Autoregali 2012

Andare in giro per i regali di Natale è una specie di corveé nel 99% dei casi, giusto? Allora tanto vale trovare lo spazio e il gusto di scegliersi qualcosa di proprio gusto, il che è quello che ho fatto ieri durante una rara sessione di shopping (per inciso, non è stata stressante). Ho trovato su una bancarella, a un euro, un romanzo breve di Greg Bear nell’edizione Nord / Cosmo.

zeroassoluto

Sto parlando di Zero assoluto, titolo italiano di Heads, pubblicato quando la collana Cosmo della Nord riproponeva i lavori del top level degli autori americani. In Rete si trova a 8-9 euro, una cosa assurda.

Paul Collier Guerre armi e democrazia

Più tardi mi sono finalmente preso un bel lavoro di Paul Collier, intitolato “Guerre, armi e democrazia” (orig. Wars, guns and votes. Democracy in dangerous places), ovvero un bel saggio ben documentato su alcune delle fasi più difficili dell’Africa moderna.

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Beneficenza?

L’avvicinarsi del Natale comporta tra le altre cose l’arrivo a diluvio di messaggi pro donazione a migliaia di enti più o meno famosi, più o meno benefici. Sui media testimonial di varia natura si affannano a spiegarci com’é bello sentirsi buoni donando a [inserire ente] o di come sia utile e meraviglioso mandare un SMS da due euro al numero [inserire numero]. Dato che è Natale, non vorrete per caso essere brutti-cattivi-asociali anche in questa occasione, vero?

donate

Sto scherzando, ma solo fino a un certo punto. Se il concetto di beneficenza è assolutamente giusto, è altrettanto vero che andrebbe fatta con un minimo di criterio. Intendiamoci, piuttosto che niente va bene anche mandare un SMS più o meno a caso ma un ragionamento andrebbe fatto, specialmente in questa fine 2012 dove quattro anni di crisi economica durissima hanno lasciato un segno profondo nella società italiana.

Ci sono migliaia e migliaia di ottime cose da sostenere, progetti che coprono qualsiasi interesse filantropico possibile e che spesso sono l’unica risposta disponibile per risolvere dei problemi. Va benissimo, anzi ringrazio alcune di queste realtà per avermi fornito informazioni e/o conferme di cose su cui stavo cercando informazioni. Quello che contesto è il tipo di messaggio. L’equivalenza occidentale=ricco è morta nel 2008 e le campagne basate sul senso di colpa mi fanno solo arrabbiare.

Quello che sta venendo fuori è invece un risentimento astioso, un “prima pensiamo ai nostri” che non appartiene più solo al vocabolario di qualche emulo di Scrooge. Nel momento in cui lo stato sociale sembra essere sul punto di crollare o, peggio, di essere cancellato l’interesse per le attività delle ONLUS in Africa o in Asia crolla in maniera verticale. Organizzazioni come la Caritas o il Banco Alimentare sono sommerse dalle richieste, Emergency ha raccontato di come ai suoi ambulatori in territorio italiano si presentino sempre di più cittadini italiani.

scrooge

Perché devo pensare a quelli là quando in classe di mia figlia c’è chi non riesce a comprare i libri o a pagare la mensa scolastica?” Questa domanda me l’hanno rivolta stamattina e mi sono trovato a non saper rispondere. Mi sembra sempre più assurdo fare confronti di priorità, parlare delle tante persone che campano con meno di un dollaro US al giorno con chi ha paura di essere messo in cassa integrazione o di non riuscire a far fronte al mutuo.

Sulle pagine di questo blog ho recensito il libro di Dambisa Moyo (qui) dove la tesi di fondo era che l’Africa ha avuto troppi aiuti e che deve imparare a cavarsela da sola. Che abbia ragione o meno, è proprio quello che sta per succedere. Un occidente spaventato e impoverito  spenderà sempre meno verso i paesi in via di sviluppo, le sue ONG saranno sempre più impegnate a tamponare i buchi dei welfare state. L’ampliarsi del divario tra chi ha e chi non ha sta agendo come leva in funzione di un distacco sempre maggiore tra il “primo mondo” e il resto del pianeta.

L’unica soluzione a tutto questo è cominciare a far sparire il denaro finto, i triliardi di dollari US virtuali che hanno innescato la spirale finanziaria e che hanno fatto da combustibile per le tante bolle immobiliari che sono scoppiate dal 2008 ad oggi. Riportare le cose alla prospettiva dell’economia reale e accorgersi, una volta per tutte, che il denaro è un mezzo e non un risultato.

