Cari editori guardiamo al futuro

Questo post è per le case editrici. No, non è il solito lamento. No, non è neppure una captatio benevolentiae per farmi pubblicare qualche schifezza a mia firma. Diciamo che oggi, su questo blog,  è la giornata dell’amichevole collaborazione.

Care Signore, cari Signori;

il mercato è cambiato. Purtroppo non nel senso di un allargamento della fascia dei consumatori, continua il triste primato italiano del più basso numero di lettori tra i paesi industrializzati. Al contrario, una delle conseguenze della crisi economica in corso è una contrazione dei consumi detti voluttuari tra i quali, orrore supremo, è compreso il libro.

In più è in atto un trend, in lento e costante aumento, che vede i vostri clienti migliori (i lettori forti) migrare verso l’acquisto dei formati elettronici e, peggio ancora, verso i testi in lingua straniera. Qualcuno addirittura migra verso le autoproduzioni ma sono ancora numeri minimi per dovervi prestare seriamente attenzione.

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Guarda chi si vede…

A volte ritornano, direbbe King.

A volte gli editori italiani fanno cose strane, direbbero in molti.

Personalmente sono contento.

E’ la prima volta che un testo da me recensito in originale viene tradotto e messo sul nostro mercato a stretto giro e di tutti quelli che ho presentato questo è uno di quelli che avrei ritenuto meno probabili. Il che probabilmente dimostra che di editoria non ne capisco poi tanto.

In dicembre vi avevo parlato di un saggio di una giornalista americana, Annie Jacobsen, sulle storie legate all’Area 51, la recensione la trovate qui e oggi scopro sul supplemento di Repubblica (Il Venerdì, intervista-presentazione di Angelo Aquaro) che questo libro esce in italiano per la Piemme.

E’ una sensazione strana. Ma non quanto apprendere da questo libro tireranno fuori una serie televisiva, sperando di ripetere i fasti di X-Files.

Che dirvi, sono sempre più perplesso. Anche per le evidenti vicinanze editoriali e di mercato tra il gruppo L’espresso e Piemme che fa parte dal 2003 del gruppo Mondadori. Mah!

C. S. Goto – Alba di guerra

Nota per i naviganti: per l’intero mese di ottobre 2011 tutti i post di questo blog riporteranno come prima parte queste righe per ricordare che è possibile votare per il concorso SF qui fino alle 23.59 del giorno 31 di questo mese. Modalità di voto e lista delle proposte sono contenuti nel post linkato.

Cassern Sebastian Goto

Alba di guerra (2009)

Originale – Warhammer 40,000: Dawn of War (2004)

Traduzione di Lia Desotgiu

Oscar Mondadori Best Sellers

ISBN 978880458948

pp. 280 – Euro 09,50

Quarta di copertina.

È il quarantunesimo millennio. Da più di cento secoli l’Imperatore Immortale siede sul Trono d’Oro della Terra, dominatore di milioni di mondi, sovrano sanguinario e crudele di miliardi di creature. Ma ormai è solo una misera carcassa tenuta in vita da un’oscura tecnologia, signore di un pianeta che sta per scomparire, la cui sopravvivenza è affidata a un ultimo, esile filo di speranza: le truppe dei sovrumani Space Marine. Solo loro possono garantire la sopravvivenza del genere umano contro le ostili razze aliene, i demoni e le Legioni Traditrici. Ma per quanto ancora?
La terza compagnia degli Space Marine del capitano Angelos sta combattendo una sanguinosa battaglia contro gli orki invasori: per salvare il pianeta Tartarus, Angelos deve lanciare i propri uomini in un’ultima, disperata azione, ma prima di tutto deve combattere contro i propri demoni interiori e affrontare la spirale di intrighi, inganni e segreti che potrebbe mettere a rischio l’esistenza stessa dell’umanità.

Recensione flash.

