A un passo dall’Europa

Goran Hadzic. Mancava solo lui dalla lista nera dei super ricercati di matrice serba per i crimini di guerra del conflitto civile jugoslavo. I più cinici diranno che è l’ultima rata del pagamento necessario alla Serbia per entrare nell’Unione Europea, altri metteranno l’accento sulla voglia di superare gli odi e le divisioni della guerra. Personalmente non mi interessa, il fatto importante è che lo abbiano catturato.

Come gli altri latitanti era a due passi da casa, come loro godeva di una fitta rete di connivenze locali e di un rapporto preferenziale con il clero ortosso, mai estraneo a queste vicende. Ricordano da molto vicino i nostri ricercati mafiosi, camorristi e n’dranghetisti che godono delle stesse protezioni nelle zone d’origine.

Ma non è finita. Ci deve essere il processo presso il tribunale speciale dell’Aia, deve essere messo a confronto con i suoi accusatori e rendere conto di quello per cui è stato accusato per tanti anni. Nulla che possa far riposare in pace le sue vittime ma un passo necessario per ristabilire tutta la verità di quegli anni.

Milosevic, Karadzic, Mladic, Hadzic. Il primo defunto, gli altri tre di fronte alla piccola Norimberga internazionale. Non sono i soli colpevoli, i fatti della guerra riguardano un numero enorme di persone che è tuttora a piede libero. In compenso questa volta ci sono i mandanti a processo. Rispetto ad altre vicende per cui sono stati puniti solo i galoppini è già un progresso.

Benvenuta Serbia!