Occhio ai regali

Visto che si avvicina il Natale oltre a suggerirvi di mettere una punji trap nel camino per fare fuori l’odioso ciccione rosso vestito mi permetto di dare qualche spunto di riflessione sui regali destinati ai più piccoli. Diciamo che è un punto di vista di categoria, da genitore che si è smaliziato con il tempo.

Per prima cosa, parlate con i genitori del piccolo/a. Di solito sono gli unici che sanno già che regali riceverà il bambino e possono evitare la questione ‘doppioni’. Se gli adulti in questione sono un minimo intelligenti dovrebbero anche potervi fare capire se è il caso o meno di fare certi regali al pupotto.

L’età non è un parametro assoluto ma andrebbe tenuta in considerazione. Se regalate un gioco complicato a un bimbo di tre anni non aspettatevi un lampo di genio; se il bambino non riesce a giocare diventerà frustrato e intrattabile e questo non vi renderà molto popolari con i genitori. Considerazione simile vale per i giochi violenti. Se donate una perfetta replica di un AK47 a un bambino di quattro anni otterrete come risultato immediato due genitori nervosi e un bimbo piuttosto confuso. Devo continuare?

Una nota speciale per le piattaforme come la Playstation e i relativi giochi. Può anche darsi che il figliolo la voglia disperatamente e che stia stressando da un mese mamma e papà per avere anche lui Skyrim ma questo non vi autorizza a comprare cose del genere senza il consenso dei genitori. La vostra opinione, per quanto possa essere motivata e illustre, non conta nulla. Essere nonni, zii, amici di famiglia, cugini o altro non vi conferisce uno straccio d’autorità, neanche piccolo così.

Ogni bambino è speciale. Non solo per i suoi genitori. Il che significa che potrebbe non gradire il gioco ‘top’ di questo Natale o il pupazzo disneiano più famoso. Anche qui la soluzione è semplice, chiedete ai genitori cosa guarda in televisione il pupo o con cosa gioca. Non ci vuole la scala per arrivarci, è un concetto basilare. Altra cosa da tenere a mente, la divisione per genere maschio-femmina per i bambini piccoli è del tutto insensata. Non facciamone degli omini e delle donninein scala ridotta, avranno fin troppo tempo per imparare i comportamenti degli adulti.

Come esistono i beni rifugio ci sono anche i doni rifugio. Siete all’ultimo e vi siete accorti di non aver previsto il regalo per il bambino X? È il 24 pomeriggio e avete dieci minuti per decidere? Non avete la possibilità di contattare  la famiglia e il cronometro scorre inesorabile? Niente paura, la scappatoia c’è. Non farete la miglior figura possibile ma ve la caverete anche stavolta.

Se il bambino / bambina è sotto i sei anni buttatevi a pesce sulle costruzioni. Sono disponibili in vari materiali e dimensioni, diversi per le età di riferimento, sono di buona reperibilità e con una varietà di confezioni tale da essere adeguata per tutte le tasche. Il rischio doppione esiste ma è uno dei pochi casi in cui non è rilevante.

Se l’età è compresa tra i sei e i dieci anni tentate la via dei pattini. In alternativa monopattini o skate board. Difficilmente hanno tutte e tre le cose. Ricordatevi solo di tenere presente la distinzione maschio-femmina, siamo già nella zona pericolosa. La spesa non dovrebbe essere gravosa e in caso di doppione potete sempre cavarvela con il rimpiazzo (es. hai già i pattini? Ok, vado a prenderti il monopattino o lo skate). Conservate lo scontrino almeno fino al 26.

Se il vostro bersaglio ha tra gli undici e i tredici anni siete nel guano. Sono anni difficili in tutti i sensi e rischiate grosso a muovervi al buio. Incrociate le dita e regalate un DVD selezionando un titolo molto recente. Evitate solo gli horror, cercate i film più famosi di quest’anno. Rischio doppio a livello medio, in compenso potreste trovarvi nell’impossibilità di fare un cambio / reso.

Sopra i tredici anni potete anche giocare più sul classico. Bigiotteria di qualità per le ragazze, t-shirt aggressive per i ragazzi e andate lisci nel 90% dei casi. Suggerimento ulteriore: evitate di comprare per voi o per i genitori articoli simili, il rischio di risultare patetici è alto. Doppi? Possibili ma non tragici. Data l’età del destinatario potete serenamente riderci sopra e andare insieme a fare il cambio.

Probabilmente avete notato il tono acido. Che dirvi, se non che detesto le festività?