Narrazione ambientata nell’universo di Warhammer 40K, primo tomo di una trilogia. Ennesimo confronto bene-male giocato su livelli da videogame, da leggere solo se siete dei fedelissimi di questa ambientazione.

Scritto in maniera roboante, trama scarsina.

Voto: 05,00 / 10,00.

Recensione.

C. S. Goto è uno scrittore irlandese, attivo praticamente solo nel filone della narrativa ambientata nell’universo di Warhammer 40K. Questo libro è il primo di una trilogia, interamente pubblicata da Mondadori, dedicata alle vicende di un gruppo di super soldati schierati alla difesa di un impero di fronte a creature di origine caotica / demonica e ai loro alleati umani e alieni. L’ambientazione di base deriva da una fortunata serie di giochi della Games Workshop dove il futuro remoto, siamo nel 41esimo millennio, è descritto con tinte fosche e tutto si gioca sul confronto tra umani potenziati, membri di altre razze guerriere e le influenze del Caos che cerca di introdursi nella nostra realtà. È presente un fortissimo elemento fantasy, con tanto di divinità, avatar e manufatti che possono solo essere descritti come magici.

La trama del romanzo è piuttosto esile e la simbologia di fondo a dir poco scontata. Per fare un esempio, cosa vi aspettereste da un pianeta che si chiama Tartarus? Non esattamente un villaggio vacanze, immagino. Se volete azione, non sarete delusi. Per tutto il testo i vari personaggi fanno poco altro che cercare di ammazzarsi a vicenda, un tutti contro tutti con uso di hardware, poteri psionici e forza bruta da far invidia al più esaltato dei fan. Il concetto di logistica semplicemente non è contemplato. Rifornimenti? Munizioni? Riposo? Tutte cose che praticamente non esistono, c’è solo il confronto tra questi titani con gli umani normali destinati a poco più di carne da cannone.

Se a quanto sopra si aggiunge uno stile di scrittura roboante e ampolloso il rischio di allontanare il lettore per sempre dall’ambientazione aumenta a dismisura. Avendo letto qualche pagina dell’originale penso con simpatia al lavoro della traduttrice,  Lia Desotgiu, chiamata a confrontarsi con quasi trecento pagine dense di aggettivi e finto latino. Da leggere solo se non potete fare a meno delle vicende ambientate in questo universo.

NOTA BENE: ho letto e recensito questo romanzo, malgrado sia edito da Mondadori, solo perché mi è stato espressamente richiesto da persona a me gradita. La stessa persona ha provveduto a fornirmelo.

L’ambientazione: http://it.wikipedia.org/wiki/Warhammer_40.000

Sito dell’autore: http://www.csgoto.com/

Fantascienza? Sì, grazie!

Come ricordato di recente da Alessandro Girola il settore della fantascienza in libreria si va sempre più riducendo, schiacciato dal calo di vendite a favore di altri generi e dal peggioramento dell’offerta da parte dei maggiori editori. I tempi belli della serie Cosmo Oro e Argento della Nord, le sperimentazioni della Fanucci e pubblicazioni come Robot o Galassia, così come la gestione migliore della Mondadori, sono ormai affidate alle memorie dei lettori meno giovani e alle bancarelle dell’usato.

Non voglio riaprire l’argomento Urania, ormai frusto, o sottoporre a disamina ulteriore cose che già sapete. La realtà è che la SF in Italia, dal punto di vista editoriale, è agonizzante. Per un piccolo operatore come 40K che sta cercando di mettersi in luce con un’offerta commerciale e metodologica alternativa (testi brevi di autori di un certo livello messi in vendita a basso costo) o per una realtà come il gruppo Delos che con una proposta più articolata fatica comunque a conquistare spazio nelle librerie, si assiste in compenso a una stanca riproposta del catalogo (Asimov, Dick, Heinlein) o a un calo vertiginoso della qualità dei testi proposti in termini di traduzione/impaginazione/correzione bozze (figlio della politica dei tagli e del comprimere i tempi di lavorazione).

