Five reasons to say NO to the Global Compact for Migration

A few days from now (10-11 December 2018) will be held in Marrakesh (Morocco) a United Nations conference for the adoption of the Global Compact for Migration (from now on, GCM).  This will be the end of a long journey for GCM, and a very important step in the fulfilling of the  New York Declaration for Refugees and Migrants.

As previously stated in the title of this post, I’m all against this agreement. I’m also fully aware of the growing problem of forced migration all around the world, not to mention the growth of a number of endogen factors that will likely cause more migration in the near future.  To state the obvious, I’m not some kind of racist nutcase.

I’ve spent a bit of time reading the full GCM text, available here courtesy of the UN. Well, it’s not what the mainstream media are trying to sell.

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The last flight of SE-BDY

Douglas_DC-6

53 years ago a plane like this one, A Douglas DC-6 marked SE-BDY, crashed near Ndola (then in Northern Rhodesia, today is in Zambia) leaving just a survivor. It was the last journey of Dag Hammarskjöld and many others, a tombstone over every choice for a peaceful solution in Rhodesia.

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Unowhat?

Avete mai sentito nominare l’UNODC? No, non è un vecchio modello FIAT per i democristiani, è qualcosa di un filino più serio. L’acronimo sta per United Nations Office on Drugs and Crime, ovvero la branca delle Nazioni Unite che si occupa dei traffici di droga e del crimine, con particolare attenzione al crimine organizzato e transnazionale.

L’idea di fondo è coordinare politiche di sviluppo, strumenti di controllo e prevenzione, metodologie e interventi per contrastare tutta la filiera di crimini legati sia alle droghe illegali che a tutti i traffici di persone e cose che avvengano in violazione degli accordi internazionali. Non si tratta di un compito banale, basterebbe pensare alle differenze normative esistenti e alle difficoltà di far cooperare tra loro soggetti che hanno gravi difficoltà diplomatiche.

Se poi si tiene presente che la sfera di azione globale delle varie mafie non risente di alcun limite che non sia dato dalla loro concorrenza interna si va a parlare di una corsa ad handicap che è proibitivo poter affrontare con la lentezza propria delle istituzioni internazionali. Eppure i risultati stanno arrivando e su una scala non disprezzabile. Migliorare le capacità operative delle polizie, integrare le basi dati, avviare programmi di collaborazione transnazionali ha permesso non solo di aggiungere efficacia alla repressione ma anche di fare scoperte notevoli su come sta viaggiando il denaro frutto del crimine organizzato.

Siamo molto distanti da una agenzia di law enforcement globale, cosa peraltro lontana dagli scopi di UNODC, la direzione di sviluppo è più quella di Europol, più legata al coordinamento e ad essere strumento dell’applicazione dei protocolli internazionali. UNODC dipende per il 90% dai finanziamenti dei singoli stati membri, il resto proviene da donazioni. Proprio il budget rimane il fattore più critico dal momento che l’ente dichiara di avere richieste di intervento ampiamente superiori alle proprie capacità di finanziarli.

Link italiano

http://www.onuitalia.it/component/content/article/34/177

Link pagina dei report annuali

http://www.unodc.org/unodc/en/about-unodc/annual-report.html

Report 2010 (l’ultimo disponibile, lingua inglese)

http://www.unodc.org/documents/frontpage/UNODC_Annual_Report_2010_LowRes.pdf