile è rendere giustizia all’impegno di tante persone, nonché alla voglia di mettersi in gioco dei partecipanti. Il resto, una volta decisa la direzione dello sviluppo, è abbastanza facile. Grazie per l’augurio.

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s