What we need and what we got

Italy is in the middle of a huge economic crisis, it’s on the top of a 200+ billion euro national debt, it’s at the very bottom of all international economic charts when it comes to growth. To be all clear, we’re facing a major disaster here. A disaster that will not be limited by our borders since we’re still a pillar in the European Union and a key country in the economic world scene. Got the first picture?

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Esclusiva dalle stanze del potere

Il capo era depresso. Oltre le barzellette, al di là delle possibilità delle pillole  e del catalogo delle ragazze.

La scadenza elettorale lo aveva stremato, una vocina in fondo all’ippotalamo gli suggeriva “potresti perdere” e per di più c’era con lui il ministro dell’economia. Pessimo momento davvero.

– Ho tvovato come fave, possiam davvevo vispettave le scadenze con l’Euvopa. – Era sorridente, rilassato. Sembrava un enigmista dopo aver risolto un sudoku impossibile. – Quest’anno vendiamo la Vomagna a San Mavino!

La pressione arteriosa del presidente salì di dieci punti. Forse non aveva sentito bene.

-L’anno pvossimo tocca al Lazio che piazziamo al Vaticano e nel 2013 il colpo da maestvo, la Sicilia agli amevicani che la voglino dal 1943. Mettiamo a posto il bilancio dello Stato, ci libeviamo di un sacco di pvoblemi e ci gavantiamo la vielezione nel 2013. – Altro grande sorriso, gli brillavano anche gli occhiali. – Che ne dici?

Il presidente fece per replicare, aveva pronto una fila oscenità da far impallidire un portuale. Poi si bloccò. La Romagna era piena di rossi e di neo leghisti, la Polverini non la poteva vedere e con il Lazio al Vaticano poteva trasferire i ministeri dove gli pareva e dei siciliani non ne poteva più da un pezzo.

Ci doveva pensare…