Annie Jacobsen – Area 51: an uncensored history of America’s top secret military base

Annie Jacobsen

Area 51: an uncensored history of America’s top secret military base (2011)

Little, Brown and Co.

ISBN 978-0316132947

pp. 544

Prezzi vari, vedere su Amazon.com qui.

 

Quarta di copertina (da Amazon.com).

Area 51 is the most famous military installation in the world. And it doesn’t exist. Located a mere seventy-five miles outside of Las Vegas in Nevada’s desert, the base has never been acknowledged by the U.S. government-but Area 51 has captivated imaginations for decades.

Myths and hypotheses about Area 51 have long abounded, thanks to the intense secrecy enveloping it. Some claim it is home to aliens, underground tunnel systems, and nuclear facilities. Others believe that the lunar landing itself was filmed there. The prevalence of these rumors stems from the fact that no credible insider has ever divulged the truth about his time inside the base. Until now.

Annie Jacobsen had exclusive access to nineteen men who served the base proudly and secretly for decades and are now aged 75-92, and unprecedented access to fifty-five additional military and intelligence personnel, scientists, pilots, and engineers linked to the secret base, thirty-two of whom lived and worked there for extended periods. In Area 51, Jacobsen shows us what has really gone on in the Nevada desert, from testing nuclear weapons to building super-secret, supersonic jets to pursuing the War on Terror.

This is the first book based on interviews with eye witnesses to Area 51 history, which makes it the seminal work on the subject. Filled with formerly classified information that has never been accurately decoded for the public, Area 51 weaves the mysterious activities of the top-secret base into a gripping narrative, showing that facts are often more fantastic than fiction, especially when the distinction is almost impossible to make.

Recensione flash.

Inchiesta di stampo giornalistico sulla storia e i misteri dell’Area 51. Malgrado il taglio non prettamente sensazionalistico e un’enorme lista di fonti / documenti non convice del tutto per il credito concesso ad alcune tesi molto controverse.

Voto: 06,00 / 10,00

Recensione.

Ci sono libri che lasciano con una sensazione sgradevole, una sorta di retrogusto intellettuale che ti fa dubitare di aver fatto bene a dedicargli del tempo. Questo saggio sulla storia della base militare più famosa e controversa del mondo fa parte della categoria. L’autrice è una giornalista e ha evidentemente cercato di documentare o riscontrare in qualche modo tutti gli episodi che racconta e presenta con un punto di vista che vorrebbe essere neutrale; il punto debole del libro è proprio in questa premessa. Non mi sembra sensato mettere sullo stesso piano fatti confermati e incontrovertibili, per i quali esistono fior di prove, con tesi basate più sul complottismo per le quali non ci sono basi verificabili.

Il testo offre una carellata interessante di eventi poco conosciuti al grande pubblico che spaziano dai progetti della CIA e dell’Air Force per una lunga serie di velivoli sperimentali ai programmi di esperimenti nucleari condotti dentro e fuori gli USA, il tutto con una serie di insight sulle controversie all’interno delle varie amministrazioni presidenziali e degli stati maggiori delle forze armate. A tratti emerge chiaramente l’atmosfera irripetibile degli anni ’50 e ’60, quando le frontiere dello scibile venivano spostate avanti a forza di esperimenti al limite del temerario che oggi sarebbe difficile immaginare. È su questo terreno che la Jacobsen mette a segno i colpi migliori e riesce a coinvolgere di più il lettore.

Come impostazione è un libro rivolto al pubblico americano che cerca di collocarsi nella scia del giornalismo investigativo avendo come concetto base quello di svelare ai lettori come sono stati spesi i fondi federali e che razza di programmi sono stati portati avanti per decenni sotto la copertura del segreto militare. Visto da un europeo in alcune parti sembra addirittura ingenuo data la differenza con l’approccio cinico che esiste da questa parte dell’Atlantico verso i governi nazionali. La tesi di fondo rimane comunque interessante se la si vuole inquadrare come una storia delle misure prese dai governi statunitensi negli anni della guerra fredda e, in seguito, degli ultimi decenni di fronte a un quadro strategico globale in costante evoluzione. Non mancano le critiche, sempre espresse sobriamente, verso un apparato industriale e militare che appare sempre più distante dal resto della nazione.

