Autoregali 2012

Andare in giro per i regali di Natale è una specie di corveé nel 99% dei casi, giusto? Allora tanto vale trovare lo spazio e il gusto di scegliersi qualcosa di proprio gusto, il che è quello che ho fatto ieri durante una rara sessione di shopping (per inciso, non è stata stressante). Ho trovato su una bancarella, a un euro, un romanzo breve di Greg Bear nell’edizione Nord / Cosmo.

zeroassoluto

Sto parlando di Zero assoluto, titolo italiano di Heads, pubblicato quando la collana Cosmo della Nord riproponeva i lavori del top level degli autori americani. In Rete si trova a 8-9 euro, una cosa assurda.

Paul Collier Guerre armi e democrazia

Più tardi mi sono finalmente preso un bel lavoro di Paul Collier, intitolato “Guerre, armi e democrazia” (orig. Wars, guns and votes. Democracy in dangerous places), ovvero un bel saggio ben documentato su alcune delle fasi più difficili dell’Africa moderna.

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Top 5: i libri che vorrei leggere

Una piccola avvertenza: nessuno dei libri presenti nella top 5 esiste, almeno per quello che ne so io al momento. Nel senso che non solo non sono reperibili, ma che non sono mai stati scritti. Mi piace pensare di star pescando nel mare quantico delle infinite possibilità e che qualcuno, da qualche parte, li stia davvero scrivendo. Se pensate che qualche libro recente rientri in quanto descritto nella top 5, per favore fatemelo sapere.

Quinto posto:

una biografia ben documentata, scritta con il necessario distacco e non agiografica, di Edward Teller.

Quarto posto:

un saggio serio sulla fine del colonialismo europeo in Africa, qualcosa che copra dagli anni ’50 agli anni ’70.

Terzo posto:

un saggio serio sulla fine del colonialismo europeo in Asia, periodo però compreso tra il 1900 e il 1970.

Secondo posto:

un solido romanzo ucronico, magari ambientato in Sud America.

Primo posto:

un solidissimo romanzo SF, sottogenere hard SF, pesantemente contaminato dal noir.

Lo so, è una specie di wishlist. Ma perché non sognare?

 

Singolare o seriale?

Nota per i naviganti: per l’intero mese di ottobre 2011 tutti i post di questo blog riporteranno come prima parte queste righe per ricordare che è possibile votare per il concorso SF qui fino alle 23.59 del giorno 31 di questo mese. Modalità di voto e lista delle proposte sono contenuti nel post linkato.

 

Prendo spunto da una serie di commenti relativi a una recensione recente per ragionare un momento con voi sul concetto di serie narrativa e sui personaggi seriali. Sono due concetti trasversali rispetto ai generi e ai sottogeneri e tendono a creare due fronti contrapposti tra i lettori e tra gli scrittori.

Un personaggio o un gruppo di personaggi che viene utilizzato in più di un libro come attore o gruppo di attori principali gioca su due fattori, entrambi in chiaroscuro. Il primo fattore è la familiarità dei lettori, ritrovando lo stesso personaggio o gli stessi personaggi si immergono con più facilità nella narrazione e il sense of wonder che ne deriva è maggiore. Per contro gli stessi lettori possono non gradire variazioni al cast, decidere quindi da parte dello scrittore di cambiare qualcosa può complicare parecchio le cose. Il secondo fattore è per lo scrittore che si ritrova una grossa parte del lavoro già fatta nel momento in cui riutilizza lo stesso cast di personaggi. In questo caso la parte negativa è più sottile; se lo scrittore decide di non far evolvere o cambiare i suoi personaggi si va a creare uno strato di abitudini mentali che puòà nuocere alla sua creatività.

Lo stesso ragionamento si può applicare per estensione alle ambientazioni, anch’esse essenziali per i cicli narrativi. Pregi e difetti sono gli stessi ma vengono mitigati dalle proporzioni. Se si crea un mondo tutto nuovo se ne possono esplorare varie parti da un romanzo all’altro, lo stesso vale se si utilizza il nostro pianeta e si sposta il cast dei personaggi in vari scenari. Qui la trappola per lo scrittore sta nei dettagli, si rischia di contraddirsi in maniera letale, specialmente se si è inventato tutto da zero.

Viceversa se per ogni romanzo o racconto lo scrittore ci mette di fronte a personaggi nuovi e/o ambientazioni inedite la sfida sale di tono. Ogni volta chi scrive deve riuscire a suscitare da zero il sense of wonder che permette di immergersi in una narrazione e ogni volta il lettore si trova ad affrontare un territorio inesplorato dal punto di vista narrativo.

In entrambi i casi servono capacità non indifferenti per gestire le cose. I lettori forti sono molto esigenti e facili a disamorarsi di un filone o di una serie. Anche trovare i necessari stimoli creativi può diventare via via più difficile per chi scrive in maniera regolare e deve soddisfare le legittime attese del pubblico. Infine riuscire ad adeguare le trame e i personaggi a condizioni che devono cambiare continuamente rischia di non riuscire in maniera compiuta, svelando così la scena agli occhi del lettore e rovinando qualsiasi coinvolgimento.

Devo dire che non ho una netta preferenza, come lettore, tra serie e episodi singoli. Posso citare in entrambi i casi libri riuscitissimi come ciofeche inaudite. In compenso, nella veste di schiribacchino, trovo difficile proseguire l’utilizzo di uno o più personaggi dopo la prima corsa. Ho fatto il tentativo più volte e per me è sempre stato difficile immergermi di nuovo nelle situazioni che io stesso avevo creato, quasi che una volta usato un personaggio questo finisse per allontanarsi da me.

In seguito avevo maturato la decisione di non ripetere più l’uso di un personaggio a meno di non farlo ritrovare come mero comprimario in altre storie, un espediente divertente per fare l’occhiolino ai propri lettori senza incorrere nei rischi descritti in precedenza. Ma è arrivato il Survival Blog e la mia decisione è andata a ramengo. Come non dare una seconda opportunità alla mia Stone Cold Company? Puntualmente mi sono ritrovato nelle secche, a fissare documenti zeppi di appunti e di tracce senza riuscire a dargli il corpo necessario. A meno che… non mi decida a fare cambiamenti massivi. Mortali, dato l’ambito narrativo.