Happy birthday Corps!

Oggi si festeggia un compleanno oro e scarlatto, una storia lunga più di due secoli che è presente nell’immaginario e nella storia. Il 10 novembre del 1775 nasceva a Filadelfia il corpo dei Marines, in origine come una forza di fucilieri di Marina e solo molto più tardi diventata la forza multiruolo che oggi conosciamo.

A tutti gli uomini e alle donne che vestono o hanno vestito l’uniforme USMC, auguri!

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Gunny (1986)

Gunny (Heartbreak Ridge)

Prodotto, diretto e interpretato da Clint Eastwood.

Cenni sulla trama.

Un veterano della guerra di Corea, vicino alla pensione, riesce a ottenere un ultimo incarico come NCO di un gruppo di esploratori dei Marines. Osteggiato dal suo diretto superiore e messo di fronte a un gruppo indisciplinato riuscirà a farne un’unità in grado di affrontare la battaglia. Ambientato in parte nel conflitto del 1983 a Grenada, contiene diversi riferimenti a episodi realmente accaduti.

Il film.

Episodio minore della carriera di Eastwood sia come attore che come regista o produttore questo film mantiene comunque un seguito tra gli appassionati per alcune battute particolarmente riuscite e per aver portato sullo schermo alcuni stereotipi cari alle produzioni americane. Abbiamo il veterano, prototipo del duro formato sul campo di battaglia, abbiamo i vecchi compagni d’arme che cercano di aiutarlo, il branco disordinato di giovinastri da trasformare in veri soldati, l’ufficiale tutto regolamento che non capisce le esigenze del campo di battaglia, il giovane ufficialetto che si rivelerà in grado di stupire il veterano, il giovane che si redime per prendere il posto del veterano e portare avanti la tradizione dei Marines. Unica assente, la torta di mele.

Thomas Highway è il protagonista portato sullo schermo da Eastwood, un vero classico del genere. Medaglia d’onore del Congresso per atti di eroismo durante la guerra di Corea (decorazione rarissima e di solito assegnata postuma), vero e proprio residuato di un’epoca passata dove le cattive maniere e l’alcolismo erano parte fondante delle FFAA è arrivato alla fine della sua carriera. Un matrimonio fallito alle spalle, perso in un mondo che non capisce e visto dai suoi superiori come un problema deve imparare ad adattarsi ai tempi. O rendere quello che ha attorno più simile a lui.

Il film in un certo senso senso è un compromesso. Gunny riesce a fare di un plotone di sbandati un’unità operativa e a ripristinare una continuità tra Marines degli anni ’50 e quelli degli anni ’80 e allo stesso tempo si prepara alla pensione dopo aver almeno iniziato a recuperare il rapporto con la moglie (memorabile la sequenza in cui legge Cosmopolitan per capire cosa pensano le donne). Sullo sfondo il messaggio fortemente propagandistico e il recupero di un orgoglio delle FFAA americane (la vicenda di Grenada storicamente è poco significativa ma fu usata in maniera pesante nei media).

Lo svoglimento della trama è prevedibile fino ai minimi particolari dopo i primi minuti e questo è il suo punto debole. D’altro canto va detto che proprio nel suo essere scontato può risultare rassicurante nel suo epilogo dove gli americani sconfiggono i cattivi invasori e la bandiera a stelle-e-strisce sventola tra elicotteri che ronzano in giro e saluti militari. Film come questo, con sequenze girate a bordo di una nave realmente in uso in quegli anni e altre immagini ottenute dalle FFAA in esclusiva, vengono girati solo con l’approvazione delle autorità, nello specifico del corpo dei Marines. Tuttavia negli anni ’80 c’era molta cautela sull’impatto che i media potevano avere sul pubblico e l’USMC storse il naso per come Gunny rappresentava i Marines (troppe parolacce, un ufficiale incompetente, nessun cenno alle donne in uniforme).

Voto finale: 06,00 / 10,00.

Note (1): il titolo originale, Heartbreak Ridge, si riferisce a una battaglia terribile della guerra di Corea. Per farsene un’idea consiglio di leggere questo articolo.

Note (2): tecnicamente parlando, lato bullonaro, questo film è una catastrofe. Tocca turarsi il naso per le boiate che vengono mostrate. Peccato.

Note (3): alcuni episodi, come la telefonata negli USA per dirigere il supporto aereo, sono realmente accaduti.

 

Ian Douglas – Semper Mars

Ian Douglas (pseudonimo di William H. Keith)

Semper Mars (1998)

Harper Collins / EOS

Quarta di copertina (da Amazon):

The Year is 2040.The Marines have landed on Mars to guard the unearthed secrets of an ancient and dangerous alien race: Ourselves.Scientists have discovered something astonishing in the subterranean ruins of a sprawling Martian city: startling evidence of an alternative history that threatens to split humanity into opposing factions and plunge the Earth into chaos and war. The USMC — a branch of a military considered, until just recently, to be obsolete — has dispatched the Marine Mars Expeditionary Force, a thirty-man weapons platoon, to the Red Planet to protect American civilians and interest with lethal force if necessary. Because great powers are willing to devastate a world in order to keep an ancient secret buried. Because something that was hidden in the Martian dust for half a million years has just been unearthed . . . something that calls into question every belief that forms the delicate foundation of civilization . . Something inexplicably human.

Recensione flash:

Se vi piace la space opera, se siete bullonari fin dentro il DNA, se non vi disturbano i libri scritti in un’ottica pro americana questo è il libro per voi. Il corpo dei Marines nel ventunesimo secolo, pronto a salvare la bandiera, la mamma e la torta di mele e già che ci siamo, la scoperta di tecnologia su Marte di 500.000 anni fa come propulsore per la salvezza del mondo. Vi basta?

Voto: 06,50 / 10,00.

Recensione:

2039, il mondo è cambiato in tutti i sensi. Le nazioni unite si sono evolute in un cartello sovranazionale, l’ecologia sta declinando rapidamente e l’economia mondiale si regge a stento. Gli USA sono usciti dalla comunità internazionale, così come la Russia e il Regno Unito, e si trovano ad affrontare pressioni insostenibili e gravi minacce alla propria sovranità nazionale. Pochi anni prima, su Marte, scoperte archeologiche sorprendenti hanno portato a concludere che una razza aliena ha soggiornato sul pianeta rosso e si sta compiendo ogni sforzo per scoprirne di più. Un quadro del genere è la base di partenza di un romanzo, il primo di una trilogia, scritto in un modo che sta tra il Tom Clancy dei tempi d’oro e i lavori a sfondo militare di Heinlein. C’è avventura, personaggi tagliati con l’accetta, ampio spazio per l’infodump tecnico e abbastanza dettagli da far felice il più esigente dei bullonari (no, non sono io). Aggiungeteci anche un quintale di orgoglio americano, espresso al punto da sembrare parodistico, azione a go-go e un feeling che richiama la fantascienza degli anni ’50 e ’60 e ottenete questo ‘Semper Mars’. Decisamente non adatto a tutti i palati, men che mai se scappate al minimo cenno di spiegazioni. Adatto per chiunque abbia nostalgia dei tempi in cui il concetto di campagna militare valeva  la lettura di un libro.

Riferimenti sulla Rete:

Sito dell’autore: http://whkeith.com/

Wikipage: http://en.wikipedia.org/wiki/William_H._Keith,_Jr.

Wiki del libro: http://en.wikipedia.org/wiki/Semper_Mars

Amazon: http://www.amazon.com/Semper-Mars-Book-Heritage-Trilogy/dp/0380788284