Pur avendo assegnato un voto sufficiente non raccomando di acquisire questo libro a meno di non essere fortemente interessati alle tematiche relate all’Area 51. Non aggiunge niente di sostanziale e come già accennato lascia troppo spazio a tesi ardite per quanto riguarda il crash di Roswell del 1947.

Recensione del NY Times: http://www.nytimes.com/2011/05/16/books/area-51-by-annie-jacobsen-review.html?pagewanted=all

 

Annie Jacobsen

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Cose da fare

Nota per i naviganti: per l’intero mese di ottobre 2011 tutti i post di questo blog riporteranno come prima parte queste righe per ricordare che è possibile votare per il concorso SF qui fino alle 23.59 del giorno 31 di questo mese. Modalità di voto e lista delle proposte sono contenuti nel post linkato.

 

Lo spazio per scrivere mi si è drasticamente ridotto, di pari passo con la crescita di altre iniziative di cui mi sto occupando. Questo ha portato prima alla dolorosa cancellazione del progetto Goliath e a dover seriamente riconsiderare le altre cose che avevo in mente.

Negli ultimi mesi sono riuscito solo a completare un racconto che ho sottoposto a valutazione per la neonata collana Gemini e a partecipare al primo livello segreto del Sick Building Syndrome. Poca roba davvero, il prefetto contrario della necessità di avere continuità nella scrittura per avere buoni risultati.

In cantiere ho un sourcebook, legato a un progetto attualmente in corso di cui non posso parlare oltre. Sono però ancora ad uno stadio iniziale, ci sono solo le ossa. È vero che ho tempo a disposizione e non sono sotto consegna ma concretizzarlo darebbe respiro alla programmazione del progetto.

Poi c’è l’Aurora. Doveva essere un altro mini saggio dopo ‘Misteri italiani’, il mio contributo a una mitologia moderna che si doveva basare sui libri di Sweetman e Peebles sui black project del mondo areonautico americano. Tutti i giorni qualcuno arriva su questo blog seguendo questa chiave di ricerca, sarebbe anche una mossa furbetta da fare.

Il meccanismo virtuoso che porta dal formulare le idee a metterle giù in un formato accessibile sembra esserci inceppato, un ingranaggio ostruito da cose che non riesco a focalizzare. Proprio per questo viene da pensare che non è certamente indispensabile scrivere e che forse ha più senso dedicarsi ad altre cose, a portare avanti un’attività più legata alla critica e alla diffusione dei libri.

Proprio sulla critica, sulle forme che è più opportuno che assuma, su come approcciare questo tipo di attività si apre un fronte interessante. Recensire in sé non è qualcosa di problematico se ci si accontenta di avere alcune informazioni sul libro e un parere generico (è come le sto facendo su questo blog, tanto per capirsi), viceversa se si vuole analizzare un libro si deve per forza di cose salire a un livello più alto e questo restringe di molto la fruibilità di un articolo.

Sulla Rete esiste una soglia di attenzione piuttosto bassa. Oltre le dieci righe si perde una buona fascia di lettori e fare approfondimenti (in qualsiasi campo) è appannaggio di pochi. Vale la pena spendere tempo e risorse per stendere un articolo di qualche cartella se poi non interessa? Io già scrivo post abbastanza articolati sull’attualità e sui temi di fondo dell’economia, non mi pesa certo estendere quel tipo di atteggiamento anche ai temi legati alla narrativa. Se poi si perdono lettori, pazienza.

Nei prossimi mesi vorrei analizzare, con il vostro aiuto, le proposte italiane recenti nel genere SF. Sia per capire quali sottogeneri sono praticati e quali no che per cominciare a tracciare una mappa degli scrittori nostrani. Mi riferisco anche alle autoproduzioni e ai piccoli editori, la visuale deve essere la più ampia possibile.

Tempo di cambiare, di respirare aria nuova. Anche dentro l’editoria nostrana.

Natale Mario Di Luca – La Massoneria

Natale Mario Di Luca

La Massoneria (2011)

Atanòr

pp. 248 – Euro 14,50

ISBN 88-7169-032-X

Quarta di copertina.