Tutto questo per dire che si è aperta una prateria per chi voglia proporre SF in maniera dignitosa e accessibile. Vale per tutti i sotto generi, ugualmente finiti ai margini del mercato come sopra ricordato. Stiamo parlando di un settore generalmente piccolo come numeri, sommatoria di nicchie ancora più piccole di appassionati. Il che però equivale a decine di migliaia di persone, cifra molto appetibile per piccole realtà o per le autoproduzioni.

Vi ricordate nel 1986, quando negli Stati Uniti uscì un’antologia a titolo Mirrorshades? Questo non è il momento per manifesti culturali stile Generazione TQ o peggio ancora, per concepire cose assurde come il New Italian Epic. È il momento giusto per scrivere. Cari scrittori e care scrittrici, è ora di tornare a guardare al futuro. Dentro e fuori il nostro pianeta, verso i confini delle dimensioni spazio temporali e oltre la scienza conosciuta. Datevi da fare!

Robert Doherty – Area 51 minaccia dal cosmo

Robert Doherty (Robert Mayer)

Area 51: minaccia dal cosmo (1999)

Orig. Area 51 The Reply (1998)

Mondadori – Collana Urania n.1364 – pp. 282

Traduzione di Marzio Tosello

Quarta di copertina.

Esiste un luogo maledetto sulla Terra, un crocevia dell’ingoto che il comando strategico dell’aviazione USA chiama Area 51. È là sotto che sono state trovate le prime prove che il mostro mondo è stato “visitato” nel passato. Che essere di altri pianeti sono stati qui e torneranno. Che antichi imperi sono sorti e crollati per loro volere. Ora una guerra di proporzioni interplanetarie sta per scoppiare, per il disegno di un’antichissima volontà. E imprevedibili conseguenze rischiano di spazzare l’umanità dalla faccia della Terra, per sempre.

Recensione flash.

Un libro da recuperare dai remainders se vi piacciono l’azione, gli alieni e i misteri antichi e moderni del nostro strambo pianeta. Tagliato con l’accetta, pieno di spiegoni e immerso fino al collo nei luoghi comuni della narrativa action. Siamo ai limiti della pulp SF.

Voto: 05,00 / 10,00.

Recensione.

Questo romanzo è il secondo di un ciclo sviluppato tra il 1997 e il 2004 per un totale di nove titoli da Robert Mayer sotto uno dei suoi tanti pseudonimi, Robert Doherty. Da tempo desideravo dargli un’occhiata e una fortunata ricognizione da un reminder mi ha fornito il volumetto per un euro. Speso bene, nel senso che la lettura scorre abbastanza e svaga per qualche tempo. Il libro (da quello che ho capito anche il resto del ciclo) si basa su teorie largamente diffuse che spaziano dalla fantarcheologia ai dischi volanti non tralasciando ovviamente la base segreta americana, Area 51, che fornisce il titolo all’intera saga.

Mayer è un ex militare con tanto di basco dei Berretti Verdi, uno di quei giocattoli che costano molto sudore e qualche stilla di sangue, quindi non stupisce che ci sia parecchia azione nel corso del romanzo (e del ciclo) comprese parecchie scene di combattimento. Peccato che all’enfasi bullonara si accompagni un lavoro insufficiente nella definizione dei personaggi e ci siano troppi salti logici nella trama. Se poi aggiungete una presenza invasiva di infodump sganciati con la delicatezza di incudini il livello si abbassa. Ho apprezzato alcuni momenti da filmone di SF anni ’80, troppo poco comunque per passare il livello minimo di valutazione.

Trovate qui una buona presentazione dell’autore, a mio parere preferibile a quella presente nel suo sito internet.

Nota per i talebani: continuo nel non voler acquisire materiale Mondadori e/o associati nuovo, neppure in forma gratuita.