Raro come la ricerca

Abbiamo visto la scorsa settimana come sia evidente il circolo virtuoso che parte dalla ricerca per arrivare a un nuovo prodotto (o un servizio) e di come abbia un’ovvia ricaduta economica e occupazionale. La si potrebbe definire come ricerca adatta ai privati dal momento che, su piccola o grande scala, può essere ascritta al concetto di investimento volto a generare un profitto.

Le cose cambiano, in peggio, quando si approccia il concetto di malattie rare. Per definizione riguardano direttamente un basso numero di persone, il che rende poco attraente per un’impresa investire risorse per trovare (o migliorare) terapie o cure. E’ proprio in questi casi che lo Stato deve supplire a queste carenze nell’interesse della comunità; mi riferisco allo Stato perché ormai il livello di spesa necessario per gli investimenti in ricerca medica sono al di fuori delle possibilità di molte ONG o fondazioni.

Se volete informazioni sulle malattie rare attualmente censite e su cosa stia facendo lo stato italiano in tal senso vi suggerisco di visitare questo sito. Dove troverete ulteriori collegamenti e una messe di informazioni per capire, almeno a grandi linee, che possibilità ci siano come assistenza e cure. Tuttavia rimane il concetto che senza programmi adeguati di ricerca ben difficilmente si arriverà a delle soluzioni.

Torno quindi a segnalarvi questa iniziativa:

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Di nuovo richiedo a voi che mi leggete di seguire il link segnalato (qui) e di informarvi su cosa si vuole ottenere con questo progetto. Nel caso vi convinca, come ha convinto me, aderite e fate conoscere questa proposta sui social network.

2 thoughts on “Raro come la ricerca

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