In un’ampia ed efficacissima sintesi, rigorosamente fondata sotto il profilo scientifico, l’autore ricostruisce nella prima parte dell’opera l’intera storia della Libera Muratoria dalle origini ai giorni nostri, fondendo in un’unica esposizione gli uomini, i fatti, l’evoluzione delle idee e del patrimonio leggendario e simbolico della principale via iniziatica sopravissuta in Occidente e, nel corso degli ultimi tre secoli, diffusasi in tutto il mondo nella sua versione “speculativa”, che ne costituisce la versione più recente nel corso di uno svolgimento le cui premesse risalgono con tutta probabilità ad epoche remotissime. La seconda parte è interamente dedicata alla Libera Muratoria in Italia, con particolare riguardo alla ricostruzione delle tormentate vicende – persecuzioni, eclissi e rinascite, scissioni, dinamiche interne – che dal XVIII secolo gli albori del XXI ne hanno caratterizzato lo sviluppo e plasmato la peculiare fisionomia.

Recensione flash.

Un buon testo di base per chi vuole capire cosa sia la Massoneria, ben documentato e con ampi riferimenti storici. Utile anche a fini di documentazione qualora si volesse trattare l’argomento.

Voto: 07,50 / 10,00.

Recensione.

Mentre mi documentavo per un progetto di romanzo poi abortito mi sono trovato con la necessità di procurarmi un testo serio sulla Massoneria, magari focalizzato sulla realtà italiana, il che mi ha fatto scoprire un numero abnorme di libri il cui livello di serietà e documentazione è francamente risibile. Grazie al mio libraio di fiducia, alla faccia di chi ne sostiene l’inutilità, ho potuto acquisire questo saggio e soddisfare finalmente le mie necessità.

La Massoneria è un soggetto complesso che copre un arco storico di diversi secoli e che nel nostro paese ha conosciuto una storia a dir poco tormentata. Osteggiati dalle gerarchie cattolico romane, repressi duramente dal Fascismo, respinti dai maggiori partiti del dopoguerra ed eternamente divisi tra loro per questioni che viste dall’esterno sembrano di lana caprina i massoni italiani non hanno proprio avuto una vita facile. Protagonisti in particolare nel diciannovesimo secolo, cito un ‘fratello’ per tutti: Garibaldi, i massoni hanno conosciuto in seguito stagioni decisamente più in ombra, schiacciati come sono stati dal confronto con le organizzazioni straniere e dall’allontanarsi dal lato rituale per immergersi a fondo nella politica, cosa che esula dagli scopi di fondo della Massoneria. Nelle cronache moderne del nostro paese li si ricorda soprattutto per la loggia P2, a cui nel volume viene riservata una disamina tagliente come esempio di totale deviazione dal soggetto massonico.

Al tema delle divisioni interne della Massoneria è riservato ampio spazio dato il numero elevato di soggetti e di differenti ritualità che hanno caratterizzato la versione italiana di questo movimento. A credito di questo libro va fatto notare come non si glissi neppure sugli episodi più bassi, assolvendo al compito di informare i profani o chi, come me, ha accesso solo parziale alla storia di queste confraternite. Anche il quadro internazionale e i rapporti tra i vari rami della Massoneria sono ben rappresentati e riescono a fornire un quadro d’insieme di buon livello.

L’autore riesce a mentenere un tono distaccato in quasi tutte le occasioni, sconfinando di quando in quando in toni dottorali un po’ pesantiche rendono meno scorrevole il testo. L’altro difetto del volume è dato dall’impaginazione / strutturazione che per mantenere basso il numero delle pagine favorisce un’alta densità del testo a danno della leggibilità. Ottime le note e i materiali riepilogativi in coda al testo.

Lawrence M. Krauss – La fisica di Star Trek

Lawrence M. Krauss

La fisica di Star Trek

(prefazione di Stephen Hawking)

(nuova edizione aggiornata)

Traduzione di Libero Sosio

22 illustrazioni fuori testo

Orig. The Physics of Star Trek (1995 first ed.)

Quarta di copertina.

