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Posts Tagged ‘pillola blu’

Va bene, siamo al fine settimana e un meme di quelli divertenti ci sta. Tempo fa il collega Germano “Hell” ha lanciato l’iniziativa di descrivere i propri mondi, intendendo con questo di fare propria quella critica che viene fatta a chi si occupa di fiction o più in generale di questioni non terra-terra.

Il post in cui spiega la cosa lo trovate qui.

Trovo profondamente giusto ribellarsi a chi nega spazio alla fantasia e denigrare chi sceglie di usare il proprio tempo libero in maniera fuori dagli standard (tipo evitare la televisione e fare cose stranissime come leggere un libro) è la rappresentazione palese di un deficit neurale. È noto che non gradisco molto i meme ma le implicazioni di questo sono evidenti.

Augmented reality – phase one and two.

All’alba prendo la pillola blu. Nel tempo necessario per farla attivare mi faccio una doccia, lasciando che l’acqua calda porti via i residui della notte. Poi vado in cucina e inizio ad assorbire i feed dei notiziari mentre preparo la colazione per la mia Signora e per nostro figlio. Mentre il caffè borbotta nella moka controllo anche i monitor di sicurezza, il nostro ruolo ci espone ad attenzioni indesiderate. Il cambiamento, anche quanto virtuoso, incontra sempre resistenze.

Eppure stiamo vincendo. Una casa alla volta, una strada alla volta stiamo cambiando questa città. Ristrutturazioni invece di nuove costruzioni, riqualificazioni invece di abbandoni, wi-fi hotpoint gratuiti a prendere il posto degli internet point a pagamento. C’è un clima diverso in città, una vibrazione di fondo che fa da contrappunto al ronzio costante che viene dalla nostra server farm.

L’intero piano terra della nostra casa è occupato da server e generatori d’emergenza. Tutto state-of-the-art, collegato con un backbone in fibra ottica e magliato con la rete cittadina. Passa tutto di qui. E da qui tutto viene elaborato per dare il massimo di efficienza. Dall’edilizia al traffico, dai tributi alle bollette, dagli affitti alle variazioni catastali, dagli acquisti nei negozi alle demolizioni dei veicoli, dall’ingresso delle navi in porto ai piani per la manutenzione delle strade.

Grande Fratello? Non proprio. Non da quando abbiamo dimostrato che l’interconnessione porta lavoro e miglioramenti. Ogni anno l’evasione e l’elusione fiscale calano, ogni anno abbiamo più posti negli asili e un calo della disoccupazione. Siamo diventati prima un caso nazionale, poi un soggetto da studiare per altri paesi. Quando ho voglia di scherzare paragono il nostro lavoro a un virus. Quasi sempre i miei interlocutori non capiscono la battuta.

E’ un pezzo che non vedo circolare banconote o monete. Abbiamo convinto gli anziani e i più retrogradi, il resto lo hanno fatto i giovani. Burocrazia al minimo, risposte dirette da tutti i dipartimenti della PPAA locale, costi ridotti per fare impresa, raccolta differenziata dei rifiuti portata ai massimi europei. Sono tutte informazioni, flussi di elettroni che fanno da leva al cambiamento. Archimede aveva ragione dopo tutto.

In molti si sono opposti. Smettere di evadere, di eludere, di nascondere, di rubare. Cosucce trasversali nella società, nascoste sotto tutte le etichette politiche e barricate dietro conti cifrati e ville intestate a prestanome. Arrivano minacce, insulti, qualche proiettile per posta. Chi ha provato a fare di peggio ha fatto i conti con i generatori a ultrasuoni che ho nel giardino attorno alla casa. Brutta cosa recuperare dopo trenta secondi di esposizione.

Usciamo tutti insieme per portare il bimbo all’asilo, una breve passeggiata che ci consente di far partire in serenità la nostra giornata. Già al ritorno ci vengono incontro diverse persone, la mia Signora comincia a risolvere problemi con un’energia che in pochi hanno. Io assisto, sorrido, mugugno, prendo nota. Tutto con una mano a un battito d’ali dalla mia Beretta. Come dicevo prima, non c’è cambiamento senza resistenza.

La giornata scorre bene. Un nuovo set di pannelli solari e una mini centrale eolica, un altro gruppo di caldaie troppo vecchie che viene sostituito da dispositivi a condensazione, altre auto che vengono rottamate a favore di veicoli elettrici, le previsioni di budget che ci assicurano i fondi per ristrutturare un altro padiglione dell’ospedale. L’ora di andare a prendere nostro figlio arriva schioccando le dita, è tempo di essere genitori fino alla sera. Verso le 22 il cucciolo si addormenta e io saluto la mia Signora.

Prendo la pillola rossa mentre scendo nel seminterrato, mi sembra quasi di sentire i neurotrasmettitori brontolare quando comincia a fare effetto. I sistemi di sicurezza sono attivi, i led verdi rassicuranti del massimo  livello di potenza. Posso fare altro ora. C’è un altro aspetto della realtà che merita la giusta attenzione.

Al catasto questi locali risultano essere una rimessa e una cantina. Dubito che l’architetto le riconoscerebbe ora. Ogni centimetro delle pareti, del pavimento e del soffitto è ricoperto da simboli, a intervalli regolari ho inserito dei supporti per le attrezzature più pesanti. Sembra un paradosso ma per mettersi in rapporto con le parti più sottili del mondo serve parecchio hardware.

Un livello alla volta, un pensiero alla volta, un corpo sottile alla volta arrivo a passare dall’altra parte. Scosto le larve, i ricordi, le manifestazioni di cose che non esistono più. E comincio a riparare i tessuti sottili offesi da decenni di abusi, dando il mio contributo a fare pace con quello che non vediamo alla luce del giorno. Anche qui ci sono resistenze, anche qui il cambiamento non è gradito da tutto quello che vive a questo livello. Non che questo mi fermi o fermi le altre persone che fanno il mio stesso lavoro. Ogni notte faccio un passo avanti.

Nota finale: di seguito riporto una massima che cito spesso, una delle poche cose che ho in comune con la destra americana. Andrew Jackson era un personaggio abbastanza discutibile con i criteri di oggi ma il testo sotto riportato rimane un pilastro del mio modo di vedere le cose.

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