Ancora una settimana

Concluso ieri il primo delle primarie del centro sinistra si possono fare alcune riflessioni, tanto per fissare alcuni punti fermi per i mesi a venire.

Per prima cosa, è stato un salutare esercizio di democrazia e di partecipazione. Proprio per questo ha dato fastidio a chi le primarie le annuncia ma probabilmente non le farà (il Popolo delle Libertà) e a chi non ha nessuna intenzione di procedere ad alcun tipo di conta (Movimento a Cinque Stelle).

Secondo, per quanto siano perfettibili come burocrazia e organizzazione le primarie hanno funzionato e probabilmente andranno bene anche per il turno successivo. Da rilevare che è la prima volta che si tiene un ballottaggio, il che se da un lato mette a rischio la vittoria di Bersani dall’altro assicura un’altra settimana di copertura multimediale enorme per il centro sinistra.

Terzo, chi ha perso per ora si sta comportando in maniera adeguata. Tabacci e la Puppato hanno mostrato la consueta dignità (che bella cosa, da parte di entrambi), Vendola sta limitando le lamentele e non si sta avventurando in narrazioni eterne sull’argomento. Tra tutti balla il 18% dei voti circa, ammesso che i rispettivi supporter si rechino alle urne per il ballottaggio.

Quarto, è evidente che almeno i sostenitori del centro sinistra hanno una gran voglia di votare. Alla faccia di Mario Monti, della Commissione Europea e degli speculatori. La stagione tecnica, almeno come respiro politico, è ampiamente finita. Spero, davvero spero, che a Bersani o a Renzi l’idea sia entrata in testa. Mettersi a caldeggiare ingressi di ministri tecnici questa settimana sarebbe veramente un boomerang.

Quinto e ultimo, la copertura mediatica è davvero buffa. Chiamare a commentare chi non ha nulla a che fare con il centro sinistra o chi osteggia per principio il concetto di primarie ha un che di surreale, per non dire di peggio. La mossa vincente sarebbe stata dare spazio alla gente comune, a chi è stato in fila per poter votare (pagando per farlo). I vari direttori di testata, editorialisti e politici di vari schieramenti non avevano molto di intelligente da dire.

E ora aspettiamo. Di poter chiudere il discorso domenica prossima e di passare questa settimana a sentire se i candidati hanno finalmente voglia di dirci come faranno quello che è compreso nei loro programmi.

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