L’universo di Star Trek a confronto con quello reale: che cosa c’è di scientificamente possibile (e cosa, invece, di assurdo) nelle avventure di una delle saghe fantascientifiche più amate di sempre? In che misura la fantascienza può prefigurare la scienza del futuro? Appassionato di Star Trek, al pari di molti altri fisici famosi, Lawrence Krauss ha deciso di “seguire” la mitica astronave Enteprise, in missione permanente nella Galassia, per esplorare gli affascinanti misteri dell’universo, spiegando la fisica di oggi e tentando di prevedere quella di domani.

La presente edizione è stata completamente rivista e aggiornata dall’autore: «Negli anni passati dalla prima edizione non è solo continuata l’epopea di Star Trek, ma anche il mondo della scienza ha fatto grandi passi avanti, e io mi azzarderei a dire che la scienza abbia progredito più di Star Trek. Nel tentativo di aggiornare la scienza in questa nuova edizione del libro, ho deciso di rivederne l’intero contenuto, aggiungendo nuove informazioni dov’era necessario ed eliminando argomentazioni di cui la natura ha nel frattempo dimostrato l’erroneità».

Riferimenti internet:

http://en.wikipedia.org/wiki/Lawrence_Krauss

http://it.wikipedia.org/wiki/Star_Trek

http://www.stic.it/   (fan club italiano Star Trek)

Recensione in un flash.

Testo capostipite di un sottogenere dedicato alla spiegazione dei fenomeni nella fiction, ha parti divertenti ma non è completamente accessibile a chi è digiuno di fisica. Datato visti i progressi scientifici successivi e la fine della serie Star Trek. Solo per appassionati, della fisica o della serie.

Voto: 06,50 / 10,00.

Recensione.

Nessuna serie televisiva ha avuto l’impatto di Star Trek nell’immaginario degli spettatori, un fenomeno partito negli anni ’60 e in grado ancora oggi di vantare un numero di fan impressionante sia per diffusione geografica che trasversalità generazionale. Tra i vari effetti si può annoverare anche la nascita dei libri “tecnici” come questo dove vengono esaminati i temi proposti nelle varie serie e spin-off di Star Trek da un punto di vista scientifico. Non c’è solo la disamina degli errori fatti dagli sceneggiatori (alcuni assolutamente spassosi), in questo libro si prendono in considerazione alcune delle teorie fondamentali della fisica moderna e si cerca di ragionare sui paradossi della pseudo scienza che è alla base delle tecnologie dell’universo trekker. Il bello di questo libro è che in parte si basa sulle richieste e le segnalazioni fatte dai fan, sia da quelli compresi a vario titolo nella comunità scientifica (tra cui vari Nobel o candidati al premio) che da persone qualsiasi che si rivelano in grado di mettere in crisi anche le invenzioni più recenti del team di sceneggiatori.

Krauss non è nuovo alla divulgazione scientifica, ha all’attivo numerose altre pubblicazioni (alcune tradotte in italiano), ma in questo caso non riesce a mio avviso a misurare il passo. Alcune parti in cui spiega teorie o paradossi risultano essere troppo tecniche per essere comprensibili a chi non ha basi sufficienti nello studio della fisica e questo secondo me porta a definire il libro come parzialmente riuscito.

A distanza di anni il libro risulta poi essere estremamente datato. Non solo la Paramount ha prima sospeso e poi in pratica eliminato le serie di Star Trek ma gli stessi progressi nello studio della fisica hanno superato alcune delle affermazioni che vengono fatte nel testo (vale in particolari per lo studio dei neutrini e per la scoperta recente di due quark, nonché per le vicissitudini della ricerca del bosone di Higgs).

Una nota di merito per il lavoro del traduttore, un grande veterano come Libero Sosio, che si è trovato di fronte un testo davvero non facile.

Rimane un testo consigliato per i fan, magari da consultare in alternativa ai sourcebook delle serie televisive per rendersi conto di quanto abbia funzionato bene il meccanismo della sospensione dell’incredulità per tanti anni. Personalmente rimpiango i tempi della prima serie e i suoi fondali di cartapesta, non fosse altro che per lo spirito del suo creatore (Gene Roddenberry) che ancorava la narrazione su temi che mi sono sempre stati cari.