Ricerca – possiamo fare qualcosa

Nell’agosto dell’anno scorso vi avevo brevemente segnalato un progetto interessante, una di quelle iniziative che fanno vedere come sia possibile cercare delle soluzioni, anche parziali, ai tanti problemi che abbiamo come paese. Mi riferisco in particolare a questo:

8x1000_PUBBLICITA-SU-FB(1)

Di che si tratta? In sintesi di presentare l’ennesimo progetto di legge di iniziativa popolare, con due importanti differenze. La prima consiste nella massa critica di consensi, invece di accontentarsi delle canoniche 50.000 firme i promotori di questo progetto vogliono andare molto oltre, per intenderci ad arrivare a cifre con sei zeri, per evitare di essere bellamente ignorati come è capitato a tanti altri progetti. La seconda è rivolta agli enti locali, nel senso di far loro approvare delle delibere (i.e. in consiglio comunale) che sostengano l’iniziativa. La cosa ha valore legale nel senso che esprime un indirizzo favorevole da parte dell’ente interessato, altro elemento che si vuole far pesare nei confronti del Parlamento.

Quindi cosa vi chiedo? Non una, non due ma ben tre cose.

La prima, ovvia, è di aderire a questo progetto andando sul sito (qui) e firmando. Non vi farebbe male leggervi per bene le spiegazioni sulle finalità, giusto per capire che questa non è una cialtronata.

La seconda, altrettanto ovvia, è quella di rilanciare il segnale. Sul vostro blog, sui social network, tra le vostre conoscenze.

La terza, un pò più difficile, è di mandare due righe via email alla stampa locale in cui segnalate l’iniziativa. Questo per arrivare ai tanti che sono al di là del digital divide e per far capire che a noi, a tutti noi, la ricerca interessa.

Grazie.

6 thoughts on “Ricerca – possiamo fare qualcosa

  1. Ci faccio un post per metà settimana, ma devo dirti che sono abbastanza incerto sul progetto.
    Ora, non fraintendermi – le iniziative popolari devono essere supportate, e questa ha certamente uno scopo lodevolissimo.
    D’altra parte… ok, n on dovrebbe essere necessaria.
    Nel senso che in un paese normale (mi dicono che l’espressione “paese normale” è da vecchio comunista, ma chissenefrega)… in un paese normale, aziende e stato dovrebbero finanziare la ricerca senza la necessità di quella che è una caritatevole donazione da parte dei cittadini.
    Il che vale anche per i vari Telethon e tutto il resto.
    Offrono una eccellente opportunità, a coloro che in un paese normale dovrebbero cacciare i quattrini, per non farlo.
    Salvo poi godere dei frutti della ricerca (o mandarli al macero, favorendo la fuga delle competenze all’estero).
    Insomma – mi piace la proposta dell’ 8×1000 alla ricerca, l’appoggio e la divulgherò volentieri, ma ancora una volta mi pare che i cittadini si trovino a pagare per qualcosa che dovrebbe essere finanziato (coi quattrini delle tasse che i cittadini già pagano) da uno stato oscenamente latitante.
    Nell’aiutare i ricercatori (sono un ricercatore, ad assegno zero), pariamo il culo (se mi passi il francesismo) a orde di amministratori incompetenti e apatici.

    • Che nel nostro paese non esista una cultura della Ricerca da parte dei soggetti economici privati o da parte dello Stato purtroppo lo sappiamo. E’ altrettanto vero che fenomeni di iniziativa popolare come Telethon esistono anche in altre realtà più fortunate della nostra e che anche dove si investe seriamente hanno una loro utilità. Concordo sul fatto che un progetto come questo non basti, né possa sostituire un approccio sistematico alle necessità delle ricerca. Tuttavia è un primo passo e può contribuire a un cambio di prospettiva. Grazie per l’appoggio, io ho intenzione di portare avanti questa cosa ogni settimana.

  2. Da persona che supporta già l’iniziativa, dico che Davide ha ragione ad avere certe perplessità. Sono anche le mie, ma in questo preciso momento l’indignazione ha preso il sopravvento sullo schifo e ho voglia di provarci lo stesso. Speriamo che duri, perché altrimenti perderei ogni speranza. In un paese in cui è comunemente accettato che il personale sulle ambulanze sia volontario; in cui è normale che i nostri migliori talenti e i laureati più brillanti siano mortificati, mentre la mediocrità viene elevata a sistema e profumatamente ricompensata (v. Politica); in cui è scontato che si diano soldi alle scuole private mentre la scuola pubblica cade a pezzi, in un paese così, dicevo, bisogna pensare alla straordinaria amministrazione prima che a quella ordinaria, che per ora è pura fantascienza.
    E sarebbe già tanto vedere approdare (e approvare) senza troppe sforbiciate una proposta così, con tutte le pressioni che farà la Chiesa affinché la sua fetta di torta non diventi troppo piccola…

    • In realtà ogni battaglia è troppo piccola, ogni iniziativa troppo limitata. La differenza però rimane tra il fare qualcosa e il non fare nulla, tra l’agire e il rimanere spettatori. L’8×1000 è un passo, il 5×1000 è un altro terreno ancora, mettere ordine nelle università un altro scoglio eccetera. Da cittadini si deve pretendere che lo Stato funzioni e spendersi per farlo funzionare, giusto?

  3. Angelo grazie della collaborazione. Eccoti nuovi spunti interessanti.
    PARADOSSI ITALIANI !!!
    I contribuenti non sanno che, per legge, se non lo devolvono a nessuno,
    il loro 8×1000 va proprio a chi non l’hanno voluto dare per libera scelta.

    Il Promotore vuole consentire a circa il 60% dei contribuenti,
    che non condividono e non scelgono le attuali possibili destinazioni
    dell’ 8×1000 (religioni e Stato), di poter fare una scelta diversa,
    se lo vogliono, che sia utile a tutti, come lo è la RICERCA SCIENTIFICA.

    Forse non sai che il tuo 8×1000 viene comunque speso da qualcuno,
    al di là che tu faccia o meno una qualunque scelta di destinazione. Allora firma
    la petizione, per far valere la tua scelta e non quella di chi non condividi.

    Saluti a tutti – Il promotore, Enzo Mellano

    • Ciao Enzo e benvenuto su queste pagine! La gestione attuale dell’otto per mille sarà oggetto di prossimi post, promesso. Così come la necessità di fare pressione sugli enti locali e sui rappresentanti delle istituzioni. Cerchiamo di vincere questa battaglia tutti insieme.🙂

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